SENATO DELLA REPUBBLICA
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498a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

MARTEDフ 2 DICEMBRE 2003

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Presidenza del vice presidente FISICHELLA,

indi del vice presidente SALVI

e del vice presidente CALDEROLI



 

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

PRESIDENTE . La seduta � aperta (ore 10,33).

[...]

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2175-B) Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana Spa, nonch� delega al Governo per l弾manazione del testo unico della radiotelevisione (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Mazzuca; Giulietti; Giulietti; Foti; Caparini; Butti ed altri; Pistone ed altri; Cento; Bolognesi ed altri; Caparini ed altri; Coll� ed altri; Santori; Lusetti ed altri; Carra ed altri; Maccanico; Soda e Grignaffini; Pezzella ed altri; Rizzo ed altri; Grignaffini ed altri; Burani Procaccini; Fassino ed altri; e di un disegno di legge d段niziativa governativa, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati)

PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2175-B, gi� approvato dalla Camera dei deputati, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

Il senatore Grillo, presidente della 8a Commissione permanente, ha facolt� di parlare per riferire sui lavori della Commissione.

GRILLO (FI). Signor Presidente, purtroppo la Commissione da me presieduta� (Brus�o in Aula).

 

PRESIDENTE. Chiedo all'Assemblea cortesemente di abbassare il livello del brus�o.

 

GRILLO (FI). Grazie, signor Presidente, come le dicevo, purtroppo l'8a Commissione permanente non ha terminato i propri lavori e non ha quindi conferito mandato al relatore per riferire in Aula sul disegno di legge 2175-B.

Nella mia qualit� di Presidente della Commissione tengo tuttavia a sottolineare che all弾same di questo testo, che ci � pervenuto in quarta lettura dalla Camera a seguito di due modifiche che non hanno intaccato l'impianto generale della legge, la Commissione ha dedicato ben dieci sedute, oltre venti ore di lavoro, svolgendo un'amplissima discussione generale nella quale sono intervenuti molti senatori anche non facenti parte della Commissione.

I Gruppi di opposizione hanno presentato pi� di 300 emendamenti, che la Commissione ha iniziato a votare nella seduta notturna di marted� 25 novembre. I lavori si sono conclusi ieri sera, dopo che la Commissione era riuscita ad esaminare e a votare soltanto una sessantina di emendamenti.

I rappresentanti della minoranza hanno esperito legittimamente tutte le tecniche che il Regolamento consente loro, intervenendo numerosi su ogni emendamento per illustrare le relative posizioni. Ci siamo trovati nell'oggettiva incapacit� di portare a termine l'esame delle proposte di modifica presentate esclusivamente da rappresentanti di Gruppi della minoranza.

Voglio infine ricordare che nella precedente lettura del provvedimento effettuata dall'8a Commissione furono dedicate all'esame circa trenta sedute, in presenza di un numero di emendamenti non paragonabile all'attuale; in quella occasione con lo sforzo e l'impegno di tutti riuscimmo a concludere il nostro lavoro. (Applausi dal Gruppo FI).

PRESIDENTE . Colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Grillo, il disegno di legge in titolo, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sar� discusso nel testo trasmessoci dalla Camera dei deputati senza relazione, neppure orale, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento; ci� conformemente alle determinazioni assunte dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

In conformit� a quanto avvenuto in analoghe circostanze, non esiste, nel caso in questione, un relatore all'Assemblea, tale non potendosi considerare il relatore alla 8a Commissione permanente. Quest'ultima, infatti, non avendo concluso i propri lavori, non ha conferito specifico mandato di fiducia. Pertanto, non avranno luogo n� la replica del relatore al termine della discussione generale n� l'espressione del parere da parte del relatore su emendamenti e su ordini del giorno; soltanto il rappresentante del Governo esprimer� il proprio parere.

Comunico che sono state presentate alcune questioni pregiudiziali.

ZANDA (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, onorevoli senatori, intervengo per illustrare la questione pregiudiziale QP1.

Valutiamo innanzi tutto i fatti. Lo scorso 1ー ottobre, mentre la Camera dei deputati concludeva l'esame del disegno di legge Gasparri, la Corte costituzionale dichiarava l'incostituzionalit� del decreto legislativo n. 198 del 2002, per ben tre volte richiamato nel disegno di legge di cui stiamo discutendo, esattamente agli articoli 5, 23 e 24.

Le conseguenze della decisione della Corte sono molto chiare: ove il Senato, sciaguratamente, approvasse il provvedimento che stiamo esaminando, vorrebbe dire che intende emanare una legge contenente tre articoli gi� esplicitamente dichiarati incostituzionali dalla Corte. Sarebbe la prima volta che il Parlamento commette con tanta evidente consapevolezza un simile abuso.

Il ministro Gasparri si � accorto del pericolo ma, anzich� ritirare il provvedimento per correggerne l'incostituzionalit�, si � autoassolto dichiarandola "superata da altri interventi legislativi nel frattempo intervenuti". Ora, a parte il fatto che nessun intervento legislativo sopravvenuto pu� modificare il contenuto di un disegno di legge all'esame del Parlamento, ove il ministro Gasparri avesse alluso al nuovo codice delle telecomunicazioni o al decreto-legge n. 315 dello scorso 14 novembre, debbo ricordare al Senato che questi due provvedimenti contengono norme profondamente differenti da quelle recate dal decreto incostituzionale.

Pertanto, anche a voler assurdamente considerare il codice delle telecomunicazioni e il decreto-legge n. 315 correttivi degli articoli 5, 23 e 24 del disegno di legge Gasparri, in nessun modo ne potrebbero sanare la lampante incostituzionalit�.

Onorevoli senatori della maggioranza, tra poco voi potreste, per vostri interessi politici, dichiarare costituzionale un provvedimento che manifestamente non lo �. La vostra sarebbe una decisione politica grave che non solo imbarazzerebbe fortemente il Presidente della Repubblica, ma offenderebbe la Corte costituzionale e la costringerebbe ad intervenire nuovamente.

La larga maggioranza parlamentare di cui disponete pu� consentirvi di approvare leggi sbagliate e illiberali; persino - e lo avete gi� fatto - leggi ad personam. Ma non vi consente di reintrodurre nel nostro ordinamento norme che la Corte ha gi� dichiarato totalmente incostituzionali.

Chiedo, quindi, al Senato di dichiarare l段ncostituzionalit� del disegno di legge oggi al nostro esame. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e dei senatori Zavoli e Tommaso Sodano).

VILLONE (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

VILLONE (DS-U). Signor Presidente, desidero svolgere poche considerazioni per illustrare una questione pregiudiziale riassuntiva di un dibattito gi� ampiamente svolto. Vi sono molteplici profili di incostituzionalit� in questo provvedimento, che possiamo riferire ad almeno cinque capitoli.

Il primo riguarda la sentenza della Corte costituzionale n. 466 del 2002 (tale, dunque, da vincolare l段nterprete e il legislatore), che censura l段ncertezza del termine stabilito nella normativa allora vigente, rimesso alla discrezionalit� dell但utorit�, che stabiliva la data del 31 dicembre per il trasferimento sul satellite di Rete 4. Siamo, quindi, di fronte ad un preciso giudicato della Corte costituzionale che verrebbe disatteso da una legge. Peraltro, c'� da dire che non vi � un superamento della situazione in cui la sentenza fu adottata, per cui si tratta semplicemente di un段nosservanza di quanto disposto dalla Corte costituzionale.

Il secondo capitolo attiene al sistema integrato delle comunicazioni. Nella legge vigente si descrive l段llecito concorrenziale in termini quantitativi, vale a dire di incetta di risorse oltre una certa percentuale. Il disegno di legge in discussione accetta il limite quantitativo, anzi lo abbassa, ma lo riferisce ad un totale di risorse ben pi� ampio, vanificando, quindi, i limiti fin qui previsti e il profilo della corretta tutela della concorrenza.

Si argomenta che ci� sia dovuto alla convergenza imposta dal diritto comunitario, ma nella direttiva quadro n. 21 del 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, in particolare nel considerandum 5, la convergenza viene precisamente definita, e non nei termini che qui si assumono. Nel caso specifico, abbiamo infatti una nozione di mercato che non coincide con quella assunta nella normativa europea - mercato geografico e merceologico - secondo la quale non si possono giustapporre settori che non sono in competizione tra loro, come del resto chiarito dall但utorit� per la concorrenza. Ad esempio, non possiamo giustapporre Internet e il settore audiovisivo.

Il terzo capitolo si riferisce all段ncrocio tra la stampa e l誕udiovisivo. Nella legge n. 223 del 1990 il principio che vigeva era quello per cui il proprietario forte dell誕udiovisivo non poteva essere anche proprietario forte di giornali. Si trattava di una norma simmetrica che tutelava la libert� di stampa per la maggiore debolezza della fonte. Ora abbiamo una norma simmetrica secondo cui tutti possono comprare tutto. Si tratta di una precisa violazione di princ�pi costituzionali e di una consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale.

Il quarto capitolo � riferito al digitale terrestre. In particolare, all'articolo 23 � contenuta una previsione secondo cui chiunque, a qualunque titolo, eserciti oggi attivit� di diffusione televisiva in ambito nazionale locale e sia in possesso dei requisiti per ottenere l'autorizzazione per la sperimentazione, pu� sperimentare e potr� domani chiedere licenza e titolo autorizzativo. Qui c'� una chiara violazione del principio comunitario che richiede un誕ssegnazione secondo criteri oggettivi, trasparenti, ad operativit� tendenzialmente automatica; una sanatoria che, ovviamente, non risponde in alcun modo all'apertura di mercato che i princ�pi comunitari vogliono assicurare.

Infine, per quanto riguarda la RAI, registriamo la violazione di princ�pi consolidatissimi di giurisprudenza della Corte, dalla met� degli anni Settanta in poi, che allontanano i poteri di indirizzo sul concessionario pubblico dall'Esecutivo verso il Parlamento. Qui si fa esattamente il contrario: si dispone la composizione del Consiglio d'amministrazione della RAI medio tempore fino alla privatizzazione; quindi, in termini futuri (almeno nel tempo, se non in s�), questa rimane affidata al Governo, ragion per cui vi � una riassegnazione all'Esecutivo di spazi che da pi� di vent'anni erano stati ritenuti ad esso preclusi.

Vi �, quindi, una violazione dei princ�pi posti dalla Corte costituzionale ed una violazione di princ�pi di diritto comunitario in tema di servizi pubblici, per i quali lo stesso diritto comunitario stabilisce che, laddove questi siano statali, si pone la necessit� di distinguere tra il soggetto che gestisce ed il soggetto che regola. Si veda la direttiva quadro n. 21 del 2002 sui servizi di comunicazione elettronica, all'articolo 3, che assorbe anche il settore audiovisivo.

Quindi, molteplici sono i profili di incostituzionalit� e di contrasto con la normativa comunitaria. Aggiungo, in conclusione, signor Presidente, che la violazione della normativa comunitaria non � violazione puramente astratta o di principio. Chi si vede respinta un'istanza riferita ad una normativa in contrasto con la norma comunitaria, pu� chiedere che si acceda alla Corte di giustizia europea sulla base di una pregiudiziale di violazione della normativa comunitaria; la Corte di giustizia emette una sentenza di accertamento che vincola tutte le autorit� competenti dello Stato interessato: vincola il Ministro come vincola l'Autorit� per le telecomunicazioni. Possono dunque partire procedure di infrazione che portano a pesanti sanzioni economiche.

Con questo provvedimento non solo si viola la Costituzione, non solo si violano le norme comunitarie, ma si pongono le premesse perch�, facendo oggi un grande regalo a Mediaset, domani i cittadini italiani siano chiamati anche a pagare per effetto di sanzioni in sede europea. (Applausi dal Gruppo DS-U).

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, colleghi e colleghe, abbiamo presentato una pregiudiziale di costituzionalit� su questo provvedimento, in quanto esso contiene tre espliciti riferimenti al decreto legislativo n. 198 del 2002, che recava "disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese (�)".

Come � noto, la Corte costituzionale con la sentenza n. 303 del 25 settembre 2003 (pubblicata il 1ー ottobre 2003) ha dichiarato illegittimo per eccesso di delega e per violazione delle attribuzioni regionali (Brus�o in Aula)�

 

PRESIDENTE. Mi scusi, senatrice Donati, ma c'� troppo brusio in Aula. Non possiamo continuare a lavorare in queste condizioni. Quindi, devo pregare i colleghi di ridurre il tono delle loro conversazioni, altrimenti dovr� sospendere la seduta per qualche minuto.

 

DONATI (Verdi-U). Stavo ricordando che, con la citata sentenza la Corte costituzionale ha dichiarato completamente illegittimo il decreto legislativo n. 198 del 2002.

Quindi, � di tutta evidenza che il testo al nostro esame, che contiene in ben tre articoli riferimenti all誕pplicazione di questo decreto legislativo, risulta costituzionalmente illegittimo.

Il presente disegno di legge, inoltre (� il secondo aspetto di incostituzionalit�), non solo non risolve, bens� aggrava le violazioni al principio del pluralismo informativo sancito dall'articolo 21 della Costituzione, nonch� il principio della tutela della concorrenza desumibile dall'articolo 41, sempre della Costituzione, perch� in realt� rafforza e consolida il duopolio esistente attraverso la previsione della cosiddetta fase transitoria antecedente la completa attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze in tecnica digitale, modalit� questa che sancisce un vero aggiramento dei limiti previsti dalla vigente legislazione antitrust.

Ancora, il regime transitorio, essendo legato all'introduzione della tecnologia digitale terrestre, si protrarr� per un lungo periodo, che andr� ben oltre la data del 31 dicembre 2004, data ultima con cui la Corte costituzionale, con la sentenza n. 466 del 2002, ritiene debba chiudersi definitivamente il regime transitorio. E questo � un altro motivo estremamente fondato di incostituzionalit�.

Infine, la prospettata previsione di un mercato radiotelevisivo in tecnica digitale a partire dal 2006, invocata per sottrarre i meccanismi di assegnazione delle frequenze in tecnica analogica ai generali princ�pi di selezione pubblica, oggettiva e non discriminatoria degli operatori, si pone in evidente contrasto, oltrech� con la disciplina comunitaria, con il principio di imparzialit� sancito dall誕rticolo 97 della Costituzione.

Per queste quattro ragioni, che ho voluto riassumere e che dimostrano la manifesta incostituzionalit� del provvedimento, chiediamo di non procedere all弾same del testo.

*PASSIGLI (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

PASSIGLI (DS-U). Signor Presidente, onorevoli senatori, in Italia � gi� in atto da tempo una forte contrazione del pluralismo nell段nformazione. La grande stampa quotidiana, ad esempio, caratterizzata in passato da un ampio pluralismo, conosce oggi grandi difficolt� che questa legge render� ancora maggiori.

Rimuovendo, attraverso il ricorso ad un concetto nebuloso e virtuale quale il "sistema integrato delle comunicazioni", qualsiasi reale limite alla raccolta pubblicitaria, essa consegna infatti nelle mani di Fininvest un誕rma letale per la libert� di informazione.

Se a questo si aggiunge che il disegno di legge rimuove anche il divieto per gli operatori TV di possedere giornali, ve n定 abbastanza per considerare questa una vera e propria legge liberticida.

Avevamo bisogno di una legge di sistema che introducesse norme asimmetriche� (Brus�o in Aula. Richiami del Presidente). A me basterebbe che il Ministro non parlasse, signor Presidente, visto che tra breve mi riferir� precisamente a lui. Per il resto, siamo abituati.

Dicevo che avevamo bisogno di una legge di sistema che introducesse norme asimmetriche a tutela del pluralismo della stampa; abbiamo invece una legge che affossa il pluralismo, arrecando cos� un vulnus profondo alla democraticit� del sistema. N� si dica che il pluralismo � comunque garantito da un vitale sistema di radio e TV locali o dall誕prirsi alla concorrenza del mercato televisivo nazionale; radio e TV locali sono esposte alle stesse minacce alla loro sopravvivenza che colpiscono la carta stampata, minacce nei confronti delle quali poco potr� un但utorit� antitrust ricondotta anch弾ssa sotto il controllo del Governo dalla proposta di legge in materia di autorit� indipendenti formulata da quel sapiente confezionatore di leggi ad personam che � il ministro Frattini.

Quanto infine al mercato televisivo nazionale, com定 possibile credere all誕ffermazione che questa legge renderebbe il mercato pi� pluralistico? (Brus�o in Aula).

 

PRESIDENTE. Senatore Passigli, mi scusi.

Nelle tribune c定 un pubblico di giovani, di studenti, di scolari e suppongo anche dei loro insegnanti: che figura stiamo facendo e come possiamo poi legittimare gli insegnanti se in classe chiedono agli studenti di non berciare, quando vedono il Senato della Repubblica che lavora in queste condizioni? (Applausi dei senatori Brutti Paolo, Cambursano, Demasi ed Eufemi). Vi prego, colleghi, evitiamo gli eccessi di brutte figure.

La prego di riprendere il suo intervento, senatore Passigli.

 

PASSIGLI (DS-U). Le chiedo mezzo minuto in pi�, signor Presidente, perch� devo ripetere alcune affermazioni, quale quella che questa legge non ci consente di credere che il mercato diverr� pi� pluralistico con la sua approvazione.

Il digitale, infatti, uscir� dalla sua fase catacombale e diventer� effettivo e diffuso non prima di un decennio. Nel frattempo continuer� ad imperare la TV analogica e generalista, e lo stesso digitale futuro sar� comunque appannaggio di chi avr� gli enormi mezzi finanziari necessari per entrare in questo mercato. Pertanto, anche il futuro mercato digitale sar� oligopolista e dominato da Fininvest che nel frattempo, con la frettolosa approvazione di questo disegno di legge, elude le sentenze della Corte e conserva intatta la possibilit� di raccolta pubblicitaria di Rete 4. N� si dica che la RAI, di cui si prevede una falsa privatizzazione; una RAI che viene saldamente ricondotta sotto il controllo del Governo, anche in questo caso eludendo le prescrizioni della Corte; una RAI, colonizzata dall誕ttuale maggioranza e impoverita di risorse, potr� essere un efficace riequilibrio del sistema informativo.

In conclusione, la proposta di legge che porta impropriamente il suo nome, signor Ministro, � incostituzionale per le ragioni test� richiamate dal senatore Villone, affossa il pluralismo dell段nformazione, porta un vulnus gravissimo al libero formarsi dell弛pinione pubblica e dunque al pluralismo politico e alla stessa logica di mercato, come � stato ricordato recentemente dal Parlamento europeo. E� una legge illiberale, pensata e votata per gli interessi del Presidente del Consiglio.

Ve ne sarebbe abbastanza, onorevoli colleghi, per chiedere la sospensione dei lavori dell但ssemblea e il riesame del provvedimento in Commissione in modo da trovare una formulazione meno smaccatamente al servizio di un uomo, di un段mpresa, di una singola parte politica.

Ma vi � un誕ltra e ancor pi� profonda ragione per chiedere un voto favorevole alla richiesta di sospensione. A tappe forzate, anch弾sse imposte solo da esigenze politiche tutte interne alla maggioranza, la Commissione affari costituzionali sta esaminando il progetto di riforma costituzionale avanzato dal Governo. Malgrado numerosi punti di dissenso, non vi � un pregiudiziale rifiuto dell弛pposizione a ricercare significative convergenze. Anzi, su taluni punti si registrano reciproci segnali di disponibilit� che hanno portato il relatore, senatore D丹nofrio ad augurarsi che possa ripetersi il miracolo del 1947, la condivisione cio� di regole costituzionali da parte di schieramenti politici fortemente contrapposti su altre scelte fondamentali.

Ebbene, onorevoli colleghi, le opposizioni hanno richiesto e richiedono che il nuovo testo costituzionale adegui il sistema delle garanzie alle mutate esigenze di un sistema politico retto da leggi elettorali maggioritarie e, unitamente alle garanzie costituzionali, hanno chiesto garanzie di sistema: la permanenza di un reale pluralismo nell段nformazione; norme che assicurino un弾fficace prevenzione del conflitto di interessi; un ordinamento giudiziario che garantisca l誕utonomia e l段ndipendenza della magistratura. Sono tre questioni oggetto di proposte di legge ordinarie della maggioranza che, se approvate nella loro attuale veste e prima del voto sul provvedimento di riforma costituzionale, rischiano di far deragliare quest置ltimo.

Io vi rivolgo un accorato appello, senatori della maggioranza: accogliete la richiesta di sospensione. Studiate persino uno stralcio delle norme che riguardano Rete 4, se questa � l段rrinunciabile esigenza di Forza Italia, ma accogliete la richiesta di sospensione. Date preminenza all段nteresse generale ad avere un nuovo e possibilmente condiviso testo costituzionale piuttosto che soddisfare l段nteresse particolare del Presidente del Consiglio. Date preminenza alla res publica, anche se ormai si dovrebbe parlare piuttosto di salus publica. Non abdicate alla vostra funzione di senatori perch� forse questa � l置ltima occasione che si presenta a questo Senato per svolgere la sua funzione di libera assemblea legislativa. (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE . Senatore Passigli, mi spiace di averle tolto la parola, ma le avevo gi� concesso un minuto in pi� a seguito della sua sollecitazione e anche tenendo conto del fatto che altri colleghi avevano parlato meno.

Mi � parso di intendere, senatore Passigli, che lei nell誕mbito della questione pregiudiziale abbia posto anche una questione sospensiva. ネ esatto?

 

PASSIGLI (DS-U). S�, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. Pertanto, si proceder� a due votazioni distinte: l置na relativa all段nsieme delle questioni pregiudiziali, l誕ltra relativa alla questione sospensiva.

Passiamo dunque alla votazione della questione pregiudiziale.

 

 

Verifica del numero legale

 

MACONI (DS-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

GRILLO (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�. (Commenti del senatore Calderoli).

 

GRILLO (FI). Signor Presidente, desidero contestare le eccezioni sollevate e fare chiarezza su un aspetto che a me sembra molto evidente, ma che ai colleghi che mi hanno preceduto non � parso tale. (Commenti dal Gruppo DS-U).

L弾ccezione di costituzionalit� avrebbe un senso e creerebbe problemi se, una volta dichiarate decadute talune disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 198 del 2002, non esistessero norme da applicare ai casi in esame.

 

PRESIDENTE. Senatore Grillo, come ho gi� premesso, lei non pu� replicare. Deve limitarsi, se ritiene, ad esprimere in poco pi� di una battuta il suo pensiero. Non pu� fare una replica, perch� manca il relatore.

 

GRILLO (FI). D誕ccordo. Allora dico soltanto di essere contrario alle pregiudiziali presentate.

 

MACONI (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

MACONI (DS-U). Signor Presidente, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Senatore Maconi, non si pu� fare. Lei ha chiesto la verifica del numero legale; la verifica � stata fatta e il Senato � in numero legale, per cui si procede ora per alzata di mano.

Metto ai voti la proposta di questione pregiudiziale presentata, con diverse motivazioni, dal senatore Zanda e da altri senatori (QP1), dalla senatrice Donati e da altri senatori (QP2), nonch� dal senatore Villone e dal senatore Passigli.

Non � approvata.

 

MONTINO (DS-U). Chiediamo la controprova.

 

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non � approvata.

 

Passiamo alla votazione della questione sospensiva.

 

 

Verifica del numero legale

 

MACONI (DS-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti la questione sospensiva, presentata dal senatore Passigli.

Non � approvata.

Dichiaro aperta la discussione generale.

ネ iscritto a parlare il senatore Sodano Tommaso. Ne ha facolt�.

SODANO Tommaso (Misto-RC). Signor Presidente, � ormai evidente a tutti che il tema dell段nformazione ha assunto un ruolo centrale nella vita del Paese sotto il profilo costituzionale e dell誕gibilit� delle regole democratiche, dal momento che esso � diventato crocevia della commistione pericolosa del liberismo sfrenato di questo Governo e del perseguimento, da parte dell脱secutivo, di interessi privati.

Parlare di riassetto del sistema radiotelevisivo vuol dire parlare di mercato, di concorrenza e di democrazia, ma anche di libert�. Potr� sembrare un弾sagerazione, ma questa affermazione trova purtroppo riscontro nelle tristi vicende di censura cui ci ha abituato questo Governo: vi sono stati il caso Santoro, il caso Biagi, il caso Luttazzi e oggi vi � il caso Guzzanti. Quante prove servono ancora per dimostrare che in Italia c定 un problema di libert� di espressione?

Purtroppo la maggioranza, lungi dal prendere atto di questo problema, avanza una proposta che ne acuisce la portata. Il disegno di legge che ci proponete � come un enorme calderone, all段nterno del quale vi sono tutti gli elementi fondanti la politica della maggioranza: un miscuglio di liberismo, autoritarismo, populismo e anche di pressappochismo con cui affrontate i temi legislativi.

Nell誕ffrontare i problemi inerenti al sistema informativo pubblico ci scontriamo innanzi tutto con gli interessi politici della maggioranza e quelli privati del Presidente del Consiglio.

Oggi pi� che mai, il consenso che vi ha permesso di governare pu� irrimediabilmente rompersi all段mpatto con le riforme di questo Governo.

Di fronte al dramma della riforma del mercato del lavoro e del sistema pensionistico, di fronte alla contestazione di milioni di lavoratori e alla devastante crisi economica in cui continuate a trascinare questo Paese incentivando privatizzazioni e tagli allo Stato sociale, rischiate un blackout del consenso. (Brus�o in Aula).

Signor Presidente, mi avvio a concludere lasciando agli atti la parte finale del mio intervento.

 

PRESIDENTE. Senatore Sodano, proceda per il tempo a sua disposizione, poi acquisiremo agli atti la parte finale del suo intervento.

 

SODANO Tommaso (Misto-RC). Poco importa al Governo che la Corte costituzionale con la sentenza del 1974 abbia esplicitamente vietato la dipendenza diretta degli organi di governo della RAI dall脱secutivo.

La privatizzazione della RAI � in contrasto con le decisioni della Corte, in particolare con la sentenza n. 58 del 1965, confermata nello spirito da altra sentenza del 2002. Ma voi ci passate sopra come se nulla fosse e fate in modo che anche dal punto di vista �. (Brus�o in Aula).

Signor Presidente, � praticamente impossibile riuscire a parlare!

 

PRESIDENTE. Molti colleghi se ne sono andati, quindi ci dovrebbe essere meno brus�o in Aula, invece persiste! Che dobbiamo fare?

 

SODANO Tommaso (Misto-RC). Questo testo disattende le raccomandazioni della Corte e del presidente Ciampi sul rispetto della sentenza della Consulta in difesa del pluralismo televisivo e informativo, nonch� sul divieto delle posizioni dominanti ponendosi fuori dalle regole indicate dalle direttive europee. In pratica, esso prepara la strada per un controllo dell脱secutivo sugli organi di vigilanza dell�Antitrust.

Il tema dell段nformazione dell誕zienda pubblica rimane il cuore vero del problema dell段nformazione. Per noi la risorsa dell段nformazione � un bene strategico e pubblico ed � per questo che intendiamo promuovere, ritornando sul tema dell誕zienda pubblica, una grande operazione culturale alternativa al vostro disegno strategico, che consenta un pi� ricco ventaglio di conoscenze e alimenti uno spirito critico non permeato da dinamiche di mercato.

Ci inquieta non poco l誕brogazione di quei punti della legge n. 249 del 1997, che permettevano alle Autorit� per le telecomunicazioni di accertare le posizioni dominanti. In questa maniera � del tutto evidente che non si rintracceranno mai le posizioni dominanti del sistema informativo. In realt�, per quanto riguarda l�Antitrust e i limiti della potenza dell段mpresa privata nel settore informativo volete che sia il mercato a determinare le regole.

Vi sono diritti inalienabili, e oggi siamo di fronte ad un bivio: o si investe sul rilancio della centralit� del servizio pubblico dell段nformazione� (Il microfono si disattiva automaticamente).

 

PRESIDENTE. La restante parte dell段ntervento del senatore Sodano sar� acquisita agli atti.

ネ iscritto a parlare il senatore Veraldi. Ne ha facolt�.

VERALDI (Mar-DL-U). Signor Presidente, il disegno di legge in discussione, presentato dal Governo al Parlamento il 25 settembre scorso, doveva costituire quell'intervento di riordino del sistema radiotelevisivo nazionale atteso fin dall'inizio della legislatura e largamente riconosciuto come indispensabile per rimuovere le situazioni di conflitto d'interessi e realizzare la piena affermazione del pluralismo e della concorrenza nel sistema informativo nazionale.

A fronte di queste forti e legittime aspettative, il Governo ha infine presentato, con il cosiddetto testo Gasparri, un provvedimento che non sembra idoneo a risolvere sostanzialmente, in tempi certi e ragionevoli, nessuno dei problemi tuttora aperti, n� i problemi di riforma della RAI e di ridefinizione dei compiti del servizio radiotelevisivo pubblico, n� - soprattutto - i patologici squilibri nell'assetto proprietario delle reti televisive e nel mercato della raccolta pubblicitaria.

In particolare, il disegno di legge in esame interviene con norme di principio in una materia dalle rilevantissime implicazioni costituzionali, con profili che attengono alla libert� di stampa e di espressione, alla libert� di iniziativa economica, al corretto funzionamento dei mercati e - non ultimo - alla parit� di condizioni nell'accesso alle cariche elettive, come sancita dall'articolo 51 della Costituzione.

Quest'ultimo aspetto, direttamente connesso alla libert� e all'imparzialit� dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, si pone con drammatica evidenza nel nostro Paese a causa della contemporanea presenza, in capo alla stessa persona, della qualifica di Presidente del Consiglio dei ministri e di soggetto che controlla il primo gruppo radiotelevisivo privato del Paese.

Questa anomala concentrazione di poteri - priva di qualunque riscontro nell'esperienza degli altri Paesi di ispirazione liberaldemocratica - � in grado di minare pericolosamente il valore del pluralismo e della libert� di informazione, espressamente tutelato dalla nostra Costituzione e richiamato in pi� occasioni dalla Corte costituzionale quale fondamento della disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato.

A ribadire la centralit� assoluta di tale principio � stato infine anche il Presidente della Repubblica, con il suo messaggio alle Camere del 23 luglio 2002, in tema di "pluralismo e imparzialit� dell'informazione", nel quale si individuava nel "divieto di posizione dominante" l'ostacolo oggettivo principale all'effettivo esplicarsi del pluralismo. Il messaggio presidenziale sottolineava, altres�, come "il pluralismo e l'imparzialit� dell'informazione, cos� come lo spazio da riservare nei mezzi di comunicazione alla dialettica delle opinioni, sono fattori indispensabili di bilanciamento dei diritti della maggioranza e dell'opposizione", collegando in modo nettissimo la disciplina del sistema delle comunicazioni alla salvaguardia degli equilibri democratici del Paese.

Emerge pertanto, da ciascuno di questi alti richiami, l'assoluta centralit� di una disciplina organica del sistema radiotelevisivo, senza la quale tanto l'esigenza di una piena realizzazione della libert� individuale di manifestazione del pensiero, quanto la salvaguardia dei principi di effettiva partecipazione all'organizzazione politica del Paese - e, quindi, di attuazione del principio democratico - rischiano di essere mortalmente vulnerate.

Tali preoccupazioni - del tutto eluse o trascurate dal provvedimento governativo - hanno maggiore ragione di porsi in quanto si disciplina la materia dei mezzi di comunicazione di massa, ovvero di quei mezzi che sono maggiormente in grado di influire sulle coscienze degli individui, influenzando gli orientamenti e le scelte, anche politiche, dei cittadini.

Nel merito, i problemi che il disegno di legge in esame non solo non risolve, ma addirittura estende ed aggrava, si possono riassumere nelle seguenti questioni: l'introduzione di una nozione di mercato di riferimento (il cosiddetto sistema integrato delle comunicazioni) talmente ampia da diluire di fatto i limiti antitrust oggi vigenti; la mancanza di tempi certi e ragionevoli per l'entrata a regime della riforma, in spregio ai vincoli imposti dalla Corte costituzionale; l'introduzione di una nuova disciplina del controllo e della gestione della RAI che, lungi dall'affrontare credibilmente i problemi di efficienza e di imparzialit� del servizio pubblico radiotelevisivo, prospetta semmai un pi� forte ed esteso controllo da parte dell'Esecutivo, attraverso la nomina del consiglio di amministrazione.

Con riferimento ai primi due punti, per come � stato configurato il sistema integrato delle comunicazioni, il provvedimento realizza una vera e propria elusione delle norme antitrust.

In sostanza, il Governo assume come parametro di riferimento per l'individuazione del mercato rilevante, ai fini della individuazione delle situazioni di posizione dominante, non il solo mercato specifico di riferimento (cio�, il mercato radiotelevisivo), ma un mercato pi� vasto che comprende tutti gli operatori delle comunicazioni, compresi quelli che non hanno attinenza con l'informazione, accorpandoli tutti nel medesimo sistema integrato delle comunicazioni.

Ci� comporta il superamento del divieto di incroci proprietari tra i mercati della televisione e della carta stampata, e in generale degli attuali limiti antitrust riferiti a segmenti di mercato distinti.

Ma soprattutto, le dimensioni e l'eterogeneit� di un mercato di riferimento cos� ridefinito rendono di estrema difficolt� il calcolo della sua quantificazione e, conseguentemente, estremamente difficoltosa, se non impossibile, l'individuazione delle posizioni dominanti, in palese violazione dell'articolo 21 della Costituzione.

In altri termini, l'individuazione del sistema integrato delle comunicazioni quale unico mercato rilevante per le verifiche antitrust, a causa della sua indeterminatezza, genericit� ed eterogeneit� contrasta con la necessit� - ribadita dalla Consulta, con la sentenza n. 420 del 1994 - di individuare limiti antitrust settoriali e intersettoriali.

Inoltre, il combinato disposto delle norme valide in via ordinaria e della disciplina transitoria dettata per una nuova e perdurante "fase di avvio" non lascia intravedere in tempi certi e ragionevoli alcuna soluzione definitiva, rinviando l'entrata a regime del nuovo sistema alla "completa attuazione del piano di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale", per la quale non si indica alcuna data certa.

Il provvedimento dunque conferma e ratifica di fatto l'assetto attuale, attraverso la norma che prolunga il periodo di validit� delle concessioni per le trasmissioni in tecnica analogica "fino alla scadenza del termine previsto dalla legge per la conversione definitiva delle trasmissioni in tecnica digitale": un termine che la legge Gasparri non indica espressamente e che la disciplina vigente fissa al 2006, nonostante pressoch� tutti gli operatori, compresa l'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni, abbiano valutato come del tutto irrealistico tale obiettivo.

Ferma restando l'opzione politica per il passaggio dal sistema analogico al digitale, deve comunque essere rilevato che il raggiungimento del termine finale per il passaggio definitivo dal sistema analogico al digitale sembra avere tempi lunghissimi, anche in relazione a oggettivi problemi tecnici di non immediata soluzione.

Cosa fare nel frattempo?

Una risposta chiara era venuta dalla Consulta, con la sentenza n. 466 del 2002. In quella sede, la Corte costituzionale aveva dichiarato illegittimo il protrarsi, senza un termine finale certo, del regime transitorio, e aveva indicato il 31 dicembre 2003 quale data improrogabile entro la quale i programmi irradiati dalle reti eccedenti avrebbero dovuto essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo. Come messo in rilievo dalla Corte, infatti, l'attuale ristrettezza delle frequenze disponibili per le televisioni in ambito nazionale con tecnica analogica si � via via accentuata, con effetti ulteriormente negativi sul rispetto dei princ�pi del pluralismo e della concorrenza, messi a rischio dall'aggravamento delle concentrazioni.

La legge Gasparri, invece, con un'oggettiva elusione del giudicato costituzionale, delinea nei fatti tutt'altro scenario.

L'ipotesi pi� probabile � quella di una transizione a met�: il digitale terrestre non si sostituisce all'analogico nel breve-medio periodo, ma si somma e convive con quest'ultimo, fino alla "morte naturale" dell'analogico. Il risultato in questo caso � che le reti analogiche con il loro inefficiente uso delle frequenze restano al loro posto e resta intatto il loro patrimonio monopolistico in termini di occupazione dello spettro. Mentre il digitale si avvia a "macchia di leopardo", in aree di servizio adatte alle trasmissioni di programmi locali diversi e alla sperimentazione dell'interattivit�.

In sostanza, nessuna rivoluzione tecnologica e nessun aumento del pluralismo.

Inoltre, dal 1ー gennaio 2004, il numero di programmi nazionali che ogni operatore pu� diffondere passerebbe da due a� (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

PRESIDENTE . Senatore Veraldi, le ho concesso gi� un minuto in pi�.

 

VERALDI (Mar-DL-U). Le chiedo allora, se possibile, di allegare la rimanente parte del mio intervento.

 

PRESIDENTE. La Presidenza l誕utorizza in tal senso.

Colleghi, volevo comunicare che nelle due precedenti votazioni per la verifica del numero legale i senatori Iovene e Iervolino, entrambi presenti, risultano aver votato una sola volta, forse per uno scambio di tessere o un analogo disguido. Prendo atto di quello che mi � stato comunicato su sollecitazione dei due colleghi.

ネ iscritto a parlare il senatore Barelli. Ne ha facolt�.

*BARELLI (FI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che giunge oggi all'approvazione finale, recante "Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana Spa, nonch� delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione", � diretto a varare una riforma complessiva della disciplina del sistema radiotelevisivo, considerando in primo luogo le autorevoli indicazioni fornite dal Presidente della Repubblica nel messaggio inviato alle Camere il 23 luglio scorso.

Ricapitolo anzitutto i cinque capisaldi di questa riforma: il ridisegno complessivo dell'intero sistema; l'aumento della competitivit� del settore nazionale; l'incremento sostanziale del pluralismo con l'ingresso di nuovi soggetti protagonisti; la decisiva accelerazione dell'innovazione tecnologica attraverso l'introduzione del digitale terrestre; la riforma del servizio pubblico.

Lo scopo che ci eravamo proposti con l'articolato � pienamente raggiunto. Per evidenziare quanto di positivo sia insito nel testo, occorre sottolineare che la riforma prevede l'adeguamento allo sviluppo del settore radiotelevisivo e delle comunicazioni in genere, interpersonali e di massa. ネ importante rilevare che il legislatore non era mai riuscito nelle passate legislature a riconoscere in un testo di legge l'evoluzione tecnologica avvenuta negli ultimi decenni.

L'avvento del digitale comporta la necessit� di una totale rivisitazione dell'attuale sistema. I programmi irradiabili dal digitale, un nuovo mezzo tecnologico gi� sviluppato da altri Paesi, riusciranno a portare i canali a 144. Questa novit� offre possibilit� di sviluppo della concorrenza: proprio cos�, con questa legge si intende valorizzare l'esigenza, che noi sentiamo molto forte, di migliorare la qualit� del servizio attraverso un pluralismo molto marcato. Raccogliendo le possibilit� offerte dal digitale si garantisce maggiore pluralismo.

Un altro aspetto che voglio sottolineare � la necessit� di ridefinire i compiti del servizio pubblico. Il disegno di legge coglie pienamente questa esigenza, adeguando il finanziamento del sistema pubblico anche in relazione a quanto enunciato dal protocollo sul sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri dell'Unione, adottato a seguito del Trattato di Amsterdam.

Occorre sottolineare il lavoro durissimo e approfondito, il dibattito molto acceso, intenso e di grande qualit� che i due rami del Parlamento hanno sviluppato sin dal momento della presentazione del disegno di legge. Il provvedimento giunge oggi all'esame in quarta lettura della nostra Assemblea, con modificazioni che ritengo insignificanti rispetto al testo gi� licenziato dal Senato. Quest置ltimo ha profuso un grande impegno, evidenziato, nel precedente passaggio parlamentare che il Senato ha avuto l'onore di compiere, dalle trenta sedute della Commissione competente con l'esame di oltre 2.600 emendamenti, e dalle successive diciassette sedute d'Assemblea, con la votazione di oltre 2.800 emendamenti.

Ci� a garanzia di un dibattito attento e della possibilit� da parte di tutti, maggioranza e opposizione, di sviluppare un percorso di approfondimento sicuramente significativo, che caratterizza in senso qualitativo l�iter di questo disegno di legge.

Ritengo che non si possa ulteriormente indugiare. Credo che anche i colleghi dell弛pposizione abbiano avuto modo di esprimere le proprie opinioni e fornire il proprio contributo affinch� il testo fosse migliorato dai suggerimenti emersi dalla dialettica del dibattito. Credo si sia pervenuti ad un livello qualitativamente opportuno.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che non si possa perdere altro tempo. Dobbiamo assolutamente andare avanti perch� il nostro Paese e tutto il sistema radiotelevisivo hanno bisogno di recepire gli importanti cambiamenti prodottisi nel mondo intero.

Credo che la polemica faccia parte del dibattito e del confronto tra le varie forze politiche, anche se ritengo opportuno anteporre ad essa l段nteresse dei cittadini, in particolare dei telespettatori e dei radioascoltatori che convivono in un sistema complesso. Esso integra diversi settori fino a poco tempo fa lontani uno dall誕ltro (vedi ad esempio l弾ditoria e il settore multimediale). Mediante il testo oggi in discussione tanti settori tecnologici riusciranno ad integrarsi nel complesso sistema delle comunicazioni.

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Righetti. Ne ha facolt�.

RIGHETTI (Misto-AP-Udeur). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento sul sistema radiotelevisivo oggi in discussione viola pesantemente nei suoi aspetti caratterizzanti lo spirito e la lettera della nostra Costituzione, perch� esprime il livello di pericolo che stiamo tutti correndo a proposito della libert� di informazione.

Con questo disegno di legge non si mette solo in gioco il pluralismo dell段nformazione, cosa gi� evidente e ormai in atto da alcuni anni a questa parte, ma si � addirittura precostituita la sua fine attraverso la previsione di ulteriori concentrazioni editoriali e pubblicitarie.

Non a caso il presidente dell但utorit� garante della concorrenza e del mercato, Giuseppe Tesauro, ha sempre criticato i contenuti di questo provvedimento, perch� l弾stensione del tetto antitrust dal 30 per cento del solo mercato televisivo al 20 per cento dell段ntero mercato pubblicitario non significa altro che dare un colpo mortale all段nformazione indipendente.

Con questo provvedimento si prevede una RAI privatizzata, cosa ritenuta assolutamente errata in linea di principio, e ci� in quanto l段ntera vicenda mondiale delle privatizzazioni dei mezzi di comunicazione di massa ha ampiamente dimostrato di condurre dovunque non ad un maggiore pluralismo, ma ad una formidabile serie di concentrazioni in poche mani di enormi poteri mediatici, poste sotto il diretto controllo del potere esecutivo.

Con questo provvedimento non si fa altro che legittimare un regime di monopolio informativo in mano al Governo e ai privati che sono alleati del Governo.

Con questo provvedimento non si fa altro che inaugurare la legge della "telecrazia".

Come sottolineato pi� volte il disegno di legge Gasparri non tiene assolutamente conto delle indicazioni che il Presidente della Repubblica affid� alle Camere con il messaggio del 23 luglio scorso e con le quali si pone anzi in esplicito e clamoroso contrasto perch� nega il principio del pluralismo dei media, perch� impedisce la realizzazione di condizioni concorrenziali e, infine, perch� cristallizza un assetto di mercato duopolistico all段nterno del quale viene normalizzato in via definitiva il conflitto di interessi.

ネ un attacco diretto al pluralismo informativo e comunicativo e, come tale, costituisce una grave violazione dei diritti di tutti i cittadini italiani, sia di quelli che hanno votato per questo Governo sia di quelli che non l檀anno votato.

Per motivi di tempo, signor Presidente, chiedo di essere autorizzato a consegnare agli Uffici la restante parte del mio intervento, affinch� sia pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Per le ragioni suesposte e per tantissime altre che si ricollegano al rispetto dei valori immanenti della democrazia e della libert� di informazione dei cittadini italiani, l旦DEUR esprime un parere profondamente negativo su questo provvedimento.

 

PRESIDENTE. Senatore Righetti, la Presidenza la autorizza in tal senso.

ネ iscritto a parlare il senatore Scalera. Ne ha facolt�.

SCALERA (Mar-DL-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo di fronte all'ennesimo atto di una commedia che questa maggioranza ha voluto recitare fino in fondo con decisione e con protervia, contro ogni voce di dissenso chiaramente manifestatasi nel Paese. A nulla sono valse le accorate lettere giunte al Senato dal presidente della FIEG, Luca Cordero di Montezemolo; a nulla sono valse, alla Camera dei deputati, le critiche convergenti dell但utorit� per le garanzie nelle comunicazioni e dell但utorit� garante della concorrenza e del mercato.

Ma, dato ancor pi� clamoroso, a nulla � valso il messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica, il quale il 23 luglio dello scorso anno, chiedeva con forza e determinazione maggiore pluralismo televisivo, sottolineando che "il pluralismo e l'imparzialit� dell'informazione, cos� come lo spazio da riservare nei mezzi di comunicazione alla dialettica delle opinioni, sono fattori indispensabili di bilanciamento dei diritti della maggioranza e dell'opposizione". Un messaggio inascoltato; un messaggio che ha creato certamente anche un significativo imbarazzo per il Presidente del Consiglio.

Ci sono logiche di incostituzionalit� chiare ed evidenti, ripetutamente ribadite, tra l誕ltro, dalla sentenza della Corte costituzionale n. 466 del 2002, che riconferma una precedente sentenza, la n. 420 del 1994: realt� bypassate, aggirate in maniera - direi - incredibile e al tempo stesso inconcepibile. Bisognava porre fine, secondo quanto era stato affermato dalla magistratura, al regime transitorio disciplinato dalla legge Maccanico (n. 249 del 1987), applicando le misure deconcentrative previste a favore delle imprese o dei gruppi di imprese che superassero il limite del 30 per cento del mercato televisivo. Rete 4 - lo sappiamo tutti - sarebbe dovuta passare sul satellite; la Terza Rete della RAI avrebbe dovuto eliminare la pubblicit�; le emittenti - come Europa 7 - prive di frequenze, ma titolari di concessione, avrebbero finalmente avuto la possibilit� di entrare sul mercato.

Ebbene, in questo contesto tutto � stato confuso e bypassato e proditoriamente la stessa tutela del pluralismo (che impone il divieto di acquisizione di posizioni dominanti nel campo dell'informazione) e la stessa tutela della concorrenza (che nelle legislazioni pi� permissive si limita a vietare l'abuso di posizioni dominanti) appaiono un paradossale alibi che non pu� porre alcun limite a tutela del pluralismo, finendo per non tutelare n� il pluralismo, n�, al tempo stesso, la concorrenza.

Sono quattro, su questo piano, i passaggi pi� importanti che bypassano i princ�pi costituzionali: l'eliminazione del limite economico settoriale del 30 per cento del mercato radiotelevisivo, stabilito dalla citata legge Maccanico; l'innalzamento al 20 per cento del limite degli affollamenti pubblicitari per i privati, consentendo liberamente quelle telepromozioni che, secondo alcuni quotidiani nazionali, valgono almeno 500 milioni di euro l'anno (uno straordinario regalo di Natale per Mediaset, di cui la stampa e l'opinione pubblica dovrebbero parlare in termini diversi); la creazione di un nuovo paniere, quello del Sistema integrato delle comunicazioni, che riunisce un inedito cocktail di entrate; la possibilit� di stabilire un nuovo limite antitrust al 20 per cento di questo nuovo, enorme contenitore.

Il punto pi� sconcertante dell'intero impianto sta nel controllo, pressoch� totale, del mercato pubblicitario. Il nuovo, risibile limite antitrust potr� tranquillamente consentire a Publitalia di crescere a suo piacimento. ネ facile, in questo senso, prevedere le prossime mosse: l'arrivo di Publitalia al controllo pubblicitario delle pi� importanti emittenti locali; dopo il 2008, una volta consentito l'ingresso nel campo dell'editoria, la possibilit� di avere la pi� grande concessione di pubblicit� in Europa, che porter� a far ulteriormente vacillare l'indipendenza economica degli stessi grandi quotidiani.

L段nutile richiamo al digitale e alla pluralit� dei canali in campo mi sembra un alibi limitato e insignificante. Il problema, caro Presidente e cari colleghi, non � certamente l誕ccesso ai canali: il problema � l誕ccesso alle risorse pubblicitarie, oggi convogliate tutte nelle mani di un unico, grande soggetto dominante.

Ci auguriamo che l但utorit� presieduta dal professor Tesauro, che ha aperto un段ndagine in proposito, possa intervenire in termini chiari ed espliciti. Ci auguriamo, soprattutto, che il Parlamento europeo porti avanti quanto gi� varato in una sua specifica risoluzione il 4 settembre scorso, nell誕mbito di una nuova, importante direttiva in materia di concentrazioni. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Brutti Paolo. Ne ha facolt�.

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, rinuncio ad intervenire, riservandomi di chiedere la parola in sede di illustrazione degli emendamenti.

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore D但ndrea. Ne ha facolt�.

D'ANDREA (Mar-DL-U). Anch段o rinuncio ad intervenire ora, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Pessina. Ne ha facolt�.

PESSINA (FI). Signor Presidente, vorrei illustrare alcuni dei meriti che vanno riconosciuti a questa legge.

Si tratta, per la prima volta, di una legge di sistema, che si muove nella prospettiva della nuova realt� tecnologica, del quadro normativo introdotto dalle recenti direttive comunitarie e delle chiare indicazioni della Corte costituzionale.

Inoltre, soddisfa il ruolo centrale del servizio pubblico, nonch� l弾sigenza di pluralismo informativo, conseguenza dello sviluppo della tecnologia che apre fette di mercato a nuovi concorrenti.

Non secondari, il soddisfacimento dell誕rticolo 117 del Titolo V della Costituzione, che assegna alle Regioni un ruolo preciso nella comunicazione, e la tutela della centralit� del servizio pubblico.

Per di pi�, il disegno di legge permette di riordinare le norme esistenti con la delega al Governo per l弾manazione del testo unico della radiotelevisione.

Sin dal primo articolo la legge si pone in una prospettiva di grande modernit�. Gli assetti del sistema radiotelevisivo sono adeguati agli sviluppi della tecnologia e al processo di convergenza tra radiotelevisione e altri settori delle comunicazioni interpersonali e di massa, quali l弾ditoria, le telecomunicazioni e Internet.

Sebbene contestato da pi� parti (e qui in mattinata abbiamo sentito diverse argomentazioni su questo tema), il SIC, il Sistema integrato delle comunicazioni, � da considerarsi al passo con i mutamenti tecnologici in atto, oltre a impedire quello che � stato definito il nanismo aziendale.

Lo stesso ex presidente della RAI Enrico Manca, tempo fa, sulle colonne del "Corriere della Sera", scrisse che "il mutamento tecnologico in corso rimescola le carte ed � difficile stabilire cosa faccia parte del mercato integrato e cosa no".

Un capitolo a parte riguarda la nuova legge che dovr� impostare il servizio pubblico. Il Capo IV della legge trasforma l誕ttuale azienda di Stato in una public company ad azionariato diffuso attraverso il modello dell弛fferta pubblica di vendita, secondo una visione di libero mercato trasparente, per un servizio pubblico che deve rendersi appetibile ed efficiente.

La privatizzazione della RAI, cari signori, e la conseguente modifica delle modalit� di nomina del consiglio di amministrazione e del suo presidente, diventano garanzia per un servizio pubblico indipendente da influenze politiche, nell弛ttica di una completa privatizzazione aziendale. Solo una RAI privata, come questa legge auspica, consente di liberare il servizio pubblico dalla lottizzazione politica e ne fa un vero concorrente in un mercato unico.

Molto importante � poi il digitale terrestre. Il passaggio tecnologico verso la televisione digitale terrestre ormai � una certezza.

La legislazione in via di approvazione, fissando il passaggio dall誕nalogico al digitale terrestre al 31 dicembre 2006, individua tempi e modi per questa trasformazione. Saranno molteplici gli spazi di mercato che la rivoluzione digitale aprir�, ma lo sviluppo passer� - questo � un passaggio importante - attraverso la creazione di infrastrutture che permetteranno la trasmissione di una molteplicit� di canali e servizi non necessariamente forniti dagli stessi proprietari di reti. Ci� significa che, dato il moltiplicarsi dei canali televisivi, ci saranno possibilit� anche per fornitori di contenuti e servizi indipendenti che lavoreranno al fianco degli operatori di rete. E scusate se questa non � una novit� da sottolineare con forza!

Una buona opportunit� sar� quella quindi di aprire le reti a contenuti e servizi di terzi. Il disegno di legge, quindi, presenta una grande peculiarit�: guarda al futuro. Costituisce il baricentro - voglio usare un段mmagine geometrica - di un triangolo i cui tre lati sono costituiti dall段nnovazione tecnologica, dal mercato e dalla regolamentazione normativa del settore cui lo Stato non pu� sottrarsi.

Anche in questo caso il Governo ha ereditato una situazione pesante e confusa che si � spalmata per almeno un quarto di secolo. I Governi precedenti hanno dato poco peso all段nnovazione tecnologica, che in questo campo sfugge al controllo e alla regolamentazione e si impone di per s�, con la propria logica in cui le nuove soluzioni sostituiscono le vecchie.

Il disegno di legge Gasparri pone l弾voluzione tecnologica prevedibile - poich� di questo si tratta - al centro del sistema che, non dimentichiamolo, � essenzialmente un risultato della tecnologia.

Il secondo lato di questo triangolo, quello del mercato, � stato a lungo lasciato fuori controllo, ma �, insieme alla tecnologia, in una prospettiva di globalizzazione, una dimensione fondamentale: solo il rispetto del mercato consente quell誕utonomia che � una condizione di libert� e di creativit�, anche se quest置ltima non si pu� costituire per decreto.

Infine, l置ltimo lato del triangolo, la regolamentazione, non prevarica sui due precedenti aspetti, ma li considera parti di un tutto e quindi si limita a porre le condizioni per il pluralismo senza fossilizzarlo in una serie di posizioni di rendita che poi andrebbero a spese del mercato e dell段nnovazione e quindi a danno del servizio per i cittadini. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facolt�.

ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, intendo intervenire in sede di illustrazione degli emendamenti.

 

PRESIDENTE. ネ iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facolt�.

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, colleghi, il disegno di legge Gasparri per i Verdi � un誕perta violazione di quei princ�pi di pluralismo e libert� dell段nformazione che sono la base e la sostanza di ogni vera democrazia.

Se questo provvedimento sar� approvato, si render� Mediaset sempre pi� forte e la RAI sempre pi� debole, impedendo ad ogni soggetto nuovo di entrare nel mercato, riproponendo ed ampliando il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio, proprietario di tre reti televisive private, e dunque allargando tale conflitto di interessi a dismisura.

Questo disegno di legge proietta la situazione attuale di dominanza di Mediaset anche sull弾ra del digitale ed � proprio nel passaggio al digitale che si configura il regime di monopolio perch�, di fatto, la RAI non � messa in condizione di accedere con risorse adeguate alla nuova tecnologia. Inoltre, lede profondamente i princ�pi del pluralismo. Lo riaffermiamo con forza. ネ in contrasto con il messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere del 23 luglio 2002, perch� d� vita ad una ulteriore concentrazione. D�, ad esempio, la possibilit� ai monopolisti del sistema televisivo di acquisire la propriet� di giornali e quotidiani, anche se a partire dal 2008, e delle emittenti radiofoniche da subito. Mette ulteriori barriere alla possibilit� per nuovi soggetti di entrare nel mercato e aggira le soglie antitrust.

Il disegno di legge Gasparri, infatti, evade il principio antitrust, codificato nella norma, che nessun soggetto titolare di concessione televisiva possa disporre del 20 per cento dei canali tv nazionali e lo fa in due modi: da una parte, interpretando la chiarissima sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale (di fatto, autorizzando l弾nnesima proroga di due anni, ma in realt� sine die, per consentire a Rete 4 di continuare a trasmettere in chiaro, nonostante quella sentenza abbia stabilito in modo indiscutibile che dal 1ー gennaio 2004 dovranno essere liberate le frequenze occupate abusivamente da quella rete); dall誕ltra, con il trucco del SIC, cio� un sistema informativo costituito in pratica attraverso un paniere infinito ed eterogeneo, configurato per poter estendere e vanificare la soglia del 20 per cento. Su come � stato configurato il SIC si � espressa chiaramente l�Antitrust. Lo stesso trucco viene utilizzato per la pubblicit�: anche in questo caso, attraverso un ampliamento si arriva a superare qualsiasi soglia antitrust.

Per tali motivi, continueremo anche nella giornata odierna a contrastare questo disegno di legge e a richiamare l誕ttenzione della pubblica opinione sulle aperte violazioni della libert� di informazione e del pluralismo.

Il disegno di legge in esame interviene sul riassetto della RAI con una privatizzazione sbagliata e inutile. Inutile perch� impedisce ad eventuali soggetti privati di entrare con le proprie competenze negli assetti azionari. Sbagliata perch� privatizzare la RAI mentre � in decisa picchiata di ascolti � comunque un errore e non si comprende, in realt�, quali cittadini dovrebbero investire i propri risparmi in azioni RAI, se non coloro che hanno un interesse politico. Sbagliata anche perch� pensiamo che il servizio pubblico sia un bene prezioso che non deve essere privatizzato.

In conclusione, signor Presidente, attribuiamo molta importanza alla convergenza multimediale, alla creativit�, alla dimensione culturale che il sistema dell段nformazione dovrebbe costituire per il nostro Paese, ma non possiamo consentire che questo sia depredato; non possiamo consentire che tutto sia posto e concentrato nelle mani di pochissimi, perch� il pluralismo � un bene essenziale della democrazia e l段mparzialit� dell段nformazione un diritto dei cittadini. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e DS-U).

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Pedrazzini. Ne ha facolt�.

PEDRAZZINI (LP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa � la quarta lettura di un provvedimento che cerca di regolamentare il sistema radiotelevisivo attuale, ma soprattutto cerca di delineare i princ�pi per il suo sviluppo futuro.

Sono comprensibili le difficolt� del provvedimento vista la delicatezza della materia trattata, ma per coerenza va ricordato che questa necessit� di regolamentazione non � un problema attuale. ネ incomprensibile come chi sta facendo oggi numerose critiche non abbia provveduto nella passata legislatura a predisporre una normativa migliore rispetto all誕ttuale, di modo che ora avremmo dovuto apportare solo delle modifiche.

Lasciamo stare per� il passato. Oggi dobbiamo valutare le modifiche apportate dalla Camera dei deputati al testo al nostro esame. La prima di esse riguarda l誕rticolo 10, comma 3, che prevede l段nserimento del divieto per i minori di anni quattordici di partecipare a trasmissioni pubblicitarie; la seconda modifica, all誕rticolo 24, comma 1, lettera c) prevede l弾liminazione della deroga in fase di prima applicazione del regolamento che sar� formulato dall但utorit� per le garanzie nelle telecomunicazioni in favore delle emittenti radiofoniche, allo scopo di facilitare i termini e le procedure per il rilascio delle autorizzazioni.

Tali modifiche sono assolutamente marginali rispetto all段mpianto del sistema e non alterano in alcun modo le caratteristiche del provvedimento; esse sono scaturite dal legittimo lavoro dell弛pposizione che, pur di ritardare l誕pprovazione del provvedimento, ha presentato e sostenuto questi due emendamenti nonostante contraddicessero disposizioni introdotte al Senato in sede di Commissione.

A riprova della linea ostruzionistica utilizzata con queste modifiche, legger� quanto affermato su un libro appena pubblicato, scritto da un nostro collega parlamentare della Camera: "Il Governo va sotto, come si dice in gergo, su due emendamenti brutti, sporchi e cattivi. Passa l段dea davvero peregrina di proibire la presenza di ragazzi sotto i 14 anni negli spot: e adesso, facciamo mangiare i biscotti Plasmon solo al nonno? E dei pannolini, che ne facciamo? Il fatto � che il merito degli emendamenti, chiaramente ostruzionistici e condannati all弛blio anche nella mente di chi li ha presentati, non ha nulla a che vedere con il voto d但ula. (�) Se la prima volta a farne le spese sono stati i minori, la seconda tocca alla radio: viene silurato, con un emendamento ostruzionistico, quel che proprio l弛pposizione aveva inserito per andare incontro alla precisa richiesta delle radio nazionali e dunque del gruppo Espresso. Sono i casi della vita: anzich� votare a favore di emendamenti che avrebbero potuto migliorare davvero la legge, pezzi di maggioranza hanno fatto propri emendamenti senza senso."

Non dico, in questo caso, che la maggioranza abbia rilevato emendamenti senza senso; dico solo che questa � stata la formula ostruzionistica che si � continuata a portare avanti dalla Commissione in Aula, con circa 270 emendamenti (non ho quantificato con precisione quanti ne sono giunti in Aula e ne dovremo oggi sviluppare).

Da parte nostra, non abbiamo valutato in tal modo le modifiche apportate dalla Camera. Le riteniamo un置lteriore sensibilizzazione sull置so dei minori nelle varie forme della comunicazione.

D誕ltra parte, nessuno pretende che questa sia una legge perfetta: come tutte, viste le grandi novit� che introduce, sar� nel tempo modificabile. Non � opportuno invece dilazionare nel tempo l誕pprovazione del provvedimento, visto che � ampiamente condivisa la necessit� di regole in questo settore cos� importante per lo sviluppo dell段nformazione. (Applausi dal Gruppo LP).

 

DONATI (Verdi-U). Allora bisogna cambiare la norma, se � sbagliata!

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Pellegrino. Ne ha facolt�.

PELLEGRINO (UDC). Signor Presidente, siamo ormai, come ha ricordato il senatore Pedrazzini, alla quarta lettura di questo disegno di legge su cui, presumibilmente, � stato detto di tutto e di pi�; il confronto � stato serrato sia in Aula che in Commissione, pertanto sar� telegrafico.

L旦DC, gi� in occasione del precedente esame in Senato, ha fatto presenti alcune modifiche che riteneva di carattere strategico e che potevano tranquillamente essere immesse in un sistema che avrebbe garantito determinate situazioni.

Nel testo oggi in esame, come sottolineato dal senatore Pedrazzini, sono state apportate due modifiche assolutamente non sostanziali, che non andavano e non vanno minimamente ad intaccare l段mpianto nella sua complessit�.

Abbiamo ancora una volta registrato che questo disegno di legge � considerato non una legge, che pu� essere giusta o sbagliata, che potr� essere corretta o rivista, ma "la legge" su cui si prevedono scenari che definirei apocalittici per il futuro.

Non siamo nelle condizioni di accettare questo; abbiamo esaltato il ruolo delle opposizioni in maniera estremamente democratica, in particolare nella Commissione di merito.

Ribadisco che, dopo tutto quel che � stato detto, dopo tutti i confronti che si sono tenuti, siamo ancor pi� convinti che siano nostra intenzione e nostro interesse far s� che finalmente vada in porto il disegno di legge oggi in esame, che rappresenta uno strumento moderno, necessario, voluto e richiesto dalla grande maggioranza di questo Paese. Le innovazioni tecnologiche, come ha ricordato qualche mio collega, quali il digitale terrestre ed il SIC, tutto ci� che rappresenta la materia viva di questa legge, finalmente potranno trovare in questo Paese lo spazio che tutti si aspettano. (Applausi dai Gruppi UDC e AN).

 

PRESIDENTE. ネ iscritta a parlare la senatrice Dato. Non essendo presente in Aula, si intende che abbia rinunziato ad intervenire.

ネ iscritto a parlare il senatore Menardi. Ne ha facolt�.

MENARDI (AN). Signor Presidente, il disegno di legge n. 2175-B arriva oggi all弾same dell但ssemblea del Senato dopo essere stato a lungo discusso dalla Camera dei deputati in prima lettura, da questo ramo del Parlamento in seconda e ancora dopo il successivo passaggio a Montecitorio.

Come voi sapete, queste fasi procedurali sono state accompagnate da un lungo lavoro che ha impegnato i membri dei due rami del Parlamento in un approfondito esame di merito. E non poteva che essere cos�, trattandosi di materia che riguarda la televisione in particolare ma l段ntero sistema delle comunicazioni e, quindi, il riassetto complessivo anche del sistema radiotelevisivo, con tutte le polemiche che la materia da decenni suscita nel Paese, non ultima l置rgenza di dare una risposta alla sentenza n. 466 del 2002 della Corte costituzionale che investe direttamente la RAI e Mediaset.

Oggi per� possiamo affermare che coscienziosamente il Parlamento ha dedicato il giusto impegno all弾same del disegno di legge in titolo perch� per la prima volta, dopo decenni di chiacchiere, con questo provvedimento offriamo al Paese una legge di sistema innovativa in un settore industriale importantissimo sotto il profilo sociale, economico, tecnologico e politico.

Si tratta di una legge che, come ha convenuto qualche sera fa in una trasmissione televisiva un autorevole giornalista, certo non di questa parte politica, Gad Lerner, rappresenta una riforma robusta.

I contenuti principali del disegno di legge sono ormai ampiamente conosciuti e puntano in particolare ad allargare il sistema di comunicazione al maggior numero di imprenditori della televisione e della carta stampata e ad estendere la platea degli utenti interattivi con l置tilizzazione della moderna tecnica del digitale terrestre.

In questo modo si vuole rispondere da una parte all弾sigenza di garantire un maggiore pluralismo dell段nformazione e dall誕ltra, contestualmente, offrire ai cittadini uno strumento attivo di comunicazione che sicuramente consente un ulteriore vantaggio democratico rispetto ad una informazione passiva, la sola oggi possibile con l誕nalogico.

Nella discussione all段nterno delle Assemblee parlamentari questa impostazione � stata sancita nei tre passaggi ricordati. Anche oggi Alleanza Nazionale conferma il giudizio politico positivo gi� manifestato in passato, sostenendo nuovamente che nessuna legge, e tantomeno una legge sul sistema delle comunicazioni, pu� essere varata contro qualcuno perch� deve essere una legge che tuteli soprattutto l段nteresse dei cittadini.

Quelle forze politiche che negli anni non sono state capaci di approvare una legge che tutelasse proprio gli interessi di tutti i cittadini avrebbero voluto che noi oggi approvassimo un provvedimento punitivo per gli imprenditori indipendenti che hanno investito in questo settore.

Tuttavia, alla fine di questo lungo iter parlamentare il testo che ci giunge dalla Camera offre, rispetto a quello licenziato da quest但ssemblea, due modifiche: l段nserimento del divieto per i minori di anni quattordici di partecipare a trasmissioni pubblicitarie, stabilito dal comma 3 dell誕rticolo 10, e l弾liminazione della deroga in sede di prima applicazione del regolamento che sar� formulato dall但utorit� a favore delle radio, per facilitare i termini delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni, stabilito dal comma 1, lettera c), dell誕rticolo 24.

Onorevoli senatori, come � evidente, sono modifiche che non alterano il vero contenuto della legge, che sono state volute e sostenute dall'opposizione per la sola ragione strumentale di ottenere se non una legge diversa almeno un provvedimento che fosse approvato oltre i limiti previsti dalla sentenza della Corte costituzionale.

Questa � la ragione per cui oggi in quest'Aula e prima in Commissione ci siamo trovati di fronte ad una dura opposizione che contraddicendo se stessa vorrebbe modificare un'altra volta questi ultimi due articoli che ci troviamo oggi ad esaminare.

Ho richiamato questa sentenza della Corte costituzionale; sembra di capire che proprio a questa opposizione non importa pi� di tanto qual � il testo: l'importante � che in qualche modo esso risulti punitivo per qualcuno. Pertanto, se qualche dubbio poteva rimanere sulla necessit� di una sollecita approvazione di questa legge, mi sembra che sia stato definitivamente fugato. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Falomi. Ne ha facolt�.

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, colleghi, non voglio ripetere in questa occasione le ragioni di critica severissima che abbiamo mosso a questo disegno di legge che riteniamo lesivo dei princ�pi della libert� di espressione, del pluralismo, della concorrenza e di un ordinato ed efficace sviluppo tecnologico del sistema radiotelevisivo del nostro Paese.

I colleghi dell'opposizione che sono intervenuti prima di me hanno gi� motivato nel merito. Io voglio fare solo qualche considerazione di carattere politico su questo disegno di legge.

Innanzitutto devo sottolineare che come gi� � accaduto in molte altre occasioni in cui erano in gioco gli interessi personali del Presidente del Consiglio, anche questa volta � stato pesantemente compresso lo spazio a disposizione dell'opposizione per condurre la propria battaglia e per far valere le proprie ragioni.

Le procedure straordinarie, per cos� dire, alle quali siamo stati sottoposti quanto alla programmazione dei lavori e i tempi di discussione cos� ferocemente compressi, che limitano gravemente il diritto di parola dei senatori, sono soltanto il segno di una volont� di non confrontarsi, di non discutere, di non ascoltare le ragioni dell'opposizione.

Ho sentito qualche giorno fa in televisione il ministro Gasparri che, replicando a chi si faceva portavoce di queste critiche, diceva che questo provvedimento � in discussione da oltre un anno e quindi non si pu� sostenere che non vi � dibattito e che non vi � stato spazio per discutere. La verit� � che se stiamo ancora discutendo di questo provvedimento, questo non � il risultato di una volont� di dialogo e di confronto vero da parte della maggioranza ma � semplicemente il risultato di incidenti di percorso che hanno rallentato la corsa all'approvazione del provvedimento.

Dopo l弾same del disegno di legge in seconda lettura qui in Senato, se non ci fosse stato l'incidente di percorso dovuto all'approvazione dell'emendamento dell弛norevole Giulietti ed altri alla Camera dei deputati, non credo che la discussione sarebbe stata ulteriormente sviluppata. Avremmo avuto una blindatura da parte della maggioranza e il disegno di legge sarebbe gi� stato approvato diversi mesi fa.

Se oggi il testo torna in quarta lettura e ne discutiamo, � perch� alla Camera dei deputati ci sono stati altri incidenti di percorso che segnalano non soltanto la tenacia dell'opposizione nel far valere le proprie ragioni, ma anche il disagio profondo all'interno di settori della maggioranza, che si esprime attraverso il voto segreto.

La chiusura, la blindatura della discussione, � stato atteggiamento costante del Governo. Se stiamo ancora discutendo, ci� - ripeto - non nasce da una volont� politica dell'Esecutivo ed � grave che questa non si sia manifestata. Il messaggio del presidente della Repubblica Ciampi e le parole pronunciate in pi� occasioni dal Presidente del Senato hanno collocato la discussione sul riassetto del sistema radiotelevisivo sul terreno dei grandi temi istituzionali sui quali si deve sviluppare un confronto e si deve costruire un largo consenso; ci� nonostante il risultato � stato opposto.

Mi rivolgo a coloro i quali continuano ad invocare il dialogo sulle riforme istituzionali, ad esempio al senatore D'Onofrio che ha ribadito la necessit� di un confronto sui grandi temi istituzionali: con l'approvazione di questa legge state mettendo una pietra tombale sulla possibilit� di confronto. Rispetto ad una normativa che chiama in causa grandi princ�pi democratici, come la libert� di espressione e il diritto di informazione dei cittadini, vi state comportando secondo una cupa e chiusa logica di maggioranza.

Voglio sottolineare il secondo aspetto politico di questa legge. Mi rivolgo ai colleghi di Alleanza Nazionale perch� questa legge porta il nome di un loro Ministro, il ministro Gasparri. Mi stupisce il fatto che un partito, in questa fase fortemente impegnato - e perci� attraversato da gravi tensioni e lacerazioni interne - in un processo di superamento di ogni residuo illiberale, che possa far riferimento ad un passato totalitario, dia il nome e la faccia a una legge dal contenuto profondamente illiberale e fortemente lesivo di fondamentali princ�pi democratici.

Questa legge colpisce infatti il principio del pluralismo favorendo l'accaparramento degli strumenti e delle risorse necessari a far funzionare il sistema informativo; � lesiva dei princ�pi della concorrenza e va nella direzione opposta rispetto a una normativa ispirata da una logica e da princ�pi liberali. ネ curioso che Alleanza Nazionale dia oggi la sua faccia e il suo nome a questo provvedimento.

Un'ultima considerazione riguarda il cammino della legge. Naturalmente noi ci batteremo, per quanto possiamo, in quest'Aula perch� il testo torni alla Camera dei deputati e si guadagni tempo utile e necessario per riaprire un confronto vero e correggere seriamente difetti evidenti, che sono stati denunciati non solo in quest'Aula ma anche da personalit� della cultura e del giornalismo non vicine alla nostra parte politica.

Auspichiamo che in sede di votazione degli emendamenti sia possibile qualche altro incidente di percorso, quale condizione politica per riaprire un confronto vero e serio. Non sappiamo ci� che accadr�; pensiamo che alla fine la maggioranza riuscir� comunque a far passare questa legge, ma sono convinto che la normativa non far� molta strada. Questa legge deve superare ancora molti esami: non mi riferisco soltanto alla firma del Capo dello Stato, che decider� come sempre in piena coscienza e in piena autonomia, ma anche agli esami inevitabili dinanzi alla Corte costituzionale per le numerose violazioni di princ�pi costituzionali e per gli aggiramenti delle stesse sentenze della Consulta.

Ci saranno nuovi esami a livello europeo per le evidenti contraddizioni, illustrate anche durante la discussione delle questioni pregiudiziali, con le direttive europee. Ricordo ai colleghi della maggioranza e del Governo che nel settembre scorso la Corte di giustizia europea ha emesso una sentenza molto significativa nella quale si afferma che se una legge di uno Stato nazionale europeo favorisce comportamenti anticoncorrenziali delle imprese, l但utorit� garante della concorrenza e del mercato ha l弛bbligo di disapplicare tale legge. Ebbene, l但utorit� ha chiarito che questo provvedimento lede in pi� punti il principio della concorrenza.

Credo, pertanto, che questo disegno di legge non far� molta strada e che forse sarebbe pi� saggio farlo esaminare nuovamente dalla Camera dei deputati. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U e del senatore Pagliarulo).

 

PRESIDENTE. ネ iscritto a parlare il senatore Grillo. Ne ha facolt�.

GRILLO (FI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire in discussione generale perch� non ho potuto svolgere il ruolo di relatore visto che la Commissione non � riuscita a portare a termine il suo lavoro nonostante una maratona che ha impegnato tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione, nei confronti dei quali confermo l誕pprezzamento e la stima per la seriet� e l段mpegno profuso. Avverto, pertanto, l段mpegno morale di fornire alcuni chiarimenti dal momento che anche io giudico straordinariamente importanti il provvedimento e il voto politico che - mi auguro entro la giornata odierna - l但ssemblea esprimer� per concludere un lavoro iniziato pi� di un anno fa.

A me non sfugge il significato di queste decisioni per cui non mi soffermer� sulle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati perch� - come pi� volte affermato in Commissione - esse sono contraddittorie rispetto a norme che proprio su sollecitazione della minoranza erano state introdotte in seconda lettura in 8a Commissione al Senato.

La dimostrazione plastica che ci troviamo di fronte ad un legittimo ostruzionismo � proprio questa: in Commissione al Senato in seconda lettura, raccogliendo suggerimenti e proposte della minoranza, abbiamo introdotto alcune norme che alla Camera sono state rinnegate dalla stessa minoranza che le aveva volute al Senato; con l誕iuto di quelli che in gergo sono definiti "franchi tiratori" esse sono diventate norme che hanno impedito l誕pprovazione in terza lettura del provvedimento.

Per�, poich� alcuni colleghi, da ultimo il senatore Falomi, hanno ripreso argomenti, per la verit� gi� approfonditi nel corso della precedente discussione, e sono arrivati a bollare questo disegno di legge come un provvedimento dai contenuti illiberali e antidemocratici mi sia consentito svolgere un ragionamento politico cercando non di affidarmi a schematismi ideologici, a luoghi comuni, a slogan o a ordini venuti da chiss� chi per tenere in piedi una logica fatta di sostanza e di contenuti.

Signor Presidente, non c定 dubbio che in questo anno di dibattito parlamentare le polemiche sono state durissime. Lo scontro su queste norme � stato violento, in Parlamento e fuori. Basta rileggere le numerose pagine dedicate dai quotidiani all誕rgomento.

Ma del resto di cosa stupirci, signor Presidente? Anche nel 1990, quando venne approvata la legge Mamm�, ci furono cinque Ministri che diedero le dimissioni. Nel 1996, con il Governo dell'Ulivo, voglio ricordare che ci vollero due anni e mezzo di lavoro di una Commissione bicamerale presieduta dall'onorevole Napolitano per cercare di far camminare una norma, la legge Maccanico, che, ancorch� approvata dal Parlamento, non mi pare abbia il merito di essere una norma di sistema.

Tuttavia, signor Presidente, se questo � vero, credo che la violenza delle polemiche politiche non pu� e non deve impedire di cogliere gli elementi positivi che per l'intero sistema radiotelevisivo sono presenti in questo provvedimento. Nessuno nega che questa sia una proposta di sistema, che affronta questioni che da anni si chiedeva venissero affrontate e risolte.

C'� un ridisegno complessivo del sistema radiotelevisivo nel provvedimento in esame; ci sono norme per aumentare la competitivit� del settore; c'� un evidente incremento sostanziale, reale e futuro del pluralismo; c'� un'accelerazione dell'innovazione tecnologica; c'� una proposta di riforma del servizio pubblico televisivo.

Ma c'� soprattutto un altro aspetto che voglio sottolineare, signor Presidente, perch� questa � certamente un'affermazione politica: la faziosit� di chi non si � sforzato di entrare nel merito delle norme proposte non ha colto, un elemento che va, a mio parere, considerato in modo estremamente attento. Questa legge, signor Presidente, diversamente dalle due precedenti normative che ho ricordato, le quali si erano limitate a fotografare la situazione esistente, e - voglio andare pi� in l� - a legittimare situazione prodottesi nel tempo (perch� cos� fu nel 1990 e nel 1997), guarda al futuro, indicando prospettive dinamiche, all'interno delle quali le imprese dovranno compiere investimenti robusti, se vorranno adeguare la loro capacit� alle logiche del mercato europeo e mondiale.

 

Presidenza del vice presidente SALVI

 

(Segue GRILLO). ネ curioso, � molto curioso che queste polemiche abbiano riguardato soprattutto la realt� di oggi, la condizione di un duopolio che nessuno nega esistere oggi in Italia, senza cogliere tuttavia le opportunit� che proprio nel futuro verranno offerte all'ingresso di nuovi soggetti protagonisti del settore. Ed � molto curioso che sia stata proprio la sinistra, la minoranza di quest'Assemblea, a non cogliere questo aspetto, a non capire, cio�, che il duopolio oggi esistente non si supera mutilando le capacit� produttive di RAI e Mediaset, facendo diventare cio� meno forti le due imprese pi� importanti del mercato nazionale.

Il duopolio nell'era del digitale, a parer mio e nostro, si pu� superare solo creando le condizioni normative affinch� in questo mercato facciano ingresso nuovi soggetti che dispongono di un potenziale finanziario, tecnologico, organizzativo tale da far aumentare la concorrenza del sistema stesso.

Qualcuno, colleghi senatori, � disposto in quest'Aula ad affermare che Telecom, che fattura 60.000 miliardi di vecchie lire, e Sky di Rupert Murdoch, che fattura migliaia di miliardi, non siano in queste condizioni? Qualcuno � disposto ad ammettere che l'ingresso di Telecom, che ha gi� due televisioni, o di Murdoch, che in questi giorni sta coprendo molti spazi televisivi, non sia rappresentativo di queste condizioni? Io credo proprio di no!

E allora, cari colleghi dell'opposizione, � su questo piano che divergiamo nella valutazione politica, perch� tutta l'attenzione che voi ponete � rivolta all'oggi, mentre gli sforzi che noi compiamo sono invece rivolti ad un futuro prossimo, che � dietro l'angolo. Ecco, � su questo piano che le nostre intese vengono rifiutate dalla minoranza, secondo la mia opinione in maniera preconcetta, vorrei dire in maniera ideologica.

Infatti, signor Presidente, in questi mesi di dibattito la sinistra ha rifiutato un confronto su cosa accadr� nel futuro. Certo, in questo � stata aiutata dalla carta stampata e varrebbe la pena - quest弛ggi forse non c定 il tempo - chiederci perch� i quotidiani continuano a perdere lettori e qual � il loro ruolo futuro. Abbiamo gi� discusso in Commissione della possibilit� di svolgere un段ndagine conoscitiva per cercare di capire come andare loro incontro, perch� secondo me essi finora hanno solo denunciato in maniera rumorosa la loro impotenza, la loro incapacit� a proporre nuove iniziative per recuperare le quote di lettori che stanno perdendo per strada.

Comunque, dicevo che la sinistra ha rifiutato un confronto su cosa accadr� nel futuro, questo perch� � stato facile incassare il guadagno di una polemica politica basata su un presupposto falso, cio� che nei prossimi anni, nonostante l誕vvio del digitale, nulla cambier� negli equilibri del mercato, e cos� RAI e Mediaset potranno continuare a dominare indisturbate l段nformazione radiotelevisiva del nostro Paese. Ma questo, ripeto, � falso; significa confondere la staticit� con il dinamismo, confondere il presente con il futuro, in un mercato fortemente dinamico, nel quale il dinamismo economico e sociale � financo visibile da persone che non siano disposte, ovviamente per pregiudizio, a negarne la realt�.

Prendiamo, signor Presidente, uno dei nodi politici pi� dibattuti, su cui si � maggiormente polemizzato, quello del pluralismo, ricordato dal presidente Ciampi. L弛pposizione ha sostenuto che questa legge non favorisce il pluralismo, penalizzandolo e privilegiando il duopolio. Orbene, a parte il fatto che, come ho detto, ci sono gi� quattro poli in Italia, non soltanto due, perch� la Telecom � presente nella TV analogica con due concessioni, in fase sperimentale nella TV digitale terrestre ed � socio di minoranza nella piattaforma monopolistica di pay-tv, mentre Sky � monopolista nella pay-tv, a parte ci�, dicevo, sono sfuggite ai nostri colleghi almeno tre osservazioni che io, in modo sintetico ma puntuale, signor Presidente, vorrei riprendere.

La prima � la seguente. Vi voglio ricordare che nella legge che ci accingiamo a votare l弾sigenza di garanzia del pluralismo informativo e di imparzialit� e parit� di accesso, anche in ossequio alle giuste istanze di equilibrio tra maggioranza e minoranza, viene garantita con la norma all誕rticolo 6, commi 1 e 2, dove si prevede una sorta di par condicio permanente, signor Presidente, anche fuori dai periodi elettorali, e si definiscono tutte le TV, private e pubbliche, come esercenti un servizio di interesse generale con compiti di pubblico servizio.

Sempre con il disegno di legge Gasparri si permette l誕ccelerazione del digitale terrestre, ma ci� che la sinistra non ha voluto ricordare, perch� non le piace assumersi le responsabilit� alle quali, viceversa, noi intendiamo richiamarla, � che questo disegno di legge che porta il nome del ministro Gasparri appare ed � un passo dovuto a seguito dell誕pprovazione della legge n. 66 del 2001. (Commenti del senatore Falomi).

Certo, caro collega, perch� la legge n. 66 del 2001, approvata con il secondo Governo Amato, stabilisce tempi e modalit� del passaggio al digitale terrestre e ha scelto il digitale terrestre come approccio basato sugli investimenti e le attivit� degli operatori gi� presenti nel settore. E perch� il legislatore aveva fatto quella scelta nel 2001? ネ ovvio, perch� l棚talia � diversa dagli altri Paesi europei: in Italia, a differenza del resto d脱uropa, il cavo � assente come tecnologia trasmissiva per la televisione; in Italia il satellite � molto meno sviluppato che nel resto d脱uropa; in Italia, a differenza di tutti gli altri Stati d脱uropa, non esiste una sola frequenza televisiva libera che lo Stato italiano possa mettere a disposizione di nuovi operatori per dedicarla ad emissioni di televisione digitale terrestre. In nessun Paese esistono 700 televisioni locali che trasmettono via etere oltre alle televisioni nazionali.

E allora tutto questo la sinistra finge di non saperlo, di non ricordarlo perch� non le fa comodo riconoscere che questa legge � la prosecuzione della legge voluta dal Governo di centro-sinistra nel 2001.

La realt� qual �, signor Presidente? La realt� � che il digitale terrestre, la moltiplicazione delle offerte che esso consentir�, con l弾vidente incremento del pluralismo, sono davvero la chiave di volta su cui si fonda l段ntero impianto della legge.

L段mpianto della legge, poi, non � una scelta di comodo n� di facciata n� improvvisata secondo i fini; si tratta di una scelta strategica per un settore nel quale affrontare finalmente con anticipo, e non solo, come al solito, rincorrendo gli eventi, un passaggio inevitabile, che sar� simile al passaggio dal bianco e nero al colore, all段ntroduzione delle pay-tv, all段nvenzione di Internet o dei telefonini cellulari, qualcosa cio� che segner� il cambiamento culturale e sociale anche del nostro Paese nella direzione di un vero e proprio processo di alfabetizzazione tecnologica di massa. Questi sono i temi che dovevamo discutere ed approfondire, ed � in questa situazione futura che si colloca la possibilit� di alimentare, migliorare e aumentare il pluralismo dell段nformazione televisiva.

Signor Presidente, ancora un弛sservazione sempre a proposito del pluralismo, anche questa totalmente dimenticata negli interventi dei colleghi della minoranza: la legge Gasparri offre per la prima volta una prospettiva futura alle televisioni locali. Le televisioni locali, infatti, in Italia sono pi� di seicento. Bene, per la prima volta viene offerto un quadro legislativo di ampio respiro che garantisce piena dignit� al sistema locale con un intervento legislativo organico in grado di porre fine alla situazione di precariet�, favorendo cos� la crescita delle imprese e la regionalizzazione del settore.

Le norme sulle TV locali offrono scenari e spazi di mercato nuovi al sistema dell弾mittenza locale, perch� per la prima volta vengono rimossi i limiti alle propriet� e alle dimensioni di bacino che nel passato hanno impedito al settore di competere con una relativa parit� di condizioni.

In tal modo, signor Presidente - questo � stato totalmente ignorato - nel prossimo futuro, approvata la legge, se 10, 11 o 12 televisioni locali in ambito regionale si potranno mettere insieme per realizzare un circuito nazionale di tutto rispetto attraverso l段nterconnessione, sar� possibile fare concorrenza anche alle tv nazionali. Questa mi pare una cosa altrettanto importante da dire.

Ancora un弛sservazione, signor Presidente: un altro degli argomenti che la minoranza ha utilizzato per definire illiberale e in un certo senso strana questa legge, fatta su misura per un determinato gruppo, � l誕rgomento SIC, il sistema integrato delle comunicazioni. Credo che queste polemiche abbiano finito per impedire di vedere (a chi non ha voluto vederla, evidentemente) una cosa che invece voglio ricordare. La senatrice Dato ha seguito con attenzione il dibattito e spero vorr� dedicare un po� di attenzione a quello che sto dicendo.

Per stabilire le nuove norme antitrust - voglio evidenziarlo, signor Presidente, perch� anche questo � un particolare che stranamente � rimasto avvolto nella nebbia - la legge che stiamo per votare ribadisce che le posizioni dominanti non devono costituirsi solo a livello di SIC, ma anche nei singoli mercati che compongono lo stesso SIC, compreso quindi il settore televisivo.

Questo vuol dire che, anche nell誕mbito del futuro SIC, qualora l�Antitrust notasse che nel settore televisivo (che � un sub-settore del nuovo settore che si chiamer� SIC) si costituissero posizioni dominanti, pu� intervenire; secondo quanto stabilito al comma 2 dell誕rticolo 14 e al comma 2 dell誕rticolo 15. Questo, signor Presidente, significa che il ruolo dell�Antitrust potr� esplicarsi comunque attraverso tutte le iniziative previste, pur in presenza della costituzione del SIC, se solo si dovesse accorgere che in un sub-settore, quale quello dell段nformazione televisiva, si dovessero consolidare posizioni dominanti, che � n� pi� n� meno ci� che pu� accadere quest弛ggi.

Signor Presidente, la filosofia del SIC � finalizzata a superare il nanismo delle imprese, nonch� una cultura che fino a ieri ha impedito la crescita del sistema.

Con questa impostazione si sono considerati complessivamente gli investimenti che le imprese, i cittadini e la pubblica amministrazione effettuano nel settore della comunicazione. Si � giustamente considerato un unico settore ci� che riguarda TV, radio, stampa, editoria, cinema, musica e Internet riconoscendo questo, come � gi� nei fatti, un sistema integrato. (Richiami del Presidente).

Signor Presidente, svolger� ancora un弛sservazione e mi avvio a concludere.

 

PRESIDENTE. Senatore Grillo, il suo tempo sta scadendo; se ne ha bisogno, posso concederle qualche minuto ancora.

 

GRILLO (FI). Mi baster� un minuto, signor Presidente.

Avrei potuto ribadire le questioni che riguardano la riforma del servizio pubblico e la sua privatizzazione oppure recuperare alcune delle polemiche forti di alcuni editori, i quali si sono lamentati di essere stati ignorati da questa norma.

Mi limiter� soltanto a sottolineare una questione, il rispetto che questa norma ha della sentenza della Corte costituzionale, perch� i colleghi della minoranza non dicono ci� che � avvenuto nel corso del dibattito.

Proprio per affinare questa proposta di legge e metterla in linea con il dettato della Corte costituzionale, abbiamo modificato l誕rticolo 25 riscrivendolo totalmente a seguito della discussione parlamentare e adeguandolo ancor pi� alle istanze di pluralismo e di effettivo allargamento delle risorse tecnologiche disponibili.

L弾ffettivo avvio di reti digitali al 50 per cento al 31 dicembre dovr� essere realizzato ed entro lo stesso termine dovr� essere realizzata la trasmissione di nuovi programmi diversi da quelli analogici. La disponibilit� sul mercato di decoder a prezzi accessibili, come � noto, � garantita con un congruo stanziamento previsto nella legge finanziaria che la Camera dei deputati sta licenziando.

Per questi motivi, signor Presidente, concludendo il mio intervento non posso che ribadire la bont� della proposta oggi al nostro esame. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Carrara. Congratulazioni).

PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facolt� di parlare il ministro delle comunicazioni, onorevole Gasparri.

GASPARRI , ministro delle comunicazioni . Signor Presidente, credo che gli interventi di questa mattina abbiano ripercorso, nelle critiche e nei giudizi positivi, una discussione che si protrae in Parlamento da oltre un anno. Noi presentammo questo disegno di legge il 6 settembre del 2002; esso � stato ampiamente discusso ed ha tenuto conto di eventi successivi alla sua presentazione, quali la sentenza della Corte costituzionale n. 466 dell誕utunno 2002. Esso ha altres� avuto un percorso che ne ha modificato parti importanti, recependo contributi parlamentari dei relatori della Camera e del Senato, ma non solo.

Si tratta quindi di un testo che � stato ampiamente analizzato, radiografato, discusso, apprezzato e anche, come tutte le cose importanti, contestato.

Accettiamo e comprendiamo le critiche, anche se talvolta i toni di talune sono francamente eccessivi e a volte privi di quella coerenza di fondo che sarebbe necessaria, e ringraziamo ovviamente per i giudizi positivi.

Non svolger� un lungo intervento perch� quel che hanno detto questa mattina molti colleghi della maggioranza, tra i quali il presidente Grillo e tanti altri che sono intervenuti, ha riassunto i termini della questione.

Voglio ricordare che il passaggio al sistema digitale terrestre � stato sancito dalla legge n. 66 del 2001, voluta e sostenuta da uno schieramento ampio, ma soprattutto da un Governo e una maggioranza di centro-sinistra.

Potrei indulgere ed infierire, ricordando ad autori di libri che hanno detto, in quest但ula del Senato, mirabilia del passaggio al sistema digitale nel 2006. Non c定 bisogno di pubblicare libri; basta andare a riprendere gli atti del Senato per trovare parole di Rognoni e di tanti altri che descrivevano il passaggio al sistema digitale per la fine del 2006 come una importante scadenza per promuovere progresso, sviluppo e benessere. Quando una data e un processo di trasformazione sono auspicati dal centro-sinistra sono validi, mentre quando qualcun altro vuol proseguire quel cammino, le cose non vanno pi� bene.

La coerenza non � un obbligo, e comunque gli atti parlamentari sono stampati ed esistono per fotografare l段ncoerenza, la strumentalit� e la scarsa attendibilit� di alcune valutazioni.

Riteniamo che la digitalizzazione del sistema radiotelevisivo rappresenti un traguardo importante che attraversa - come dimostrano il decreto-legge n. 5 del 2001 ed il disegno di legge in esame - le epoche, le legislature, i Governi, le maggioranze.

Voglio inoltre ricordare che qualche settimana fa, durante un incontro tra i Governi francese e tedesco, presieduto dal presidente Chirac e dal cancelliere Schr�der, la digitalizzazione delle reti radiotelevisive � stata riconosciuta come una assoluta priorit� nell誕mbito del piano infrastrutture che la Presidenza ha sollecitato all旦nione Europea, al fine di reperire finanziamenti dalla BEI e da altre istituzioni europee. Quindi, o Chirac e Schr�der sono al servizio di non so quale disegno italiano riguardante qualche indefinito beneficiario, oppure la digitalizzazione del sistema radiotelevisivo rappresenta realmente un dato di tutta evidenza, per tutto quello che, attraverso la televisione in particolare, si potr� diffondere circa l�e-government, la telemedicina e tante altre attivit� utili per il cittadino.

 

PETRINI (Mar-DL-U). Basta!

 

GASPARRI, ministro delle comunicazioni. Pertanto, stiamo seguendo una direzione condivisa ampiamente in Europa che i Governi di Paesi di vario orientamento indicano e che l棚talia - per meriti pregressi e per questo provvedimento che meglio scandisce tappe intermedie, obiettivi, realizzazione del passaggio al digitale - pu� cogliere prima.

Questa legge consentir� agli editori dei giornali di entrare nel settore televisivo senza i pali, i paletti, i lacci e i lacciuoli che oggi vigono, ed il mercato radiotelevisivo verr� aperto ad altri soggetti. Questa legge, introducendo la digitalizzazione, favorir� la moltiplicazione di canali, di spazi e di pluralismo, secondo un percorso che in Italia � costante.

Quando sono nato esisteva un solo canale della televisione pubblica, un monopolio reale di alcuni. Le reti pubbliche della RAI sono state poi moltiplicate, e alcune forse sono nate in ragione di una lottizzazione politica piuttosto che di un progresso tecnologico; abbiamo quindi assistito all誕vvento delle televisioni commerciali nazionali e delle televisioni locali, che rappresentano la ricchezza della democrazia di cui questo provvedimento si occupa, auspicandone la crescita ed il rafforzamento sulla base di proposte avanzate proprio durante il dibattito parlamentare dal quale � scaturita la formulazione di un articolo apposito.

Ritengo che oggi il pluralismo sia ampiamente garantito con il disegno di legge in esame ed il sistema digitale potr� fare ancora di pi�. Gi� attualmente i poli non sono pi� due, ma tre: non dimentichiamo quello di televisione analogica, che come editore ha alle spalle una delle aziende pi� grandi del Paese, la Telecom, che opera ne La7 e potrebbe sicuramente investire maggiormente nel settore televisivo. Ricordo ancora che Murdoch opera nella televisione satellitare.

Dobbiamo quindi pensare a limiti antitrust, che il sistema integrato della comunicazione pone, che evitino non solo posizioni dominanti in Italia, ma anche il nanismo imprenditoriale e la conseguente colonizzazione del sistema multimediale italiano.

Dobbiamo aprire le porte a tutte le forze di mercato, agli editori e agli operatori internazionali, i quali, peraltro, investendo in Italia, possono portare ricchezza e creare lavoro, ma dobbiamo anche impedire che i giganti che entrano dall弾stero in casa nostra incontrino dei nani. Ricordiamo che le entrate di RAI o Mediaset sono la met� di quelle della BBC e che queste aziende, inserite in uno scenario internazionale, riproducono quell弾ffetto Gulliver in base al quale qualcuno sembra un gigante rispetto ai nani, ma � un nano se rapportato a realt� pi� grandi.

La competizione, inoltre, non si attiva solo sul mercato interno, perch� operatori internazionali possono legittimamente entrarvi. L棚talia deve presentare, quindi, anche aziende e gruppi in grado di competere.

Riteniamo pertanto che anche le norme antitrust contenute nel disegno di legge in esame consentano di combattere posizioni dominanti, stabiliscano soglie chiare e permettano anche la nascita di gruppi in grado di competere su uno scenario pi� vasto.

Ci siamo occupati del problema dei minori dando maggiore forza al codice di autoregolamentazione e dedicando al tema una specifica norma, anche questa scaturita dal dibattito parlamentare. Si � tratto quindi di un ulteriore segnale importante.

Si avvia un processo di privatizzazione della RAI. In merito, non ho ben compreso la posizione della minoranza: siamo stati criticati sia da chi ritiene eccessiva la proposta da noi avanzata sulla base dei modelli della legge Ciampi-Draghi, gi� applicati ad ENEL ed ENI, sia da chi ritiene che facciamo troppo poco.

Il centro-sinistra non � stato in grado di assumere una posizione unitaria sul tema. Ne prendiamo atto, non � grave. Noi per� abbiamo cercato di avviare un processo che consente non solo la dismissione di quote dell置no per cento ma, a partire dal 2006, di cedere anche rami di azienda (� scritto nella legge).

Quindi, ci potr� essere anche una privatizzazione di intere reti che con il sistema digitale, moltiplicandosi, consentiranno al servizio pubblico di avere un suo nucleo forte di presenza e al mercato di avere reti e spazi a disposizione.

Riteniamo che su questa legge gravino certamente aspetti politici polemici, pregiudizi che non sempre hanno consentito un dibattito sereno. Per quanto riguarda la RAI, la nomina del vertice di questa azienda - lo voglio ribadire in Aula - � confermata in Parlamento; non solo: il presidente della RAI, con questa legge, potr� scaturire solo dalla designazione dei due terzi della Commissione parlamentare di vigilanza.

Si tratta di un meccanismo di garanzia che oggi non c'�, perch� attualmente le nomine sono affidate ad alte cariche dello Stato, che esercitano con la massima saggezza il loro mandato in tutte le varie fasi; tuttavia, l'ancoraggio a una maggioranza qualificata parlamentare che scaturir� da questa legge � un meccanismo di garanzia ancora meglio scandito ed � un aspetto che penalizza la maggioranza, la quale si spoglia del potere di prevalenza che pure nascerebbe da un principio di democrazia. Poich�, per�, l'aspetto dell'informazione attiene valori fondamentali costituzionali e di libert�, riteniamo che una maggioranza qualificata, per quanto concerne la presidenza della RAI, sia un dato importante ed essenziale che non � stato valutato.

Le discussioni si protraggono da molto tempo e i nostri punti di vista sono noti. Si insiste dicendo che se non si approver� questa legge, Rete 4 sar� trasmessa solo sul satellite: si dimentica per� di dire che, in base alla citata sentenza della Corte costituzionale, la RAI perderebbe 150 milioni di euro di introiti. Questo non viene detto, ma rappresenterebbe un grave squilibrio per l'azienda pubblica, con la conseguenza di un suo indebolimento.

Riteniamo che i princ�pi di carattere costituzionale e le sentenze siano ampiamente rispettati, compresa la sentenza n. 466 del 2002, che indica in uno scenario tecnologico diverso, qual � quello del digitale terrestre, la possibilit� di parametri e limiti diversi.

Riteniamo quindi di aver ampiamente rispettato i princ�pi costituzionali, le sentenze della Corte costituzionale, le direttive europee, spesso invocate impropriamente non accorgendosi che sono gi� in vigore in Italia. Il nostro Governo, grazie al parere del Parlamento, ha varato la scorsa estate il nuovo codice delle comunicazioni elettroniche, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, operativo in Italia. Siamo tra gli otto Paesi europei che hanno gi� recepito alcune direttive europee, non recepite da altri Stati d'Europa, taluni perfino fondatori dell'Unione europea. Quelle direttive, che riguardano la comunicazione elettronica, sono gi� vigenti nel nostro Paese con altro provvedimento, a dimostrazione che siamo europeisti nei fatti e non solo nelle parole.

Mi rendo conto che intorno a questa legge si concentrano passioni e pulsioni di varia natura: abbiamo la coscienza di aver condotto un buon lavoro in Parlamento, discutendone a lungo. Questo provvedimento � stato sottoposto a circa diecimila votazioni, tra Commissioni e Aula: tutto si pu� dire, tranne che non sia stato discusso, analizzato, radiografato.

Proseguiamo con serenit� e con buona coscienza il nostro lavoro, rimettendoci ai giudizi che il Senato vorr� esprimere. (Applausi dai Gruppi AN, FI, LP e UDC e del senatore Carrara).

PRESIDENTE . Do lettura dei pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il testo del disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo".

"La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, ad eccezione delle proposte 24.234 e 24.239, sulle quali il parere di nulla osta � reso a condizione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dell'inserimento, rispettivamente, dopo le parole "adozione" e "promozione", delle seguenti: ", senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,"".

Do lettura del parere espresso dalla 1a Commissione permanente sul disegno di legge in esame: "La Commissione, esaminati gli emendamenti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo".

Onorevoli colleghi, comunico che, con riferimento all'articolo 10 sono inammissibili i seguenti emendamenti: ai sensi dell'articolo 100, comma 8, del Regolamento, in quanto privi di portata modificativa: 10.141, 10.142, 10.151, 10.160, 10.161, 10.164, 10.165, 10.166, 10.167, 10.176, 10.205; ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, in quanto riferiti a parti non modificate dalla Camera dei deputati: 10.172, 10.173, 10.261, 10.283, 10.284.

Con riferimento all'articolo 24 sono da ritenere ammissibili, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, solo quegli emendamenti volti ad introdurre, in diretta correlazione con la norma soppressa dalla Camera dei deputati, puntuali limitazioni di natura temporale o sostanziale alla disciplina contenuta nella lettera c) del comma 1 del medesimo articolo 24. Sono pertanto inammissibili i seguenti emendamenti: da 24.162 a 24.182; da 24.184 a 24.191; da 24.193 a 24.222; da 24.224 a 24.240.

Procediamo all'esame degli articoli, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Ricordo che gli articoli da 1 a 9 non sono stati modificati dalla Camera dei deputati.

Passiamo all'esame dell'articolo 10, sul quale sono stati presentati emendamenti, da intendersi illustrati.

Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

INNOCENZI , sottosegretario di Stato per le comunicazioni . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.100.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.100, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alla parola "spot".

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 10.100, nonch� gli emendamenti 10.101, 10.102, 10.103 e 10.104.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.105.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.105, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori, fino alla parola "per".

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 10.105 e l'emendamento 10.106.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.107, identico all'emendamento 10.108. (Brus�o in Aula. Il Presidente invita l'Assemblea a seguire con attenzione lo svolgimento dei lavori).

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, avendo compreso perfettamente quali erano gli emendamenti in votazione, ho alzato la mano per chiedere la verifica del numero legale.

 

 

Verifica del numero legale

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.107, presentato dal senatore Montino e da altri senatori, identico all弾mendamento 10.108, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell弾mendamento 10.109.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.109, presentato dal senatore Montino e da altri senatori

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.110.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.110, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.111.

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, con questo emendamento iniziano una serie di proposte tese a riportare nel testo i contenuti principali del codice di autoregolamentazione delle trasmissioni televisive per i minori, in quanto la norma introdotta all誕rticolo 10 prevede semplicemente che l段mpiego di minori di anni quattordici in programmi televisivi sia vietato per messaggi pubblicitari e spot, rinviando tutto il resto ad un futuro regolamento. A noi proponenti l弾mendamento 10.111 � sembrato opportuno specificare meglio l誕mbito nel quale individuare il divieto ed i limiti entro i quali contenere l段ntervento regolamentare.

Viene allora richiesto dall弾mendamento di premettere alle parole ", oltre che essere vietato per messaggi pubblicitari e spot" le seguenti: "suscettibili di pregiudicare il loro sviluppo fisico, psichico e morale" in modo da specificare che comunque l段mpiego dei minori deve avvenire in modo tale da non pregiudicare il loro sviluppo fisico, psichico e morale.

ネ una precauzione che vogliamo inserire partendo dalla considerazione che si tratta di minori di anni quattordici, che attraversano quindi un momento particolare della crescita e che presentano ancora una formazione psichica non completamente definita. Il fatto di essere impiegati all段nterno di trasmissioni televisive gi� difficili e complesse da realizzare anche per gli adulti crea, per giovani di quella et�, problematiche del tutto particolari.

Per questo motivo si chiede che nel regolamento si tenga particolarmente conto di questo elemento, che � contenuto - torno a dire - nel codice di autoregolamentazione, ma che in questa norma non viene preso in nessuna considerazione.

Chiedo perci� anche alla maggioranza, di cui so molti componenti non insensibili a questo tipo di problema, di superare il blocco imposto di andare al voto di questi emendamenti senza valutazioni di merito e di osservarli invece attentamente appoggiando l'idea che questo articolo e questa legge si possano migliorare, almeno laddove si toccano problemi delicati, come quello dello sviluppo armonico dei minori.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.111, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.112.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 10.112, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alla parola "che".

Non � approvata.

 

Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 10.112 e gli emendamenti 10.113 e 10.114.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.115.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.115, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.116.

FALOMI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, questo emendamento cerca di qualificare le trasmissioni televisive per le quali vi sia un meccanismo di divieto. ネ ovvio che si pu� sostenere che l弾mendamento � pleonastico perch� i codici di autoregolamentazione in qualche modo gi� contengono le disposizioni che qui si vogliono sancire con la forza della legge. Io ricordo, per�, che proprio qualche giorno fa il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione TV e minori ha lamentato le serie violazioni che, nonostante la sottoscrizione del codice da parte di numerosi emittenti radiotelevisive, si sono registrate.

Il presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, Marziali, ha detto che il codice � sostanzialmente lettera morta e che � stato violato innumerevoli volte.

Quindi, non riteniamo pleonastico quest弾mendamento; cerchiamo di dare pi� forza a norme che attualmente sono affidate, come si suol dire, al buon cuore delle emittenti, le quali, pur sottoscrivendo degli impegni, poi li disattendono.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.116, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.116a.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.116a, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.117.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.117, presentato dal senatore Montino e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.118.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo che la votazione di questo emendamento sia fatta a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.118, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.119.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo che la votazione di questo emendamento sia fatta a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.119, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.120.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.120, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.121.

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, la lettura di quest弾mendamento procura un certo imbarazzo, perch� si dice: "ivi compreso il loro sgruttamento commerciale".

 

PRESIDENTE. Anche la Presidenza si interrogava su questo neologismo.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Vorrei sapere qual � la risposta a questo interrogativo.

 

PRESIDENTE. ネ lei il presentatore dell弾mendamento, senatore Paolo Brutti, come primo firmatario.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Ma io non conosco questo termine e non l檀o utilizzato nel mio emendamento.

 

PRESIDENTE. Quindi devo desumere che l弾mendamento � ritirato.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Non so dirle, qui c定 un errore, evidentemente. Oppure la Presidenza pensa che ci� abbia un senso?

 

PRESIDENTE. Senatore Brutti, interpreto come un ritiro queste sue perplessit� sul testo dell弾mendamento 10.121.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Voglio essere d誕ccordo con lei, ma siamo al limite del lecito e del logico.

PRESIDENTE . Approfondiremo la questione. Per il momento l弾mendamento 10.121 � ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.122.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.122, presentato dal senatore Montalbano e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.123.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, intervengo in sede di dichiarazione di voto per evidenziare che lo scopo di questo emendamento, di cui � primo firmatario il senatore Falomi, � chiarissimo. Invito pertanto tutti ad una riflessione al riguardo.

Si vogliono infatti vietare gli spot e i messaggi pubblicitari che possono danneggiare fisicamente, moralmente e psichicamente i bambini. Si vuole offrire la possibilit� di restringere il divieto, ma su basi assolutamente serie. Credo che questo possa essere un terreno di confronto e di discussione serio.

Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.123, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori, fino alle parole parola "che".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.123 e gli emendamenti 10.124, 10.125 e 10.126.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.127.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.127, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.128.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.128, presentato dal senatore Montalbano e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.129.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.129, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.130.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 10.130, presentato dal senatore Viserta Costantini e da altri senatori, fino alla parola "deve".

Non � approvata.

 

Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.130 e l弾mendamento 10.131.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.132.

 

DONATI (Verdi-U). Sull弾mendamento 10.132 del senatore Zanda vorrei chiedere la votazione segreta, invitando il prescritto numero di senatori ad appoggiarla.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.132, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.133.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.133, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.134.

 

DONATI (Verdi-U). Sull弾mendamento 10.134 del senatore Zanda vorrei chiedere la votazione segreta, invitando il prescritto numero di senatori ad appoggiarla.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.134, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.135.

 

DONATI (Verdi-U). Sull弾mendamento 10.135 del senatore Zanda vorrei chiedere la votazione segreta, invitando il prescritto numero di senatori ad appoggiarla.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.135, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.136.

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, vorrei invitarla a vigilare su voti illeciti (non mi piace fare il nome) che intervengono sempre in un certo settore, sistematicamente. (Proteste dai banchi della maggioranza).

 

PRESIDENTE. ネ inutile protestare, queste richieste sono previste.

 

DONATI (Verdi-U). Ho voluto dirglielo direttamente dato che non vengono rispettate le regole dell但ula del Senato. Mi appello dunque a lei perch� le faccia rispettare.

Sull弾mendamento 10.136 del senatore Zanda chiedo la votazione segreta, invitando il prescritto numero di senatori ad appoggiarla.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.136, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.137.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.137, presentato dal senatore Viserta Costantini e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.138.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.138, presentato dal senatore Viserta Costantini e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.139.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo nuovamente la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.139, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Non � approvato

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.140.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.140, presentato dal senatore Montalbano e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Gli emendamenti 10.141 e 10.142 sono inammissibili in quanto privi di portata modificativa.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.143.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, su questo emendamento presentato dal senatore Fabris chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.143, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, il dispositivo elettronico non ha funzionato!

PRESIDENTE . Si prende atto del voto favorevole del senatore Marino sull弾mendamento 10.143. Prego di provvedere affinch� sia evitato il ripetersi di questo inconveniente.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.144.

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, con l弾mendamento in esame si intende inserire il concetto che qualora si impieghino minori di et� inferiore agli anni quattordici in programmi radiotelevisivi, ci� debba avvenire con il consenso informato dei genitori.

Durante la discussione avvenuta in Commissione � stato sottolineato che generalmente, nelle fasi istruttorie immediatamente precedenti i programmi radiotelevisivi, vengono fatte sottoscrivere liberatorie che nel caso dei minori sono firmate da coloro che ne hanno la legale rappresentanza, cio� dai genitori. ネ stato osservato che tale modalit� poteva far considerare recepito l弾mendamento 10.144.

In realt�, una pi� attenta osservazione lascia intendere che non in tutte le trasmissioni e non in tutte le reti televisive questo viene fatto e, comunque, l� dove viene fatto lo � ai fini del codice civile. In questo caso, invece, si intende sottolineare che � necessario il consenso informato dei genitori, stabilendo in tal modo che il minore non pu� essere sottoposto ad iniziative relative a programmi televisivi senza che i genitori siano stati adeguatamente messi al corrente - in tal senso interviene il consenso informato - circa tutto ci� che comporta lo sviluppo del programma. In questo modo i genitori dei minori possono conoscere esattamente le tensioni alle quali il minore stesso pu� essere sottoposto durante il programma radiotelevisivo.

Solamente una compiuta informazione sugli elementi di particolare stress che coinvolgono il minore pu�, alla fine, giustificare la richiesta del consenso al genitore che deve essere accordato in modo completamente informato.

Per questo motivo abbiamo ritenuto necessario mantenere l弾mendamento 10.144, per il quale richiedo il voto favorevole anche dei colleghi della maggioranza che, dalla discussione svolta in Commissione, so essere particolarmente interessati e sensibili all誕rgomento.

 

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.144, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alla parola "avvenire".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Restano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.144 e l弾mendamento 10.145.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.146.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.146, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.147.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.147, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.148.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.148, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.149.

FALOMI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, con l弾mendamento 10.149 si vuole collegare la presenza dei minori nelle trasmissioni radiotelevisive, nei messaggi e negli spot, alle disposizioni contenute nella Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, in particolare all'articolo 3 della stessa, secondo cui gli interessi dei bambini e delle bambine devono essere oggetto di considerazione primaria rispetto a quelli delle imprese e dell'informazione.

ネ un principio importante di carattere generale che pensiamo possa rafforzare la logica e il principio della tutela dei minori nelle trasmissioni televisive.

Chiedo su questo emendamento la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dal senatore Falomi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.149, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.150.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.150, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. L'emendamento 10.151 � inammissibile in quanto privo di portata modificativa.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.152.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.152, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.153.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.153, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.154.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 10.154, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alla parola "dover".

Non � approvata.

 

Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 10.154 e l'emendamento 10.155.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.156.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.156, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alla parola "non".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 10.156 e l'emendamento 10.157.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.158.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.158, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.159.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 10.159, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Gli emendamenti 10.160 e 10.161 sono inammissibili in quanto privi di portata modificativa.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.162.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.162, presentato dal senatore Montalbano e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 10.163, presentato dal senatore Montino e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Gli emendamenti 10.164, 10.165, 10.166 e 10.167 sono inammissibili in quanto privi di portata modificativa.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.168.

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, l'emendamento 10.168 tratta una questione assai delicata. (Commenti dal Gruppo AN).

L'impiego di minori di anni quattordici in programmi radiotelevisivi deve essere regolato quando esso abbia caratteristiche di attivit� continuativa, anche per periodi temporanei o determinati, oppure avvenga in modo coordinato con altri prestatori d'opera, avendo riguardo soprattutto agli orari di impegno lavorativo e alla presenza sui luoghi di produzione. In questi casi non si tratterebbe di attivit� occasionale del minore coinvolto nella realizzazione di spot o messaggi pubblicitari del tutto straordinari; si tratterebbe, invece, di un impiego nella produzione di programmi televisivi che, proprio in quanto messaggi pubblicitari, hanno un evidente scopo di lucro.

Il regolamento dovrebbe prevedere, allora, che non si incorra nella violazione della normativa relativa al lavoro minorile, con particolare riguardo alla disciplina del limite minimo di et� al di sotto del quale non pu� essere consentito l'impiego di minori nell'attivit� lavorativa. ネ noto che l'attivit� di produzione radiotelevisiva configura talvolta questo tipo di impiego; � quindi necessario rivolgere una particolare attenzione legislativa a questo possibile problema.

 

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.168, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.169.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 10.169, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.170.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.170, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.171.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.171, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti 10.172 e 10.173 sono inammissibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.174.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.174, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.175.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.175, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Non � approvato.

 

L弾mendamento 10.176 � inammissibile in quanto privo di portata modificativa.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.177.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.177, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.178.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.178, presentato dal senatore Viserta Costantini e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.179.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, l弾mendamento 10.179 � il primo di una serie dello stesso tenore. Il divieto, introdotto dalla Camera dei deputati, dell段mpiego di minori di anni quattordici per messaggi pubblicitari e spot ne esclude alcuni tipi, e non si riesce a comprendere il motivo per cui tale disposizione non debba ricomprendere tutte le forme di messaggio pubblicitario.

Per esempio, torneremo a trovarci in una situazione in cui � vietato l'impiego di minori in messaggi pubblicitari e spot, ma ci sar� forse un affollamento nelle telepromozioni; da questo punto di vista, ci� potrebbe essere ancora pi� grave. Lo spirito dell弾mendamento 10.179, a questo punto, � quello di estendere il divieto a qualsiasi tipo di messaggio pubblicitario.

Chiedo infine la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.179, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.180.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, l弾mendamento 10.180 � dello stesso tenore del precedente; per�, estende il divieto ad ogni forma di comunicazione commerciale e pubblicitaria.

Anche su di esso chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.180, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.181.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.181, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.182.

ZANDA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, l弾mendamento 10.182 completa la norma approvata dalla Camera dei deputati che, come � stato gi� rilevato, � in qualche modo carente, perch� vieta l'impiego dei minori in messaggi pubblicitari e spot e non in altre forme di comunicazione commerciale.

Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dal senatore Zanda, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.182, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.183.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.183, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.184.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.184, presentato dal senatore Montalbano e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.185.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.185, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.186.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, anche su quest弾mendamento, che vuole introdurre una precisazione e quindi propone di sostituire la parola: "pubblicitari" con le altre: "di pubblicit� commerciale", chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.186, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.187.

FALOMI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, vorrei richiamare l誕ttenzione dell但ssemblea sull弾mendamento 10.187, che tende a stabilire un弾ccezione al divieto di impiego di minori di quattordici anni in spot e messaggi pubblicitari. L弾ccezione riguarda quegli spot e quei messaggi pubblicitari volti a promuovere la raccolta di fondi per interventi verso popolazioni coinvolte in guerre, violenze etniche o catastrofi naturali; pensiamo infatti che la possibilit� di impiegare minori in spot con queste finalit� debba essere salvaguardata.

Per tale motivo, invito l但ssemblea a sostenere quest弾mendamento, su cui chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.187, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.188.

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, l弾mendamento 10.188 tende a inserire un弾ccezione al divieto di impiego di minori di anni quattordici per messaggi pubblicitari. L弾ccezione � motivata da una considerazione generale e riguarda i messaggi che propagandano prodotti sanitari per l段nfanzia.

In realt�, proprio in questi giorni � stata completata la lavorazione di moltissimi messaggi pubblicitari che si riferiscono soprattutto alle campagne di vendita natalizie. Quando questa norma sar� approvata, tutti quei messaggi pubblicitari non potranno pi� essere trasmessi, per cui si sta creando, nell誕mbito delle case di produzione dei messaggi pubblicitari, una fortissima preoccupazione, dato che una volta promulgata la legge, tutta questa produzione dovr� andare al macero.

Per di pi�, i pubblicitari si chiedono: come faremo a trascorrere un Natale senza pubblicit� per i ragazzi?

Abbiamo sentito affermare che di questa norma si pu� dare un段nterpretazione causidica, secondo cui quando si fa riferimento all段mpiego di minori non si intende dire che � vietata la diffusione di messaggi in cui questi siano impiegati, ma la produzione di messaggi in cui essi siano impiegati. In sostanza, l段nterpretazione sarebbe da intendersi nel senso che, a far data dal 10 dicembre, si possono diffondere messaggi pubblicitari in cui siano impiegati minori, ma non si possono produrre per il Natale dell誕nno venturo.

Mi sembra una sorta di condono dell段mpiego dei minori, peraltro nello stesso stile che gi� si � potuto verificare in altre occasioni. Invece di ricorrere a strumenti surrettizi, che in ogni caso verrebbero poi bloccati sicuramente da ricorsi, sarebbe preferibile introdurre a quel divieto limitazioni ragionevoli che permettano lo sviluppo di limitate attivit� di pubblicit� commerciale in occasione delle festivit� natalizie.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico dell弾mendamento 10.188.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.188, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.189.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.189, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alla parola "divieto".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.189 e gli emendamenti 10.190 e 10.191.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.192.

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, mi rivolgo ai colleghi della maggioranza e dell弛pposizione sollecitando il loro senso di solidariet�.

Con l弾mendamento 10.192 si vogliono escludere dal divieto taluni messaggi pubblicitari che si potrebbero definire promozionali, come quelli che promuovono attivit� missionarie. Ne abbiamo visti di recente anche di molto belli, che mostrano nostri missionari e missionarie che, in Paesi colpiti da carestie, violenze e guerre, tentano di portare sollievo e a tale scopo si organizza una raccolta di fondi. Spesso in quelle immagini si vedono mamme e bambini coinvolti in eventi tragici, denutriti, feriti, abbandonati.

ネ chiaro che se la norma passasse cos� com定, non si potrebbero pi� avere messaggi promozionali del genere. Sarebbe veramente assurdo, il che ripugna al senso comune. (Commenti dal Gruppo LP).

Sento una voce che proviene dall誕lto dire che questa norma sarebbe stata proposta dall弛pposizione. ネ possibile che l弛pposizione abbia presentato un emendamento che ha rivoluzionato questo sistema, ma non esiste emendamento che transiti per il Parlamento e sia approvato che non sia voluto dalla maggioranza. Sottolineo questo aspetto perch�, qualunque emendamento la Camera abbia approvato, l檀a fatto perch� la maggioranza cos� si � espressa attraverso il voto segreto, oppure perch� la stessa ha abbandonato l但ula per non votare contro. In quel clima non si � potuto fare di pi�, ma oggi si pu� riflettere e ragionare.

Oggi noi possiamo riflettere e ragionare e allora potremmo, con una modifica ragionevole, cercare di limitare il danno che una norma cos� secca e rigida introdotta alla Camera potr� determinare.

Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dal senatore Brutti Paolo, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.192, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.193.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.193, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.194.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, su questo emendamento, proprio per la particolarit� e l段mportanza dei contenuti chiedo la votazione a scrutinio segreto, invitando i colleghi ad appoggiare la mia richiesta.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.194, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.195.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, questo emendamento, sulla scia anche di altri interventi che noi abbiamo proposto poc誕nzi, cerca in qualche modo di riportare a ragionevolezza il divieto introdotto alla Camera. Qui noi chiediamo espressamente che possano rimanere consentiti i messaggi di "Pubblicit� Progresso". Questo, tra l誕ltro, fa parte dell誕ttivit� istituzionale della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri. Penso, per esempio, alla campagna pubblicitaria per l誕ffido dei bambini, per le adozioni. Se non ci fosse l置rgenza per altri fini di varare questa legge, credo che oggi tutti noi approveremmo questi emendamenti.

Per tali motivi ancora una volta rivolgiamo un appello di ragionevolezza ai colleghi della maggioranza e chiediamo su questo emendamento il voto segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.195, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.196.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.196, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.197.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.197, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.198, identico all弾mendamento 10.199.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.198, presentato dal senatore Montino e da altri senatori, identico all弾mendamento 10.199, presentato dal senatore Passigli.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.200, identico agli emendamenti 10.201 e 10.202.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.200, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, identico agli emendamenti 10.201, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori, e 10.202, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.203.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 10.203, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.204.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.204, presentato dal senatore Passigli.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. L弾mendamento 10.205 � inammissibile in quanto privo di portata modificativa.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.206.

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, desidero effettuare una dichiarazione di voto su questo emendamento, al quale vorrei dedicare un po� di tempo.

Con l弾mendamento 10.206 si chiede di escludere dal divieto di utilizzo di minori di et� inferiore ai 14 anni le comunicazioni commerciali e pubblicitarie riferite ai prodotti destinati ai minori.

Da un lato quindi si conferma la norma generale di limitazione dell置tilizzo dei minori, mentre dall誕ltro si prevede che, nel caso di prodotti destinati ai minori stessi, l置tilizzo dei bambini possa essere autorizzato.

Nel corso della discussione ho sentito da varie parti formulare critiche pi� o meno velate, in alcuni casi anche esplicite, con le quali si � sostenuto che un divieto assoluto dell置tilizzo dei minori nei messaggi pubblicitari costituisce una deformazione dello specchio della realt� che il messaggio pubblicitario, a modo suo, tende a riprodurre in televisione.

Credo sia buona norma correggere quel che la Camera ha approvato e credo che sarebbe pi� onesto farlo in questo momento, poich� ci sono ancora margini di tempo per un altro veloce passaggio alla Camera e per il varo definitivo della norma.

Sarebbe pi� onesto, invece di insinuare, come � stato fatto da pi� parti e anche dal Sottosegretario in Commissione, l段potesi che una volta che la norma sar� diventata legge prima si pubblicher� una circolare interpretativa per stabilire che le campagne in corso sono autorizzate (per un tempo che non � ancora stato ventilato, ma che � facile immaginare non sar� inferiore a due-tre mesi) e poi, nei mesi successivi, si cambier� in modo ragionevole la norma. Si � infatti di fronte a un divieto che non piace a nessuno e sul quale, come noto, � in corso una grande discussione nel mondo radiotelevisivo e dei pubblicitari, nonch� nel mondo delle imprese, che devono produrre e acquistare gli spot pubblicitari.

Quindi, invece di procedere su una strada che non � legittima n� sul piano istituzionale del rispetto del voto del Parlamento, n� sul piano dell段nterpretazione che questa norma non consente, ritengo molto pi� serio correggere il testo e conseguentemente, dal momento che il disegno di legge dovr� essere approvato entro questa sera, rinviarlo rapidissimamente alla Camera dei deputati, per approvarlo in via definitiva secondo le vostre intenzioni.

Per questa ragione richiedo la votazione a scrutinio segreto per l弾mendamento 10.206 ed invito tutti i colleghi, in coscienza, ad approvarlo. Si tratta di un emendamento di buona misura, virtuoso, che salva un principio ma pone un弾ccezione importante per evitare che intervengano successive modificazioni le quali davvero sarebbero fuori da ogni logica di dialogo istituzionale tra maggioranza e opposizione.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.206, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.207.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 10.207, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.208.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell弾mendamento 10.208, presentato dal senatore Montino e da altri senatori, fino alla parola "vario".

Non � approvata.

 

Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.208 e gli emendamenti 10.209, 10.210, 10.212 e 10.213.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.211.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.211, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alla parola "vario".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.211 e l'emendamento 10.214.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.215.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.215, presentato dal senatore Viserta Costantini e da altri senatori, fino alla parola "telepromozioni".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.215 e l弾mendamento 10.216.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.217.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.217, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.218.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.218, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Al terzo banco a partire dall'alto mi viene segnalata dalla senatrice Segretario la presenza di luci alle quali non corrispondono senatori. Invito pertanto a controllare quante luci sono accese sotto i giornali e a togliere una tessera.

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.219.

FALOMI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, l弾mendamento 10.219 contiene princ�pi importanti, perch� chiarisce che il divieto di impiegare minori di quattordici anni in trasmissioni televisive, messaggi pubblicitari e spot � collegato ad un'esigenza generale che certamente tutti condividiamo: quella di non nuocere allo sviluppo psichico, fisico o morale dei minori stessi.

Si tratta di un divieto che fa riferimento a trasmissioni televisive, spot e messaggi pubblicitari che contengano scene di violenza gratuita, scene pornografiche, scene che inducano ad atteggiamenti di intolleranza basate su differenze di razza, di sesso, di religione e di nazionalit�.

Torno a ripetere che � vero che questi princ�pi generali sono contenuti in altri strumenti normativi e in codici di autoregolamentazione, ma dobbiamo essere consapevoli - come hanno denunciato le associazioni di tutela dei minori - che i codici non vengono rispettati, che le televisioni che li sottoscrivono non li rispettano.

Per queste ragioni invitiamo l'Assemblea a votare a favore dell弾mendamento 10.219 e a far prevalere gli interessi dei minori su quelli del Presidente del Consiglio.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, proprio per l'importanza dell弾mendamento 10.219, ne chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.219, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.220.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non � in numero legale.

Sospendo pertanto la seduta che, come stabilito, riprender� alle ore 15,30.

 

(La seduta, sospesa alle ore 14,27, � ripresa alle ore 15,33).

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

 

Su un'iniziativa assunta dall'ambasciata dello Stato di Israele in Italia

COMPAGNA (UDC). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

COMPAGNA (UDC). Signor Presidente, questa mattina, all段nizio della seduta, il senatore Mascioni ha segnalato alla Presidenza una cartolina inviata dall誕mbasciata israeliana a tutti i componenti del Senato nella quale viene raffigurato, con un fotomontaggio (cos� sostiene il senatore Mascioni), Arafat, presidente dell但utorit� nazionale palestinese, che inneggia a due terroristi.

Mi � parso che il senatore Mascioni non intenda chiedere alla Presidenza del Senato un intervento di censura sulla libert� della diplomazia israeliana di intrattenere i rapporti che crede con i singoli componenti del Senato, ma piuttosto abbia voluto segnalare l弾pisodio al Presidente affinch� si tengano presenti altri possibili rapporti con il Senato della Repubblica italiana.

Mi riesce difficile riconoscermi nella preoccupazione del senatore Mascioni. Ricordo, infatti, molto bene (la materia non � del tutto estranea al provvedimento di cui ci stiamo occupando) che nell弛ttobre del 2000, all段nizio della seconda Intifada, si scopr� che l置fficio di corrispondenza della RAI (il direttore generale Celli dovette allontanare il corrispondente italiano dai Territori; il cosiddetto giornalista si chiamava Riccardo Cristiano), in occasione della trasmissione di un filmato nel quale veniva mostrato il linciaggio di due soldati israeliani, chiedeva scusa all但utorit� nazionale palestinese e ne dava la colpa ad alcune televisioni private, promettendo lealt� e fedelt� ad un patto che egli aveva osservato per circa tre anni. Di quale patto si trattasse, la RAI non ha pi� ritenuto opportuno informare i cittadini italiani. Sta di fatto che, per paura di ritorsioni, quindici giorni dopo anche le redazioni di Mediaset dovettero abdicare ad ogni possibilit� di informazione.

Ora, senatore Mascioni, non ho difficolt� a trovare anch段o esagerato e soltanto propagandistico quel tipo di messaggio, purch� vi sia altrettanta intransigenza nel giudicare certo "giornalismo" odioso, riconoscendo magari la libert� della signora Guzzanti di definire il Governo Sharon il peggiore dei Governi possibili come espressione della irrinunciabile libert� di satira, ma non come prezzo odioso dell誕ppaltare all但utorit� nazionale palestinese il diritto all段nformazione dei cittadini italiani. (Applausi del senatore Manfredi).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, riprendiamo le votazioni.

Metto ai voti l'emendamento 10.220, presentato dal senatore Montino e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.221.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 10.221, presentato dal senatore Montino e da altri senatori, fino alla parola "che".

Non � approvata.

 

Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.221 e gli emendamenti 10.222, 10.223, 10.224, 10.225, 10.226, 10.227, 10.228, 10.229, 10.231, 10.232, 10.233 e 10.234.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.230.

 

Verifica del numero legale

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non � in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 15,40, � ripresa alle ore 16,02).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

PRESIDENTE . Riprendiamo i nostri lavori, procedendo nuovamente alla votazione dell'emendamento 10.230.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.230, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.235.

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, vorrei segnalare nuovamente che nell置ltima fila viene costantemente espresso un voto in pi�. (Vibrate proteste dai banchi della maggioranza). La senatrice Ioannucci vota in un誕ltra fila.

Oltre a pregarla di verificare questa situazione attraverso i suoi assistenti, le chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Sar� mia cura farlo.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.235, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.236.

 

MURINEDDU (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

MURINEDDU (DS-U). Signor Presidente, le chiedo la cortesia di far abbassare la temperatura del riscaldamento in Aula. E' insopportabile!

 

PRESIDENTE. Ho gi� fatto una richiesta in tal senso; anzi, ormai dovrebbe essere stato spento.

 

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.236, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.237.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto. (Brus�o in Aula).

 

PRESIDENTE. Non c定 bisogno di un muggito ogni volta che si procede ad una votazione a scrutinio segreto.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.237, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.238.

 

DONATI (Verdi-U). Anche su questo emendamento, considerati i contenuti, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.238, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.239.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.239, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.240.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.240, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.241.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.241, presentato dal senatore Montino e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

 

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.242.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.242, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.243.

 

DONATI (Verdi-U). Su questo emendamento, di cui � primo firmatario il senatore Falomi, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.243, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.244.

FALOMI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, dichiaro il nostro voto favorevole sull弾mendamento 10.244, con il quale si chiede di proibire quei messaggi, quegli spot e quelle trasmissioni televisive che possono indurre i bambini ed i minori in genere a ritenere che da parte dei loro genitori vi sia un mancato assolvimento dei loro compiti.

Ci� accade spessissimo, come rilevano numerosi psicologi che seguono lo sviluppo psicologico dei bambini; di frequente, infatti, la pubblicit� dei giocattoli viene interpretata, soprattutto dai bambini appartenenti a famiglie meno abbienti, come una mancanza di amore e attenzione da parte dei genitori nei loro confronti.

In questo senso si chiede che la pubblicit�, le trasmissioni radiotelevisive e gli spot siano tali da non consentire questo equivoco, che magari fa s� che i bambini credano che i loro genitori manchino ai loro doveri. Per questa ragione, raccomando all但ssemblea di votare a favore di questo emendamento, sul quale chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dal senatore Falomi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.244, presentato dal senatore Montino e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.245.

 

DONATI (Verdi-U). Su questo emendamento, di cui � primo firmatario il senatore Zanda, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.245, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.246.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, su questo emendamento, presentato dal Gruppo dei Verdi, chiedo il voto segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.246, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.247.

 

DONATI (Verdi-U). Anche su questo emendamento chiedo il voto segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.247, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.248, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.249.

 

DONATI (Verdi-U). Su questo emendamento, che reca come primo firmatario il senatore Zanda, chiedo il voto segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.249, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.250.

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, una breve dichiarazione di voto sull弾mendamento 10.250 che reintroduce un concetto molto semplice: l誕utorizzazione all置tilizzo dei minori soltanto per pubblicizzare prodotti destinati ai bambini e che siano realizzati con il massimo rispetto della loro persona.

Voglio insistere su questo concetto ragionevole, che � quello da un lato di limitare l段mpiego e l置tilizzo dei minori nei messaggi pubblicitari, ma di far s� dall誕ltro che all段nterno dei prodotti loro destinati (con il rispetto ovviamente delle regole in ordine al fatto che si tratta di minori che non stanno lavorando ma che stanno prestando in modo ludico la loro attivit�) vi sia questa importante eccezione.

ネ noto che all'interno del mondo della produzione degli spot, del mondo dei creativi e dei pubblicitari � in atto una rilevante discussione, il cui merito � in genere piuttosto contrario alla norma introdotta dalla Camera dei deputati. ネ vero che questa norma potr� trasformarsi anche - un po� come tutti gli aspetti che introducono dei vincoli - in una grande opportunit�, che � quella di inventare delle forme di linguaggio nuove dedicate ai messaggi pubblicitari in particolare rivolti ai minori, ma non c定 dubbio che vietare in assoluto l置tilizzo dei minori negli spot e nei messaggi pubblicitari � una forma davvero drastica con la quale la Camera ha voluto s� dare un messaggio, che per� credo sia opportuno che la nostra Assemblea corregga.

In questo senso chiedo il voto segreto sull弾mendamento 10.250, auspicando il voto favorevole dei colleghi e sperando che quello che verr� deciso con questo provvedimento non venga poi successivamente cambiato, attraverso ambigue interpretazioni se non esplicite modifiche, nei prossimi mesi. Sarebbe infatti davvero una beffa per questa Assemblea chiedere a tutti un voto secondo coscienza (ma in realt� vincolato all誕pprovazione definitiva della norma) e poi tra poche settimane o pochi mesi costringere nuovamente a cambiare questa norma che appunto ha bisogno di essere corretta.

Per queste ragioni, mentre chiedo il voto favorevole dei colleghi, chiedo anche il voto segreto e l誕ppoggio necessario a 20 senatori.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.250, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.251.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Su questo emendamento del Gruppo dei Verdi chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.251, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.252.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Anche questo emendamento, Presidente, propone eccezioni molto precise, in riferimento ai valori positivi umani e civili ed al rispetto della dignit� della persona.

Per tale motivo, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.252, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori, fino alle parole "ad esclusione".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.252 e gli emendamenti 10.253, 10.254 e 10.255.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.256.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.256, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 10.257.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, anche su questo emendamento credo sia opportuno procedere ad una votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, per la natura delle questioni che vengono poste all誕ttenzione di noi tutti.

Penso, ad esempio, alla raccolta di fondi per la ricerca sul cancro e per alcune specifiche malattie che colpiscono i bambini. Come abbiamo visto, dopo l誕pprovazione di questa legge, sarebbero vietati anche i messaggi pubblicitari aventi tali finalit�. Sarebbe pertanto il caso di riflettere maggiormente su questo aspetto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 10.257, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alle parole "fatti salvi".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Restano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 10.257 e gli emendamenti 10.258, 10.259 e 10.260.

L弾mendamento 10.261 � inammissibile.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.262.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.262, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.263.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Su questo emendamento del Gruppo dei Verdi, chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.263, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.264.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto anche su questo emendamento.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.264, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.265.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.265, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.266.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.266, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.267.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.267, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.268.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.268, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.269.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.269, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.270.

ZANDA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, l'emendamento 10.270 � di particolare importanza perch� al divieto di impiegare minori di quattordici anni per messaggi pubblicitari e spot aggiunge quello di impiegarli in ogni programma nel quale si rinvenga una qualunque forma di violenza, sia reale sia immaginaria, di volgarit� o di sesso. L'emendamento, quindi, estende il campo del divieto aggiungendo alla programmazione commerciale e pubblicitaria quella di intrattenimento e cronaca.

Chiedo pertanto la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dal senatore Zanda, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.270, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.271.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.271, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.272, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.273.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.273, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.274.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.274, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.275.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.275, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.276.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.276, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Ricordo che gli emendamenti 10.277 e 10.278 sono preclusi dalla reiezione dell'emendamento 10.198, mentre l'emendamento 10.279 risulta precluso dalla reiezione dell'emendamento 10.200.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.280.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.280, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 10.281, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.282.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.282, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti 10.283 e 10.284 sono inammissibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.285.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, anche l弾mendamento 10.285 � particolarmente importante, perch� norma la violazione del divieto di impiego di minori e stabilisce che pu� essere denunciata da qualunque soggetto interessato e particolarmente dalle associazioni dei consumatori e degli utenti. Si tratta di una parte a nostro avviso lacunosa nel provvedimento del ministro Gasparri.

Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

 

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 10.285, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 10.

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, in quest'Aula non � servito a nulla ragionare nel merito. Tutti i nostri emendamenti riferiti all'articolo 10, che servivano a correggere gli effetti pi� dirompenti del divieto di impiego dei minori nei messaggi pubblicitari e negli spot televisivi, non hanno ricevuto obiezioni di merito e non � stato negato che migliorassero il testo. Non ci sono state repliche circostanziate e puntuali; in verit�, non ho sentito alcuna replica n� da parte della maggioranza, n� da parte del Governo.

Le ragioni di azienda, secondo me, hanno fatto premio su tutto, anche sull'intelligenza dei partecipanti a questo dibattito. Cosa significa impiego dei minori? Si tratta della loro utilizzazione come interpreti oppure della loro partecipazione a fini promozionali? Perch� non escludere il fine di lucro? Perch� non agganciare questa normativa alla Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo? Perch� non consentire messaggi con la partecipazione dei giovani, rivolti a promuovere iniziative di volontariato, di soccorso, di aiuti umanitari, di raccolta di fondi per interventi di solidariet� umana, proposti anche dalla Chiesa? E su un altro versante, minore ma non trascurabile, che cosa fare del materiale pubblicitario gi� approntato per le prossime festivit� e destinato in gran parte al macero per impossibilit� di utilizzarlo dopo l'approvazione della legge?

Ho sentito affacciare un'interpretazione secondo la quale l'impiego dei minori si riferirebbe, nella legge in questione, alla realizzazione dei messaggi pubblicitari e non gi� alla loro diffusione. Sarebbe insomma vietata, dalla data di approvazione del nuovo testo, la produzione di messaggi e di spot, non la diffusione di quelli gi� prodotti: una specie di condono dell'uso pubblicitario del minore, in perfetto stile della Casa delle libert�.

Questa legge lede i princ�pi del pluralismo, viola le norme sulla concorrenza relative alle concentrazioni, consente posizioni dominanti nel mercato della pubblicit�, attenta all'autonomia e all'indipendenza dell段nformazione, trasporta nella nuova televisione digitale il caos dell'attuale occupazione abusiva dell'etere.

Difficilmente si sarebbero potuti arrecare maggiori danni, tutti insieme, in un solo provvedimento. Per quanto detto finora, dichiaro il mio voto contrario all'articolo 10 del disegno di legge n. 2175-B. (Applausi dai Gruppi DS-U, Misto-Com e del senatore Tommaso Sodano).

 

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE . Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 10.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

PRESIDENTE . Ricordo che gli articoli da 11 a 23 del testo approvato dal Senato non sono stati modificati dalla Camera dei deputati.

Passiamo all'esame dell'articolo 24, sul quale sono stati presentati emendamenti da intendersi illustrati.

Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

INNOCENZI , sottosegretario di Stato per le comunicazioni . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all誕rticolo 24.

PRESIDENTE . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.100.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.100, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori, fino alla parola "applicazione".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 24.100, nonch� gli emendamenti successivi fino al 24.120.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.121.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.121, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori, fino alle parole "di transizione".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.121 e gli emendamenti 24.122, 24.123, 24.124 e 24.125.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.126.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.126, presentato dal senatore Montino e da altri senatori, fino alla parola "digitale".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.126 e gli emendamenti 24.127, 24.128 e 24.129.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.130.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.130, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori, fino alle parole "e analogici".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.130 e l弾mendamento 24.131.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.132.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.132, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori, fino alle parole "e analogici".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.132 e l弾mendamento 24.133.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.134.

 

 

Verifica del numero legale

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 24.134, presentato dal senatore Montino e da altri senatori, fino alle parole "tecnica digitale".

Non � approvata.

 

Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.134 e l弾mendamento 24.135.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.136.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.136, presentato dal senatore Montalbano e da altri senatori, fino alle parole "tecnica digitale".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.136 e l弾mendamento 24.137.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.138.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.138, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.139.

ZANDA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, prendo la parola per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento. Lo far� esponendo anche delle ragioni generali di contrariet� all'articolo 10, dato che la sua velocit� di conduzione dei lavori, signor Presidente, della quale io mi congratulo, mi ha purtroppo reso impossibile parlare in sede di dichiarazione di voto sull'articolo 10.

Mi richiamo innanzitutto all'intervento di stamattina del senatore Grillo che, riprendendo argomenti che aveva gi� esposto in Commissione, ha dichiarato che il disegno di legge Gasparri mette le basi a tutte le potenzialit� di crescita e di sviluppo di un sistema industriale di fondamentale importanza.

Io penso che il senatore Grillo abbia esagerato. Quello che possiamo attenderci dal disegno di legge Gasparri � molto diverso, perch� esso non produrr� nessuna crescita e nessuno sviluppo del nostro sistema radiotelevisivo; completer� la sterilizzazione della RAI, che � gi� iniziata due anni fa, e determiner� consistenti vantaggi per Mediaset in termini di utile netto, di audience, di mercato pubblicitario, di acquisizione di nuove aziende, anche della carta stampata.

L'approvazione dei due emendamenti che hanno riportato qui in Senato il provvedimento non sarebbe stata possibile se molti deputati della maggioranza non avessero votato assieme all'opposizione. La maggioranza, purtroppo, non pu� dissentire in modo esplicito, non � libera di esprimersi apertamente. Sa di poter dissentire su temi come l'economia, gli immigrati, addirittura la riforma dello Stato e persino sull'interpretazione della nostra storia nazionale, ma sa di non poterlo fare su temi che riguardano gli interessi personali o patrimoniali del Presidente del Consiglio. E sa anche, la maggioranza, che tra gli interessi del Presidente del Consiglio la televisione � al primo posto.

Debbo dire che non � stato un grande spettacolo politico quello che � stato offerto alla Camera e al Senato durante la discussione del disegno di legge Gasparri. Siamo arrivati alla quarta lettura del provvedimento e l'opposizione non ha mai avuto la possibilit� di contribuire costruttivamente alla sua formulazione. Un'opposizione alla quale viene negato il diritto di intervenire nella formazione di leggi fondamentali come questa, pu� dare una sola risposta, pu� soltanto dire alla maggioranza: vi batteremo alle prossime elezione e cambieremo le vostre leggi! (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U. Commenti dai Gruppi FI e AN).

Debbo dirvi che questa prospettiva non mi piace. Non mi piace perch� in un Paese moderno e democratico serve una legislazione stabile, che dia garanzia di continuit� giuridica ai cittadini, alle istituzioni e al sistema economico. Ma la maggioranza di centro-destra che oggi governa pensa che costituisca un proprio diritto sottoporre il Paese allo shock di leggi che cambiano ogni cinque anni col cambiare della maggioranza. Questo, a casa mia, non si chiama governare, si chiama comandare. (Commenti dai Gruppi FI, UDC e AN). E comandare appartiene alla logica dei consigli di amministrazione o dei regimi illiberali, non appartiene alle regole di una democrazia parlamentare.

 

PRESIDENTE. Colleghi, la volete finire?

 

ZANDA (Mar-DL-U). Il Presidente del Senato ha spesso invitato al dialogo le forze di maggioranza e di opposizione, e ha chiesto loro, fatti salvi i rispettivi ruoli, di non avere a priori n� preconcetti n� chiusure. Ma come pu� l'opposizione dialogare con una maggioranza che ha una concezione cos� chiusa del lavoro parlamentare, che non tollera osservazioni, che non sopporta opinioni diverse, che impone, come ha fatto anche qui stamattina, leggi viziate da evidente incostituzionalit�?

Vi ricordo che nel corso di due campagne elettorali il presidente Berlusconi non ha riconosciuto l誕vversario politico, non ha voluto mai incontrarlo pubblicamente. Adesso, adducendo ragioni campate in aria, Berlusconi continua a rifiutare il confronto pubblico, preferendo monologhi televisivi preregistrati e senza contraddittorio. Al presidente Pera vorrei dire che l段ncomunicabilit� con l弛pposizione, di cui egli giustamente stigmatizza l弾sistenza, costituisce la naturale conseguenza del comportamento del leader della maggioranza.

Non dispongo di molto tempo e ci� mi costringe ad essere sintetico sulle ragioni che mi inducono a respingere la legge Gasparri e, in particolare, gli articoli al nostro esame. Trascuro, dunque, di ricordare ancora una volta le cause di incostituzionalit� su cui, dopo i giudizi negativi dell但ntitrust e dell但utorit� per le comunicazioni, dovr� esprimersi il Presidente della Repubblica.

Non so se il presidente Ciampi firmer� la legge Gasparri, ma so per certo che il contenuto del messaggio del Presidente alle Camere esprime una concezione del pluralismo e dell段ndipendenza dell段nformazione diametralmente opposta a quella dell弛norevole Gasparri, ministro delle comunicazioni. Trascuro anche di approfondire l誕ssurda e insensata invenzione del SIC che di fatto abolisce ogni limite anticoncentrazione. Inoltre, trascuro anche l段nfondata fiducia del Ministro sul rapido sviluppo del digitale terrestre, che serve soltanto ad eludere le disposizioni della Corte costituzionale sul trasferimento sul satellite di Rete 4.

Dir�, invece, due parole sulla RAI e sugli effetti che questa legge avr� sulla RAI, effetti di cui abbiamo gi� avuto i prodromi negli ultimi due anni di gestione dell誕zienda, da Baldassarre a Cattaneo. Francamente, non riesco a capire cosa ci sia di buono nel modello Baldassarre o in quello proposto da Cattaneo.

 

MALAN (FI). C弾ra anche Zaccaria.

 

ZANDA (Mar-DL-U). Baldassarre viene ricordato solo per le sue improvvide, estemporanee dichiarazioni pubbliche e per la sua ridicola ed esilarante, permettetemi di ricordarlo, invenzione della smart. Cattaneo invece ha imparato la lezione, tanto � vero che esterna molto poco, anche se comunque ha una posizione singolare. Il suo potere dovrebbe essere controbilanciato, per statuto della RAI, da un Consiglio di amministrazione indipendente ed autorevole, ma ben quattro consiglieri su cinque sembrano essere l� nel Consiglio soltanto per avallare le decisioni del direttore generale.

Oggi, voglio ricordarlo al Senato, il contropotere nella RAI � pi� nascosto e molto pi� insidioso. Cos� il direttore generale della RAI deve fare i conti quotidianamente con vere e proprie satrapie interne, autonome e protette politicamente. (Commenti dai banchi del centro-destra). Mi riferisco a quella del capo del personale Comanducci, a quella del capo degli affari legali Esposito e anche dell弾x direttore generale, oggi a capo della fiction, Sacc�. Tre satrapie che rimangono in attesa di prendere il posto del direttore generale.

Chiunque conosca abbastanza la RAI sa quanto male abbiano fatto alla RAI le divisioni interne e quanto male le faccia la confusione di poteri. Il declino della RAI, onorevoli colleghi, ha tre cause conosciute.

 

MALAN (FI). Zaccaria!

 

ZANDA (Mar-DL-U). La prima � la dipendenza dalla politica. (Commenti dai banchi del centro-destra). La seconda � una gestione tipo parastato.

 

PRESIDENTE. Prego i colleghi di fare silenzio. Ciascuno potr� parlare quando arriver� il suo momento.

 

ZANDA (Mar-DL-U). La terza � il conflitto di interessi che ha fatto di Berlusconi il monopolista della televisione free italiana. (Applausi dai banchi del centro-sinistra. Commenti dai banchi del centro-destra).

Ora, cosa propone il ministro Gasparri per bloccare questa deriva suicida della RAI? Propone un disegno di legge che, aggravando i problemi e le difficolt�, ne render� definitiva la crisi. Intanto, il Ministro ha rifiutato di affrontare la questione del conflitto di interessi. Poi, ha accentuato la politicizzazione della RAI, portando da cinque a nove i consiglieri e affidandone l弾lezione al Parlamento. Poi, prevedendo una privatizzazione finta, il Ministro ha confermato che la RAI va bene cos� com定, a rimorchio del modello commerciale imposto da Mediaset.

(Commenti e proteste dai banchi della maggioranza).

Mi sono chiesto spesso come mai una maggioranza che si definisce liberista abbia partorito un modello cos� contrario alle ipotesi di liberalizzazione. La risposta � molto semplice.

 

PRESIDENTE. La prego di concludere, senatore Zanda. (La senatrice Pagano segnala la presenza del ministro Gasparri tra i banchi della maggioranza).

 

PAGANO (DS-U). Signor Presidente, il ministro Gasparri non pu� stare tra quei banchi, deve tornare a sedere nei banchi del Governo! (Commenti della maggioranza e vivaci proteste dai banchi dell弛pposizione).

 

PRESIDENTE. Ministro Gasparri, la prego di sedere al suo posto!

Colleghi, ci stiamo avviando alla conclusione dei nostri lavori; attivare quindi delle gazzarre del genere mi sembra poco produttivo per tutti.

Senatore Zanda, le comunico che lei ha terminato il tempo a sua disposizione.

 

ZANDA (Mar-DL-U). Onorevoli colleghi, sentite che cosa � scritto in un documento Mediaset dell誕nno scorso. In esso si legge che il pericolo RAI si � drasticamente ridimensionato� (Il microfono si disattiva automaticamente). (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-RC, Misto-AP-Udeur, Misto-Com, Misto-SDI e dei senatori Zavoli, Amato e Occhetto. Molte congratulazioni. Proteste dai banchi della maggioranza).

PRESIDENTE . Senatore Zanda, lei ha terminato il tempo a sua disposizione gi� da due minuti. Non avrei voluto toglierle la parola, ma, avendole gi� concesso del tempo aggiuntivo, a questo punto dobbiamo procedere alla votazione.

Metto ai voti l'emendamento 24.139, presentato dal senatore Montalbano e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 24.140.

Il collega Zanda ha suscitato un entusiasmo particolare e vedo che la senatrice De Petris non riesce ad intervenire.

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, considero positivamente il fatto che ogni tanto in quest但ula si possa intervenire ed ascoltare nell誕mbito di un dibattito, invece che essere soltanto chiamati a partecipare ad un "votificio".

Chiediamo comunque la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico sull弾mendamento in esame.

PRESIDENTE . Ricordo ai colleghi che i tempi che erano stati assegnati ai Gruppi erano comprensivi anche delle dichiarazioni di voto. Pertanto, una certa elasticit� verr� utilizzata nei confronti di chi non ha abusato di tali tempi.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.140, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori, fino alle parole "fino al".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.140 e l弾mendamento 24.141.

Metto ai voti l'emendamento 24.142, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.143.

FALOMI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, intervengo per motivare il nostro voto favorevole su questo emendamento, che � un誕ltra prova del tentativo, da parte nostra, di evitare che settori del sistema radiotelevisivo vengano danneggiati da una normativa che vogliamo invece correggere.

In questo caso si tratta dell誕vvio della radiofonia digitale. Al riguardo vorremmo introdurre una deroga all誕rticolo 5 per l誕vvio della radiofonia digitale; sappiamo che senza tale deroga varranno le disposizioni dell誕rticolo 5, cio� la figura dell弛peratore di rete, del fornitore di servizi e del fornitore di contenuti rimarranno distinte. Pertanto mentre si concede�(Brus�o in Aula) Signor Presidente, per continuare il mio intervento attender� che il signor Ministro abbia finito di parlare, non so se stia dibattendo di questi argomenti� .

 

PASSIGLI (DS-U). No, questi non lo riguardano, sono stati gi� dibattuti altrove.

 

FALOMI (DS-U). Ripeto, vogliamo evitare di danneggiare l誕vvio della radiofonia digitale. Infatti, non concedere questa deroga significa non rendere possibile ci� che viene stabilito per le televisioni, e cio� che esistano figure che siano contemporaneamente titolari della fornitura di rete e della fornitura di contenuti.

Ripeto, si chiede una deroga alla normativa prevista, ma non viene concessa non perch� non vi sia l誕ccordo del Governo - nella precedente lettura del provvedimento infatti la deroga era stata concessa - ma perch� si deve assolutamente portare a casa l誕pprovazione della norma.

ネ un altro esempio di come si danneggiano interessi concreti; si danneggia il sistema radiotelevisivo pur di portare a casa un provvedimento che riguarda interessi fondamentali che, invece, non si possono toccare.

Queste sono le ragioni per le quali chiediamo al Senato un voto favorevole su questo emendamento e anche di votare con il sistema elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Falomi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.143, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.144.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Anche su questo emendamento, in parte gi� illustrato dal senatore Falomi, chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice De Petris, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.144, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell弾mendamento 24.145.

ZANDA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, voto a favore di questo emendamento e approfitto per leggere al Senato il brano del documento Mediaset dell誕nno scorso con il quale si sosteneva che "il pericolo della RAI per Mediaset � drasticamente ridimensionato e potrebbe riproporsi solo a seguito di una sua eventuale privatizzazione, ipotesi per ora decisamente remota".

Avete capito bene, la privatizzazione della RAI � il pericolo che Mediaset teme, ma per sua fortuna finch� Berlusconi governer� e la sua maggioranza continuer� ad obbedirgli il pericolo � scongiurato, avremo tutt誕l pi� un disegno di legge Gasparri che privatizza l�1 per cento dell誕zienda.

Perpetuando il monopolio, la legge Gasparri non danneggia soltanto la RAI, voglio avvisare il Senato, ma danneggia anche Mediaset che vive di rendita sulle sue posizioni monopolistiche e non si rinnova e, come vedete, comincia a perdere perch� non pi� protetta dal monopolio. La mancanza di concorrenza, il mercato protetto e la spartizione concordata della pubblicit� stanno producendo un弛mologazione vistosa verso il basso di tutta la televisione italiana, pubblica e privata.

Guardate, non � con programmi come "L段sola dei famosi", le "velone", o con Tony Renis che noi riusciremo a battere la concorrenza europea e faccio anche una previsione facile: presto, onorevoli senatori, il disegno di legge Gasparri far� felice e ricca una sola persona, Rupert Murdoch, l置nica persona che in tempi medi sar� felice di questo disegno di legge.

Ho detto disegno di legge Gasparri, ma mi sono sbagliato: questo non � il disegno di legge Gasparri, � la legge che stamattina lo stesso Giuliano Ferrara sul "Foglio" ha chiamato la legge di Berlusconi, da lui definito "plutocrate in conflitto di interessi". Stamattina Giuliano Ferrara ha definito Berlusconi "plutocrate in conflitto di interessi". Berlusconi non ha sottoscritto il disegno di legge ma lo ha fortemente voluto. Lo ha fatto scrivere, lo ha imposto alla sua maggioranza e sar� lui a trarne tutti i benefici personali e politici. Questa non � la legge Gasparri, questa � la legge Berlusconi. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-AP-Udeur e Misto-Com).

 

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 24.145, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori, fino alle parole "massimo di".

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.145 e gli emendamenti 24.146, 24.147, 24.148, 24.149, 24.150 e 24.151.

Passiamo alla votazione della prima parte dell弾mendamento 24.152.

 

 

Verifica del numero legale

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato � in numero legale.

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 24.152, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, fino alle parole "della presente legge".

Non � approvata.

 

Restano pertanto preclusi la restante parte dell弾mendamento 24.152 e gli emendamenti 24.153, 24.154, 24.155, 24.156, 24.157, 24.158, 24.159 e 24.160.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.161.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.161, presentato dal senatore Fabris e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti da 24.162 a 24.182 sono inammissibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.183.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.183, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti da 24.184 a 24.191 sono inammissibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.192.

 

DONATI (Verdi-U). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione a scrutinio segreto

 

PRESIDENTE. Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.192, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti da 24.193 a 24.222 sono inammissibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 24.223.

FALOMI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, ribadisco che questo disegno di legge in realt� non nasce negli studi del ministro Gasparri, n� al Ministero, n� nelle Commissioni competenti. Questo disegno di legge nasce altrove, perch� l段nvenzione del SIC non � dell誕ttuale Ministro, l弛norevole Gasparri, ma risale molto indietro nel tempo.

Leggo ora una frase: "Per misurare il vero grado di concentrazione del gruppo Fininvest non ci si pu� limitare a considerare il mercato della pubblicit� televisiva. Occorre assumere a parametro l段ntero mercato della comunicazione commerciale". Questo � esattamente il disegno del SIC, sistema integrato delle comunicazioni. La frase � tratta da una memoria firmata da Cesare Previti e da Aldo Bonomi, consegnata nel 1988 alla Corte costituzionale che stava valutando la congruit� della legislazione rispetto ai principi del pluralismo.

Questa frase � la prova pi� evidente che il disegno di legge � stato scritto sotto dettatura degli studi legali del gruppo Mediaset. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-AP-Udeur e Misto-Com).

Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell弾mendamento 24.223.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Falomi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 24.223, presentato dal senatore Falomi e da altri senatori.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

 

Gli emendamenti da 24.224 a 24.240 sono inammissibili.

Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull弛rdine del giorno G24.100 (testo 3). (Il senatore Passigli fa cenno di volere intervenire).

 

INNOCENZI, sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, il parere � contrario.

PASSIGLI (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

PASSIGLI (DS-U). Signor Presidente, avrei voluto illustrare l弛rdine del giorno prima di ascoltare il parere del rappresentante del Governo.

 

PRESIDENTE. Senatore Passigli, non le ho dato la parola perch� il tempo a sua disposizione � terminato.

 

PASSIGLI (DS-U). Allora chiedo a qualche Gruppo di opposizione o di maggioranza di cedermi qualche minuto per poter illustrare l弛rdine del giorno.

 

PRESIDENTE. Credo che i suoi colleghi siano disponibili.

 

PASSIGLI (DS-U). Signor Presidente, il disegno di legge al nostro esame modificher� profondamente - come tutti sanno - le risorse a disposizione del sistema di informazione, riducendo drasticamente gli spazi del pluralismo e favorendo in misura palese, direi quasi scandalosa, Fininvest. Non a caso, la discussione del provvedimento � stata anticipata rispetto all弾same del disegno di legge Frattini sul conflitto d段nteressi che, malgrado sia edulcorato e scarsamente efficace, avrebbe potuto comunque destare qualche problema al provvedimento che stiamo esaminando.

Il disegno di legge n. 2175-B stabilisce nuovi limiti alla raccolta di pubblicit� riferendoli ad una grandezza, il SIC, la cui dimensione � in realt� indefinita. Non so quanta familiarit� il Ministro abbia con le grandezze matematiche, ma sono certo che sa che il 20 per cento di zero � zero, che il 20 per cento di infinito � infinito e che il 20 per cento di qualcosa di indefinito � indefinito.

L弛rdine del giorno G24.100 (testo 3) impegna il Governo a mantenere gli attuali limiti (si tratta sostanzialmente di una moratoria) sino a quando l但utorit� garante della concorrenza e del mercato non avr� quantificato questo oggetto misterioso rappresentato dal sistema integrato delle comunicazioni.

Esso, inoltre, impegna il Governo, in sede di definitivo calcolo, dopo che la quantit� del sistema integrato delle comunicazioni sar� stata determinata, a considerare solo quella parte del fatturato delle imprese di cui al sistema suddetto che abbia attinenza con il sistema radiotelevisivo e dell段nformazione. Molte di queste imprese presentano nei loro bilanci proventi finanziari o immobiliari. Vogliamo considerare anche le partecipazioni industriali di un段mpresa o i redditi immobiliari o finanziari come parte del SIC?

ネ un置ltima prova di buona volont� e di correttezza che offriamo a questo Senato; spero che vorr� salvare la faccia almeno a livello di moratoria e non votare dei limiti riferiti a una grandezza indefinita. Perderebbe ulteriormente la faccia la maggioranza che votasse in questo modo.

Per questo motivo, insisto per la votazione dell弛rdine del giorno G24.100 (testo 3).

PRESIDENTE . Metto ai voti l弛rdine del giorno G24.100 (testo 3), presentato dal senatore Passigli.

Non � approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'articolo 24.

*D'ANDREA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

D'ANDREA (Mar-DL-U). Signor Presidente, il Senato si accinge ad approvare nuovamente questo articolo che disciplina la fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale; noi esprimeremo il nostro convinto voto contrario non solo per quanto l誕rticolo prescrive, ma anche per il significato del contesto normativo nel quale esso � inserito.

L誕rticolo 24, infatti, fa parte del Capo V, che contiene le disposizioni transitorie e finali che gi� in altra occasione io ebbi a definire la "ciliegina sulla torta" della "legge Gasparri".

Quello che conta infatti � che si fotografa l弾sistente e si stacca una polizza assicurativa sulla vita futura del sistema vigente.

ネ difficile non assecondare il pensiero che sia proprio questo l'obiettivo in funzione del quale si sia organizzato l'intero impianto normativo della legge Gasparri. Il presidente Grillo aprendo i lavori della Commissione e questa mattina chiudendo di fatto la discussione generale ha sottolineato con inedita esultanza tutti i risultati positivi che la legge in questione a suo dire consegue, ma ha dimenticato di dire che essa determina il trasferimento totale delle attuali rigidit� dal sistema analogico al sistema digitale e preclude al Paese la possibilit� di utilizzare il sistema digitale come un'occasione per aprirsi al futuro, per organizzare un sistema informativo rispettoso del pluralismo, rispettoso di una reale competitivit�; di un sistema informativo nel quale le regole della democrazia, vecchia o giovane che sia, siano attentamente fissate, anche per evitare degenerazioni e posizioni dominanti dai perversi effetti sulla formazione del consenso.

Il senatore Grillo ha detto che ci abbiamo messo quattro mesi: in realt� questo sarebbe stato un tempo largamente sufficiente, se si fosse voluto, per ottenere una legge equilibrata. Ma non si � voluto farlo quattro mesi fa e non lo si � voluto fare ora in sede di riesame, n� nel passaggio preliminare alla Camera.

L'approvazione di due emendamenti che turbavano il sonno e i programmi dell'azienda di famiglia non ha indotto Governo e maggioranza a modificare in questa sede, come sarebbe stato possibile, il provvedimento, anche per evitare di ripetere gli errori del passato.

Noi ci siamo opposti e ci opponiamo a questa legge, signor Presidente, non sulla base di pregiudizi ideologici, n� solo con l'idea, che lei stesso ha voluto rimproverarci nei giorni passati, di impedire, ostacolare, ritardare, ma perch� siamo convinti che con questa riforma l'assetto del sistema radiotelevisivo italiano, anzich� liberarsi dalla camicia di forza rappresentata da un anomalo duopolio protetto oltre ogni limite di tollerabilit� e di decenza, risulter� ancora pi� irrigidito e che essa non potr� rappresentare invece un'occasione per far andare avanti il Paese.

Questo � il risultato che si consegue tutte le volte che anzich� sforzarsi di mettere a punto una norma astratta e generale, come � negli auspici della migliore dottrina, si sceglie invece di confezionare abiti su misura, adottando la soluzione che conviene di pi�; non quella pi� giusta, equa, utile ed efficace, ma quella che conviene di pi�.

"Il Sole 24 Ore" di oggi nella rubrica "Affari e finanza", ricordando gli effetti che la legge Gasparri sta avendo gi� ora sulle quotazioni in Borsa, scrive esattamente questo: "Il titolo", (di Mediaset) "segnalano dalle sale operative, � stato acquistato in attesa che oggi sia approvato dal Parlamento il disegno di legge Gasparri sul riassetto televisivo. In particolare alcuni operatori spiegano che la possibilit� che Rete 4 continui a trasmettere in chiaro anzich� doversi spostare sul satellite dal 1ー gennaio 2004 fornisce nuovi spunti di trading sulla societ� guidata da Giuliano Adreani". Altri, come la Deutsche Bank, particolarmente autorevoli, sostengono che "in caso di approvazione della legge, Publitalia sar� in grado di organizzare campagne pubblicitarie per clienti terzi con una commessa minima del 15 per cento e costi aggiuntivi limitati", che inoltre "Mediaset avr� la possibilit� di acquistare azioni radio e di entrare nel settore delle pay-tv" e che "Mediaset resta il titolo preferito tra quelli del settore televisivo in Europa".

E questa non sarebbe una legge su misura e sarebbe invece una legge di sistema! Basterebbero queste poche notazioni degli osservatori di borsa per sciogliere ogni dubbio.

A noi preme dire solo una cosa, e concludo, signor Presidente: abbiamo l'impressione che ci sia stata scarsa attenzione agli effetti che, dal punto di vista del pluralismo, una norma di questo tipo pu� determinare.

Anche cos� si dequalifica una democrazia, per svuotamento o per soffocamento graduale della sua vitalit�. Una specie di ossido di carbonio ha pervaso il nostro sistema politico e istituzionale e c'� il rischio di accorgersene e di correre ai ripari quando ormai avr� gi� prodotto i suoi effetti letali. Noi ci auguriamo che ci� non avvenga. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-Com e del senatore De Paoli).

DATO (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo.

 

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola per trenta secondi.

 

DATO (Mar-DL-U). Signor Ministro, avrei dovuto avere due minuti di tempo e invece ho trenta secondi, ma di che cosa avremmo potuto parlare visto che con ogni evidenza a lei l'argomento in oggetto non interessa molto?

Signor Ministro, ci dica qualcosa di destra, svolgiamo un ragionamento a partire da visioni diverse della societ�, facciamo un ragionamento su che cosa � la televisione, che cosa � un servizio pubblico, che cos'� questa fondamentale agenzia culturale che educa i nostri figli e informa su tutto i cittadini (Vivaci commenti dal Gruppo AN). Di questo non abbiamo parlato ancora.

Voi state portando un bottino sulla soglia del padrone, Ministro, e un cambiamento lo avete fatto davvero: se l'Italia era un Paese dove "fatta la legge, trovato l'inganno" oggi possiamo dire che voi, fatto l'inganno, avete trovato una legge. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

DE PETRIS (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PETRIS (Verdi-U). Signor Presidente, purtroppo il ministro Gasparri non ha bisogno di inviti a dire qualcosa di destra, perch� ne dice gi� molte di cose di destra. (Applausi dai Gruppi DS-U e Verdi-U).

Il nostro voto � fortemente contrario all'articolo 24 che si colloca opportunamente nel regime transitorio: � questo uno dei trucchi, adoperati per raggiungere un unico fine, sul quale abbiamo maggiormente richiamato l'attenzione. In realt�, la fase transitoria comporta nei fatti il passaggio da un sistema di duopolio ad un vero e proprio monopolio, basti leggere ci� che scrive oggi il quotidiano "Il Sole 24 Ore".

Questa mattina, poi, nell'ambito di un programma radiofonico, alla richiesta di un consiglio da parte di un cittadino che possiede azioni Mediaset, un consulente borsistico ha fornito una risposta tranquillizzante in ordine a lauti guadagni: l'approvazione odierna della legge Gasparri comporter� immediatamente un guadagno per la societ� Mediaset superiore ad 1,5 miliardi di euro.

I cittadini hanno ben compreso che l'obiettivo primario di questa legge non era, senatore Grillo, il riassetto del sistema radiotelevisivo sui capisaldi del pluralismo e dell'innovazione. Quanto al pluralismo, avete trovato l'escamotage per evadere totalmente il limite antitrust, trasponendo in una legge ci� che altri hanno pensato, cio� il SIC, il sistema integrato delle telecomunicazioni. Tramite il passaggio al digitale avete trovato il modo per aggirare l'applicazione di una sentenza della Corte costituzionale. Sarebbe questo il pluralismo? ネ questo il rispetto per il messaggio del Presidente della Repubblica?

Vi illudete del fatto che i cittadini non abbiano compreso; i cittadini hanno capito bene che in questo Paese si stanno seriamente mettendo in pericolo non solo la libert� d'informazione e il principio della libera concorrenza, ma anche i princ�pi della democrazia e della libert� di espressione. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U, Mar-DL-U e del senatore Betta).

DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo il voto segreto su questo articolo.

PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE . Ind�co, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 24.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2175-B

PRESIDENTE . Ricordo che gli articoli da 25 a 29 del testo approvato dal Senato non sono stati modificati dalla Camera dei deputati.

Passiamo dunque alla votazione finale.

Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per consentire alla RAI di effettuare il collegamento televisivo. Vi saranno comunicati i tempi che la Presidenza magnanimamente assegner� a ciascun Gruppo dal momento che quelli stabiliti inizialmente sono esauriti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 17,25, � ripresa alle ore 17,37).

 

Colleghi, i tempi che sono stati assegnati ai vari Gruppi, considerate le esigenze televisive, dovranno essere assolutamente rispettati.

DE PAOLI (Misto-LAL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

DE PAOLI (Misto-LAL). Signor Presidente, questa legge anzich� adeguare il rapporto tra informazione e potere, difende gli interessi di quei soggetti che sono dotati di un maggiore potere economico e del Presidente del Consiglio che di quel potere economico � a capo.

Sono stati ignorati l誕ppello del Presidente della Repubblica, l誕pporto dell弛pposizione, le sentenze della Corte costituzionale, le direttive dell旦nione Europea e le risoluzioni del Consiglio d脱uropa in materia di libert� di pensiero e di pluralismo dell段nformazione pur di ratificare il privilegio garantito ad una rete di Mediaset.

Si creano nuove opportunit� di concentrazione monopolistica, si conserva una situazione che non ha eguali nelle democrazie occidentali. Con questo provvedimento l段nteresse privato prevale su quello pubblico, si permette al Presidente del Consiglio di mantenere una rete televisiva che avrebbe dovuto trasferire sul satellite, di espandersi nel mercato televisivo e della pubblicit�, nonch� di invadere il settore dell弾ditoria.

Questa legge � in aperto contrasto con gli articoli 21 e 41 della Costituzione, che garantiscono il principio del pluralismo informativo e il principio della tutela della concorrenza, come � testimoniato dalla assoluta mancanza di considerazione dimostrata nei confronti di coloro che, pur avendo vinto una gara dello Stato italiano ed avendo ricevuto la relativa concessione per una rete televisiva nazionale, sono praticamente impossibilitati ad operare perch� non hanno ancora ricevuto le frequenze, quelle stesse frequenze utilizzate da un誕ltra societ�, per l誕ppunto Rete 4, che la gara l檀a persa.

ネ per queste ragioni che la Lega Autonomia Lombarda esprime voto contrario. (Applausi dei senatori Bedin e Frau).

CARRARA (Misto-MTL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

CARRARA (Misto-MTL). Il disegno di legge in discussione introduce una riforma complessiva ed organica la cui importanza non si pu� disconoscere.

Non pi� norme di dettaglio, ma norme di sistema nel rispetto di una logica che ha l誕mbizione di affrontare l段ntero comparto della comunicazione radiotelevisiva in modo organico e funzionale. Cos� la realt� delle televisioni nazionali, locali, delle radio e, nelle diverse relazioni con il mondo radiotelevisivo, della carta stampata, di Internet e delle telecomunicazioni, vengono normate secondo una visione integrata e moderna, tutta rivolta al futuro.

Vorrei sottolineare che questo disegno di legge reca un誕utentica tutela dei minori attraverso, fra l誕ltro: la legificazione del codice di autoregolamentazione; il divieto di trasmissioni pubblicitarie nei cartoni animati; il divieto di trasmissioni che, in relazione all弛rario, possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico e morale dei minori.

ネ stata inserita, inoltre, la realizzazione di campagne scolastiche per un uso corretto e consapevole del mezzo televisivo. Ed � molto importante l誕pertura alle diverse opinioni e tendenze culturali, nonch� la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico e ambientale, inserita fra i princ�pi fondamentali del sistema radiotelevisivo.

E� stata poi elencata, fra i compiti del concessionario pubblico, la produzione di opere finalizzate all段struzione, alla crescita civile e al progresso sociale, nonch� alla promozione della lingua e della cultura italiana.

Non dobbiamo dimenticare la disposizione relativa alla valorizzazione e alla promozione delle culture regionali e locali da parte delle piccole emittenti nel quadro dell置nit� politica, culturale e linguistica del Paese.

Accenno anche alla previsione della nascita di una societ� per la produzione, distribuzione e trasmissione di programmi radiotelevisivi all弾stero, finalizzati alla conoscenza e alla valorizzazione della lingua e della cultura italiana e delle qualit� delle imprese italiane.

Un置ltima considerazione e concludo, signor Presidente. Questo disegno di legge impone al servizio pubblico di conservare gli archivi storici, radiofonici e televisivi e di garantirne l誕ccesso al pubblico. Tutto ci� per sottolineare la funzione culturale che il sistema radiotelevisivo ha svolto negli ultimi cinquant誕nni e che attraverso questa legge deve continuare a svolgere.

Concludo, signor Presidente, annunciando il mio voto favorevole al disegno di legge n. 2175-B. (Applausi dai Gruppi FI e LP. Congratulazioni).

PAGLIARULO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

PAGLIARULO (Misto-Com). Signor Presidente, noi Comunisti Italiani voteremo contro, perch� il Presidente del Consiglio ha risolto il problema del conflitto di interessi, non con la legge sul conflitto di interessi promessa entro le vacanze - pensate - nel giugno del 2001 da Silvio Berlusconi (una delle tante promesse non mantenute), ma con la legge Gasparri. Con questa legge, che � una clamorosa rottura costituzionale, vincono direttamente gli interessi di Berlusconi, che vede prevalere il suo controllo pressoch� totale in ogni campo della comunicazione.

Certo, pagate dei costi. Una quantit� universale di critiche, proteste e indignazioni, caro ministro Gasparri, altro che legge importante che ha determinato apprezzamenti e critiche! La verit� � che il Governo � sempre pi� asserragliato nel Palazzo, sempre pi� diviso al suo interno, sempre pi� isolato nel Paese. Perch�, vedete, non vi criticano solo i cos� detti girotondi, che oggi disprezzate dimenticando tante legittime manifestazioni contro il Governo di centro-sinistra che promuovevate voi quando stavate all弛pposizione. Sono le donne e gli uomini, le organizzazioni e le associazioni di ogni genere e in ogni campo che riguarda il mondo della comunicazione che vi criticano. ネ l棚talia che vi biasima. Voi potete porre veti e censure, come avete fatto per tanta gente, da Enzo Biagi a Sabina Guzzanti, ma cos� create paura e timore, non certo consenso.

La vostra sar� una vittoria di Pirro. L棚talia conta sul vaglio del Presidente della Repubblica, della Corte costituzionale, dell旦nione Europea. Poi c定 il vaglio degli italiani. E gli italiani hanno capito che state portando il Paese al disastro. Informazione, giustizia, economia, lavoro: state trasformando un Paese ricco e democratico in un Paese povero e illiberale.

La legge sar� approvata perch� avete la maggioranza in Senato, ma non illudetevi. Non avete pi� la maggioranza nel Paese. L棚talia, quella che lavora, quella che per colpa vostra spesso non arriva alla fine del mese, che vuole cambiare in meglio e in pace, anche quella che si fidava di Berlusconi perch� aveva illusoriamente promesso libert� e ricchezza per tutti, si � semplicemente stufata di voi. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC, Verdi-U, DS-U, Mar-DL-U e del senatore De Paoli).

SODANO Tommaso (Misto-RC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

SODANO Tommaso (Misto-RC). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, il testo di legge che vi apprestate a votare contiene una palese violazione dei princ�pi costituzionali di libert� e di democrazia. Ancora una volta praticate una violazione dell弛rdinamento democratico pur di difendere gli interessi privati di Silvio Berlusconi.

Tutta la produzione legislativa � fortemente condizionata da un conflitto di interessi irrisolto e dai connotati sempre pi� preoccupanti. Eppure, nel contratto con gli italiani il Presidente del Consiglio aveva assicurato che la legge sul conflitto di interessi sarebbe stata fatta entro i primi cento giorni di Governo. Ad oggi non ve ne � traccia; anzi, le leggi finora approvate hanno accentuato i problemi di concentrazione e favorito i bilanci personali e aziendali del Capo del Governo.

ネ noto che il Presidente del Consiglio non solo � titolare di tre reti televisive, ma � anche editore di quotidiani, � a capo di un grande gruppo editoriale come Mondadori, possiede una societ� di distribuzione di film e ha il controllo di due concessionarie di pubblicit�.

Che il suo interesse privato condizioni le scelte del Governo e della maggioranza � dunque pi� di un sospetto.

Quando si propone l誕umento degli spazi pubblicitari in tv, chi pu� negare che questo provvedimento favorisca sfacciatamente chi gi� rastrella circa il 50 per cento della torta pubblicitaria in Italia?

Un誕ltra legge vergogna, dunque, che legalizza il monopolio esistente, sferrando un attacco frontale alla libert� di informazione e di espressione. Non � esagerato affermare che, nel nostro Paese, � in discussione la libert�: come spiegare altrimenti la cacciata dalla televisione di Biagi, Santoro, Luttazzi e, in questi giorni, di Sabina Guzzanti? Come definire la censura di tutti i giorni di pezzi importanti del Paese, delle lotte sociali e delle mobilitazioni dei movimenti per un altro modello di societ�?

L段nformazione � oggi lo strumento di cui il Governo intende servirsi per ricostruire un consenso che si � incrinato. Di fronte al dramma della precariet� lavorativa in cui volete costringere intere generazioni di giovani, alla contestazione di lavoratori e pensionati, alla devastante crisi economica in cui state trascinando l棚talia incentivando privatizzazioni e tagli allo Stato sociale, rischiate un crollo del consenso. Ed � per questo che tentate, attraverso una stretta autoritaria sul sistema informativo, di monopolizzare e riconquistare il consenso.

Siamo davanti a un atto che rischia di distruggere la RAI, assoggettandola alla volont� dell脱secutivo, riducendo il consiglio di amministrazione ad una diretta dipendenza del Ministero dell弾conomia.

Non garantite il pluralismo e con questa legge portate a casa ci� che vi sta pi� a cuore: salvare Rete 4, eludere la sentenza della Corte costituzionale e garantire gli interessi della Fininvest.

Passerete oggi in quest但ula con un voto che � figlio della vostra debolezza e della vostra dipendenza dal Capo, ma il vostro progetto verr� sconfitto nel Paese, perch� sta crescendo la consapevolezza democratica della pericolosit� di questo Governo e si stanno unificando le battaglie sulle questioni democratiche e dei diritti con le grandi questioni sociali, a cominciare dalla partecipazione di tutti alla manifestazione nazionale dei sindacati in difesa delle pensioni, sabato prossimo. (Applausi dai Gruppi Misto-RC, Misto-Com e DS-U. Congratulazioni).

FABRIS (Misto-AP-Udeur). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

FABRIS (Misto-AP-Udeur). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, ho poco tempo a mia disposizione per esprimere il voto contrario di Alleanza popolare-Udeur a questa legge.

La nostra contrariet� � netta, proprio perch� si viola - come � gi� stato ricordato - la nostra Costituzione per quanto riguarda i principi del pluralismo informativo. Questa legge se ne frega, sostanzialmente, del messaggio sul tema inviato dal Presidente della Repubblica alle Camere nel luglio scorso e fa a pezzi i princ�pi contro le concentrazioni di potere in poche mani, sanciti dall�Antitrust e dall但utorit� per la concorrenza italiana ed europea.

Oggi, per�, voglio esprimere anche una preoccupazione ed un rammarico.

Esprimo preoccupazione perch� � di solare evidenza che con questa legge si uccide l段nformazione indipendente e locale. Infatti, tagliando di fatto ogni tetto alla raccolta pubblicitaria, con l弾stensione del tetto antitrust dal 30 per cento del solo mercato televisivo al 20 per cento dell段ntero mercato pubblicitario, si d� licenza di comprare tutti ai gruppi RAI e Mediaset che voi controllate.

Appartengo alla generazione cresciuta nella stagione delle cosiddette radio libere. Questo sistema di emittenza locale, nato allora, viveva con le risorse del territorio di riferimento. Con la vostra legge, voi spazzate via tutto ci�, obbligando queste realt� a cercarsi un padrone nazionale. Il Ministro dice che accadr� esattamente il contrario grazie all段ntroduzione e regolamentazione del digitale nel nostro sistema, ma egli dimentica che solo tra 10 o 15 anni ci saranno ricevitori sufficienti a consentire l置tilizzo del digitale nell段ntero Paese.

Alla cosiddetta Casa delle Libert�, che dice di aver vinto in nome di un programma liberale, tutto questo evidentemente interessa poco. A voi oggi interessa garantire che la voce del padrone arrivi subito chiara e forte al Paese, per nascondere il fallimento della vostra maggioranza, che ha vinto le elezioni promettendo cose che oggi non mantiene.

Certo la democrazia italiana � pi� forte dei vostri tentativi di soffocarla, ma emerge ancora una volta - e da ci� nasce la nostra preoccupazione - la vostra concezione padronale della democrazia. Con questa legge, con la met� dei voti degli italiani, volete impadronirvi dell段ntero sistema, senza alcun rispetto delle diverse articolazioni che ci sono, per fortuna, nella nostra societ�.

Il rammarico riguarda proprio questo, e cio� la mancata reazione, anche davanti a questa legge ammazza-pluralismo, di tanti colleghi di maggioranza, con i quali ho sempre condiviso i principi di rispetto delle diverse articolazioni sociali, educative ed informative.

Il vice segretario di uno dei partiti di maggioranza ha dichiarato di avere non poche perplessit� su questa legge, ma di sostenerla appunto in una logica di maggioranza. Io penso invece che su taluni princ�pi, come il rispetto delle regole della democrazia e del dettato costituzionale, non si possa mercanteggiare: Fede a te, la pubblicit� a te e un po� di federalismo e di nomine a me. Questa sembra essere la vostra logica.

Cos� per� non si legifera nel rispetto del Paese. Oggi voi vincete, ma perde la democrazia italiana. Mi auguro che la forte democrazia di questo Paese si vendichi domani, con il voto, del vostro sopruso di oggi.

CREMA (Misto-SDI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

CREMA (Misto-SDI). Il nostro capogruppo, senatore Del Turco, ha recentemente sostenuto quanto segue: "La maggioranza invita l弛pposizione al dialogo sulla giustizia e forse questo � il momento giusto per avviarlo. Mi chiedo per� se non debba fare anche un atto di buona volont� sulla legge Gasparri. ネ difficile infatti immaginare un dialogo produttivo sulla giustizia senza che se ne apra un altro su un tema altrettanto importante".

Aveva ragione, perch� con la legge Gasparri siamo di fronte non ad una legge qualsiasi, ma ad un intervento nel cuore del conflitto di interessi in cui si trova il Presidente del Consiglio. Si tratta di una proposta che peggiora la situazione, nella quale sono gi� a repentaglio pluralismo, libert� di informazione e concorrenza del mercato. Tale situazione suscita allarme perfino in importanti operatori dell段nformazione e dello spettacolo.

Pare veramente assurdo che Governo e maggioranza non si rendano conto che questa legge minaccia princ�pi e valori che sono fondamentali per la democrazia liberale. La Casa delle Libert� non ha dimostrato la bench� minima intenzione di correggere la cosiddetta legge Gasparri.

Di questo si sono accorti anche all弾stero e ancora una volta nei giorni scorsi la stampa � tornata ad occuparsi del caso Italia in maniera tutt誕ltro che piacevole e lusinghiera.

Le contraddizioni provocate dal conflitto d段nteressi sono comunque diventate cos� vistose e stridenti che persino un mondo per sua natura leggero, obbligatoriamente non schierato e non impegnato come quello dello spettacolo sta dimostrando di sopportare sempre meno la tutela indiretta del presidente Berlusconi su quella che almeno fino a ieri era la pi� grande industria culturale del Paese, la Radiotelevisione italiana.

ネ di dominio pubblico che un noto presentatore televisivo abbia dichiarato che a viale Mazzini c定 sudditanza verso il potere. Questo appare comunque un fatto impensabile negli anni della prima Repubblica, quando la cosiddetta famigerata lottizzazione garantiva a tutti una percentuale di accesso nel pi� importante e diffuso mezzo di informazione, ovvero garantiva il pluralismo nella televisione.

Esistono forti preoccupazioni per i rischi di riduzione del pluralismo connessi al disegno di legge oggi in fase di approvazione. I rischi sono riconducibili ai probabili effetti della legge sull置lteriore spinta alle concentrazioni nel settore dei mezzi di informazione, sull置lteriore drenaggio di risorse pubblicitarie da parte del mezzo televisivo che non ha nemmeno lontanamente uguali in Europa, sulla riduzione dei margini di competitivit� della carta stampata; basti pensare che la televisione in Italia ha una quota di mercato della pubblicit� del 55 per cento che non ha pari in Europa (e pensiamo che le telepromozioni non sono neanche calcolate come pubblicit�).

Riteniamo addirittura incredibile, pertanto, l段nsistenza della maggioranza che pretende di fare una riforma in un settore cos� delicato, anzi cruciale, per determinare la qualit� di un sistema democratico imponendola con la forza dei numeri contro ogni tentativo serio di discussione. Ancora pi� singolari appaiono pertanto gli appelli che sono partiti proprio da qui, dal Senato, per chiedere all弛pposizione di collaborare alla riforma della giustizia.

La cosiddetta legge Gasparri non solo non risolve i problemi, ma li aggrava, escludendo ogni seria ipotesi di privatizzazione della RAI e, non rafforzando la sua autonomia dal potere politico, non affronta il problema del servizio pubblico.

Attraverso l段nvenzione del SIC i limiti del fatturato e la raccolta pubblicitaria di RAI e Fininvest vengono innalzati e si muove addirittura in senso opposto alla limitazione delle concentrazioni editoriali, superando e violando qualsiasi norma antitrust.

Il Governo e la sua maggioranza parlamentare non hanno minimamente preso in considerazione il messaggio del supremo garante della Costituzione, il Presidente della Repubblica, che aveva ricordato alle Camere le numerose sentenze della Corte costituzionale in cui si denunciava la presenza di posizioni dominanti. Al contrario, questa legge va esattamente nella direzione opposta, a discapito soprattutto della carta stampata; difatti, la forza economica dei gruppi televisivi � tale che mentre � ipotizzabile da parte loro l誕cquisizione della carta stampata, il contrario � quasi impossibile.

D誕ltro canto, abbiamo pi� volte sottolineato in tutte le sedi, signor Presidente, e nello stesso Parlamento, il totale disinteresse del Ministro delle telecomunicazioni, del Governo e della maggioranza per le direttive dell旦nione Europea, per le risoluzioni censorie del Consiglio d脱uropa e, pi� recentemente, del Parlamento europeo in materia di libert� di pensiero.

Il problema del pluralismo e della libert� di informazione � una questione fondamentale delle moderne democrazie e la modifica della legislazione che la regola non pu� essere contenuta entro rigidi schemi di schieramento politico ma necessita di una grande disponibilit� di tutti al dialogo sul merito delle proposte.

Signor Presidente, ci� non � avvenuto. Ci dispiace per il Paese. A noi non resta che esprimere il voto decisamente contrario dei senatori socialisti. (Applausi dai Gruppi Misto-SDI, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-AP-Udeur e Misto-Com. Congratulazioni).

BOCO (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggo e cito: "Onorevoli parlamentari, la garanzia del pluralismo e dell段mparzialit� dell段nformazione costituisce strumento essenziale per le realizzazioni di una democrazia compiuta. Si tratta di una necessit� avvertita dalle forze politiche, dal mondo della cultura e dalla societ� civile".

Queste, onorevoli colleghi, sono le parole con le quali il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi iniziava il messaggio inviato alle Camere il 23 luglio 2002.

Purtroppo dobbiamo con rammarico registrare l'assoluta incapacit� e scorrettezza istituzionale da parte del Governo e della maggioranza a rispondere adeguatamente ad un messaggio tanto solenne quanto vitale per la nostra democrazia.

L'anomalia che il sistema politico italiano sta vivendo, che non ha eguali in nessuna altra democrazia occidentale, deve imporci analisi serie, al di fuori dei rigidi schemi di appartenenza politica. ネ in gioco, onorevoli colleghi, lo stesso principio di rappresentanza e lo spirito di responsabilit� del potere legislativo nei confronti dell'intero sistema delle garanzie costituzionali e del rapporto fiduciario con i cittadini della Repubblica.

Le parole del presidente Ciampi, con il suo messaggio sul pluralismo radiotelevisivo inviato alle Camere e le profonde preoccupazioni espresse in tale contesto, si inseriscono in un quadro obiettivamente anomalo, quello su cui il Parlamento � chiamato a riflettere e a legiferare con assoluta imparzialit�.

Il rispetto della nostra Carta costituzionale assume un significato cruciale e segna un passaggio rilevantissimo per la storia della nostra Repubblica, la libert� di informazione, il diritto al pluralismo e alla democrazia.

La nostra opposizione al complesso delle norme contenute nel disegno di legge proposto dal Governo poggia non tanto e non solo sui molteplici aspetti segnalati da noi e da molte altre autorevoli personalit� ritenuti di dubbia legittimit� costituzionale e quindi contrari agli interessi generali della collettivit�, ma trae origine anche dalla considerazione del disegno generale a cui si ispira questa legge e del modello di societ� della comunicazione e dell'informazione che prefigura, che appaiono complessivamente di segno opposto alle esigenze di sviluppo della democrazia e della crescita sociale e culturale del nostro Paese.

Negli stessi termini poniamo il problema del futuro dell'assetto del sistema radiotelevisivo, in particolare per quanto riguarda l'introduzione della televisione digitale terrestre per le conseguenze negative che questa legge prefigura.

Si tratta per� di un'innovazione che poggia molto sul carattere tecnologico e ancora poco sugli interessi generali. Questo Governo ha proposto e sostiene un disegno di legge finalizzato alla definizione di un sistema di regole di governo del sistema integrato delle comunicazioni in aperto contrasto con i dettati costituzionali ma ancor pi� con la necessit� di rendere aperto il sistema, sia in termini di piattaforme tecnologiche che di possibilit� di accesso alle stesse da parte di molteplici soggetti. Con questo provvedimento si nega di fatto l'uguale accesso e l'imparzialit� garantiti da parte di tutti i mezzi di informazione sia su scala nazionale che locale.

Entrando brevemente nel merito, vogliamo riferirci ad esempio alle conseguenze possibili che interverranno con il processo di privatizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo, che gi� oggi soffre di carenze e debolezze strutturali proprio sul terreno della produzione di qualit�, dei contenuti e quindi dei modelli e dei valori che propone.

Come ha ripetuto pi� volte il Presidente dell'Antitrust, le norme anticoncentrazione contenute nel disegno di legge oggi al nostro esame rischiano di trasferire l'attuale duopolio anche nell'era del digitale. Inoltre, fa sempre notare il presidente Tesauro, in merito alla corretta competizione tra imprese la legge non � proprio in odore di santit�.

Vorrei ricordare solo che la legge n. 66 del 2001 prevede il passaggio definitivo alla nuova tecnica di trasmissione digitale entro il 2006 e che malgrado la sentenza in proposito della Consulta, il disegno di legge Gasparri consente la proroga delle concessioni analogiche, compresa Rete 4, fino al 2006.

La verit� � che questa � una legge voluta per mantenere inalterato l'assetto duopolistico RAI-Mediaset, una legge che impedisce che altri abbiano spazio e che tende ad aumentare il controllo del Governo sulla RAI, attraverso la nomina di consiglieri di amministrazione da parte del Ministro dell'economia.

Colleghi, basta dare uno sguardo all'andamento del mercato borsistico di questa giornata per intravedere l'attesa degli operatori finanziari relativa ai titoli Mediaset.

Si aspetta il varo di questa legge per veder volare il titolo in Borsa.

Ci chiediamo cosa sia questo se non un segnale a favore dell'azienda privata, un regalo a favore del maggior concorrente del servizio pubblico radiotelevisivo, guarda caso di propriet� del Presidente del Consiglio. Perch� vi ostinate a parlare di una legge di sistema, di una legge che lancia le nuove tecnologie delle telecomunicazioni, e non parlate chiaramente di un'altra legge fatta ad hoc per gli interessi privati del presidente Berlusconi?

ネ nel conflitto di interessi che si annida il pericolo pi� grande per il nostro Paese, non per l'opposizione, non per i partiti che non sono al Governo, ma per il Paese intero. A colpi di piccoli e grandi spot e con una abilit� mediatica che rasenta il ridicolo, questo Governo, in primis il suo Presidente del Consiglio, vuole cambiare le fondamenta del nostro vivere civile, far sembrare normale quello che non � normale nemmeno in Paesi retti da regimi dittatoriali.

Fino ad oggi, in tutti i lavori parlamentari e in tutte le scelte cruciali del Paese, avete dimostrato di voler costruire solo barricate, di voler saltare il confronto, evitando il dialogo anche sui temi di maggiore importanza, sui quali lo stesso Capo dello Stato aveva gi� espresso l'auspicio che si potesse costruire una maggioranza trasversale, con un punto d'arrivo comune.

Da parlamentare e da cittadino di questa Repubblica mi rammarico che non abbiate la capacit� di governare e di fare bene per il nostro Paese. Avete avuto la maggioranza dei consensi, ma vincere le elezioni non vuol dire stravolgere le regole del gioco e cambiare la fisionomia di una democrazia basata sulla libert� e sull'indipendenza dei poteri costituzionali.

Colleghi di maggioranza, non mettiamo in discussione la legittimit� del Presidente del Consiglio a governare e a fare politica in questo Paese, come vi ostinate a dire dal 13 maggio 2001, ma il modo, quantomeno discutibile, con cui si amministrano gli affari generali dell'Italia e si interviene sulle questioni primarie, questo, s�, al limite della soglia della democrazia: l'accumulo di interessi e di propriet� che egli detiene non pu� non condizionare l'attivit� di Governo. Nelle sue mani si concentra un potere palesemente pericoloso e questo problema deve essere risolto per la vostra stessa legittimit� a governare.

La legge sul conflitto d'interessi non risolve affatto questo problema e lo sappiamo bene. In conclusione, il peso che avete sulle spalle, onorevoli colleghi della maggioranza, � ben pi� grande della responsabilit� affidatavi dopo la vittoria alle scorse elezioni politiche.

Avete dimostrato che l'interesse generale da tutelare, garantire e rispettare a prescindere dalle appartenenze politiche e dagli schieramenti, non � parte della vostra formazione politica e culturale, muovendovi su un percorso troppo confinante con il rischio di inquinamento da eccesso di potere.

State sicuri che vigileremo su tutto questo e combatteremo anche dopo l'eventuale approvazione della legge, aiutati dal messaggio forte del Presidente della Repubblica e da numerose organizzazioni di settore dei cittadini, con il senso di rispetto delle istituzioni, con la consapevolezza che esiste un limite oltre il quale il Paese non vi seguir�. Perci�, con orgoglio, voteremo contro questa vergognosa legge. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U, Mar-DL-U, Misto-AP-Udeur, Misto-Com e Misto-SDI. Congratulazioni).

PEDRAZZINI (LP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

PEDRAZZINI (LP). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il sistema radiotelevisivo italiano, caratterizzato da una situazione di monopolio pubblico fino alla fine degli anni �70, ha sub�to un riassetto generale in virt� di una comune volont� politica di riformare tale sistema, attraverso l'elaborazione di proposte legislative adeguate al rapido e radicale sviluppo tecnologico, nonch� attuative dei princ�pi di privatizzazione e liberalizzazione del mercato radiotelevisivo imposti dalle direttive europee.

Il Governo delle sinistre, cos� polemico nei nostri confronti, in cinque anni non � riuscito a dare delle regole ad un settore che, per vari motivi, � cresciuto e avrebbe continuato a crescere in maniera disomogenea.

La riforma del sistema radiotelevisivo non ha la pretesa di essere un toccasana delle comunicazioni. Lo sforzo del legislatore � stato quello di arrivare a soluzioni concrete, operando delle scelte e facendo delle scommesse che prendono in considerazione un弾ffettiva quota di rischio.

La linea ispiratrice di questo provvedimento � quella di garantire i princ�pi generali, quali la garanzia di libert� e il pluralismo dei mezzi di comunicazione, l誕ccesso degli utenti e la tutela dei minori.

Lo strumento legislativo si propone, in sostanza, di favorire lo sviluppo di un sistema integrato delle comunicazioni, eliminando quei vincoli che non consentirebbero alle imprese italiane di adeguarsi alle dinamiche del mercato europeo. In sintesi, si cerca di realizzare un sistema di apertura che favorisca l段ncrocio tra televisione, stampa e radio, per� attentamente modulato nel tempo. Questa � una scommessa. In effetti, tutte le volte che si cerca di creare una cornice normativa ad un settore tecnologico in continua evoluzione, � difficile ipotizzare tutti i futuri scenari.

Prendiamo, ad esempio, il digitale terrestre. Si accusa il provvedimento di essere ambiguo nelle modalit� di attuazione, soprattutto nei tempi e nel periodo transitorio necessario per passare dall誕nalogico al digitale. Con il sistema analogico, a causa di un numero limitato di canali, si � verificata l弛ccupazione dell弾tere, con modalit� alcune volte discutibili, e solo leggi che prevedevano delle sanatorie hanno legalizzato il sistema attuale.

La riforma in oggetto, invece, imponendo il passaggio al digitale terrestre entro il 2006, attraverso una serie di tappe e strumenti concreti, prima del completamento, apre enormi possibilit�. Quindi, il digitale � un mezzo; i contenuti - e qui sta il cuore del problema - faranno la differenza dell弛fferta.

La scommessa � che tutto ci� possa attuarsi nei tempi prestabiliti, con la convinzione che vi saranno risposte positive alle sollecitazioni che il mercato e la tecnologia mettono a disposizione degli operatori del settore.

ネ auspicabile che il passaggio al digitale, attraverso il quale si arriver� ad un maggior pluralismo, moltiplicando lo spazio per un maggior numero di emittenti televisive, ridurr� i costi complessivi del sistema. Tuttavia, dovremo essere in grado di effettuare una seria sperimentazione, creando un sistema il pi� aperto possibile; un sistema che favorisca la crescita delle varie iniziative imprenditoriali, che favorisca le reti locali al fine di una loro aggregazione, in modo da migliorare la qualit� e rendere questa anomalia tutta italiana pi� simile a quanto avviene in Europa.

Su questo quarto passaggio legislativo al Senato mi preme ricordare che gli emendamenti che ne sono la causa sono stati definiti da parte di un collega dell弛pposizione nell誕ltro ramo del Parlamento "brutti, sporchi e cattivi, chiaramente ostruzionistici e condannati all弛blio anche nella mente di chi li ha presentati". Su queste modifiche, come maggioranza, con coerenza e costanza, abbiamo svolto il nostro lavoro, superando questa forma di puro ostruzionismo.

Per la Lega Padana gli indirizzi indicati nel disposto legislativo sono importanti perch� stimolano la valorizzazione ed il potenziamento delle strutture territoriali, che attualmente soffrono dell弾ccessivo centralismo di questi ultimi anni. Non sono in grado, cio�, di dare una risposta alle diversit� territoriali nelle loro massime espressioni, diversit� che sono un誕utentica ricchezza del nostro Paese. L誕rticolo 17, comma 1, lettera p), pur recependo ci�, d� luogo ad interpretazioni pi� o meno restrittive.

Un誕ltra notazione riguarda l誕rticolo 18 che al comma 3 recita testualmente: "La ripartizione del gettito del canone dovr� essere operata con riferimento anche all誕rticolazione territoriale delle reti nazionali per assicurarne l誕utonomia economica". L誕vverbio "anche" d� luogo ad interpretazioni non univoche.

La nostra interpretazione, invece, � che bisogna avere un maggior rapporto col territorio, sia che si chiedano risorse, sia nell誕ttenzione che esse vengano ridistribuite in investimenti. Questo � l段ndirizzo per il prossimo consiglio di amministrazione considerato che, sino ad ora, a causa di comprensibili difficolt�, poco � emerso in questa direzione.

Con l誕vvento del digitale terrestre la RAI potr� fare da volano a piccole realt� che in un mercato globalizzato potranno ad essa fare riferimento. La RAI � in grado di creare strutture aperte, intersecando la struttura pubblica con le realt� locali, in modo da rendere pi� accessibili i costi e ridurre la distanza che esiste tra il servizio pubblico e l置tente.

La Lega Padana ha ampiamente recepito tali funzioni, tant'� che si � resa promotrice di modifiche legislative che aumentano il numero delle televisioni locali, essendo sempre pi� convinti che la sana concorrenza migliora la qualit� del prodotto. Tuttavia, vi � il rischio di diventare ripetitivi: non votiamo una riforma che pu� dirsi definitiva, bens� l'inizio di una grande ed esaltante avventura nel campo della multimedialit�.

La Lega voter� "s�" al disegno di legge Gasparri, che, per la prima volta dopo decenni, riesce ad intervenire su una materia delicatissima qual � quella dell'emittenza televisiva, pubblica e privata. Un voto motivato dal fatto (lo ribadisco, al di l�, delle prese di posizione aprioristiche e settarie della sinistra) che il Ministro delle comunicazioni ha inteso indicare la strada sulla quale sviluppare il comparto televisivo, con tutte le connotazioni ad esso collegate.

Al ministro Gasparri la Lega d� atto del coraggio speso mettendo, come si dice, il suo viso su questo provvedimento, chiedendogli al tempo stesso di proseguire lungo il cammino arduo della regolamentazione di un settore troppo condizionato in passato e che soltanto ora riesce ad intravedere chiari orizzonti di libert�.

Indicare i percorsi da seguire, sottolinearne i paletti e le prerogative, significa innanzitutto dare al comparto quella chiarezza che, sino ad oggi, � stata negata e della quale dovrebbero vergognarsi quegli esponenti della sinistra che, sino ad oggi, hanno visto il settore pubblico come un loro settore, e non invece a disposizione del Paese.

Ci auguriamo che l'Italia abbia veramente un sistema di comunicazione degno di un Paese libero, un Paese che libero forse non lo � mai stato veramente e che oggi rivendica il pieno possesso delle sue mille culture, dei suoi mille canali, che possono, nell'etere, portare parole di libert� a chiunque ne senta il bisogno. (Applausi dai Gruppi LP, FI, UDC e AN).

D'ONOFRIO (UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, i senatori dell'UDC hanno votato a favore della legge di riforma dell'ordinamento radiotelevisivo quando, qualche mese fa, abbiamo esaminato il testo che ci era stato trasmesso dalla Camera, dove � stato per molti mesi con ripetute modifiche di contenuto; ed anche qui al Senato, come i colleghi possono ricordare, in pi� di una occasione sono state apportate modifiche, alcune delle quali chieste espressamente da noi.

Questo disegno di legge non � mai stato un testo blindato, nel senso che noi attribuiamo alla parola: vi � stato infatti un confronto nel merito e sono intervenute anche modifiche sostanziali. Perch� non � cambiato nell'impostazione di fondo? Lo dico perch� non so se i colleghi del centro-sinistra abbiano avuto modo di leggere, e farebbero bene a farlo, un volume che mi � capitato fra le mani qualche giorno fa. Il titolo del libro � "Due Nazioni", la casa editrice � "Il Mulino", e i curatori sono Loreto Di Nucci ed Ernesto Galli della Loggia.

Il succo di questo scritto � che purtroppo l'Italia non ha mai vissuto un contesto di idem sentire de re publica su questioni fondamentali. Da molti secoli a questa parte ci siamo divisi in modo radicale e viscerale, di volta in volta, sulle questioni che in quel momento consideravamo fondamentali. Basti pensare ai guelfi e ghibellini; basti pensare alle repubbliche e ai principati; basti pensare, per parlare del XX secolo, ai fascisti e agli antifascisti, ai comunisti e agli anticomunisti, ai democristiani e agli antidemocristiani.

Questa legge, purtroppo, entra nel contesto di uno scontro bestiale, uno scontro mortale. Non c'� materia della quale si possa discutere quando una parte politica chiede, di fatto, il taglio della testa del leader dell'altro schieramento: di questo si � trattato. Voi avete continuato a discutere su questa legge con l'illusione che questa maggioranza potesse mandar via il leader che ha vinto le elezioni del 2001! Di questo si � trattato! (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN). Questo � il vero conflitto di interessi vostro!

Io mi auguro che questa legge consenta di concludere questa stagione di scontri violenti. Pi� di uno di voi ha fatto riferimento a quel che ho detto nel corso dell'esame di riforme costituzionali.

Ebbene, rispetto al provvedimento in esame il ministro Gasparri, al quale vorrei che rendessimo un grazie per tutto il lavoro e la pazienza dimostrati in questi mesi soprattutto durante l弾same parlamentare del provvedimento, ha ricordato in particolare - lo richiamo in questo momento - che questa legge contiene una nuova norma fondamentale di carattere costituzionale.

A cosa pensava qualcuno parlando del conflitto di interessi del presidente Berlusconi? Al fatto che, il proprietario di Mediaset si impadronisse della RAI, creando di fatto un monopolio. Cosa si poteva fare allora per impedire giuridicamente tale evento? Si � fatta l置nica cosa possibile: prevedere che il presidente della RAI - lo dico al collega Zanda - fosse eletto a maggioranza dei due terzi.

Questa � la prova provata che la RAI viene separata giuridicamente da Mediaset, perch� mentre la propriet� di Mediaset determina dal punto di vista statutario anche la guida della societ�, per la RAI ci� non avviene. La maggioranza dei due terzi rappresenta una regola costituzionale.

Durante l弾same delle riforme l弛pposizione ha chiesto ripetutamente, non pi� tardi della settimana scorsa, di fronte al sistema elettorale nuovo che garantisce a chi governa di avere una propria maggioranza, di mutare le regole della preposizione agli organi di vertice: si vada verso la maggioranza dei due terzi. Ci� � avvenuto con il disegno di legge Gasparri. E allora perch� non prendete atto di questo fatto di straordinario valore?

La separazione tra i due contesti televisivi che contano oggi avviene dal punto di vista giuridico come diversamente non potrebbe avvenire. Questa �, di fatto, una regola costituzionale. Quando domani - augurandomi che comincerete a guardare al futuro e non soltanto al passato - vi accorgerete che la novit� � di enorme rilievo, che il pluralismo viene accresciuto, che la difesa degli interessi nazionali deve avvenire in maniera tale da garantire la possibilit� di salvaguardare i nostri interventi in questo settore, quando vi accorgerete che non c定 pi� il duopolio della televisione via etere, ma l段ngresso molto significativo delle televisioni satellitari che stanno conquistando in modo massiccio ascolto e quindi pubblicit�, capirete che si � in presenza di un sistema non pi� caratterizzato dal duopolio attuale, un monopolio camuffato da duopolio, ma da un duopolio che questa legge rende visibile.

Volete prendere atto di ci� per cominciare a discutere del merito della legge o ritenete ancora che l置nica cosa che vi interessa � che la legge sancisca la scomparsa di Mediaset e del suo principale proprietario? Purtroppo si � trattato di questo, e perci� non vi � mai stato possibile affrontare problemi diversi; noi, come maggioranza, siamo stati in un certo senso costretti ad attenerci alle modifiche che in questa legge � stato possibile introdurre ed approvare.

Il provvedimento � pieno di modifiche. Per rendersi conto di quante modifiche sono state apportate, basta analizzare il testo originario del disegno di legge del Governo e confrontarlo con il testo ora in fase di definitiva approvazione.

Sono state approvate anche quelle che l旦DC aveva chiesto al Senato, approvando un testo che allora si riteneva dovesse diventare definitivo, e che soltanto imprevedibili votazioni a scrutinio segreto alla Camera hanno modificato in aspetti non essenziali, inducendo una parte di voi a ritenere che lo scrutinio segreto di per s� rappresentasse chiss� quale liberazione da condizionamenti.

Nonostante abbiate richiesto una valanga di votazioni a scrutinio segreto, questa maggioranza, a guisa di una falange macedone, non ha mostrato alcun tipo di crepa, dimostrando che non vuole pi� discutere del fatto se sia guidata da Berlusconi, quale leader della coalizione, ma del come, dei contenuti, considerato che questi ultimi possono cambiare. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LP).

Ora, il come e i contenuti possono essere modificati solo se si accetta la reciproca legittimazione. Non vorrei che i curatori del libro "Due Nazioni" dovessero un giorno aggiungere un capitolo dal quale risultasse che in Italia durante la presidenza di Berlusconi hanno manifestato l弛stilit� pregiudiziale nei confronti di Berlusconi, non soltanto i girotondi, ma anche le parti politiche presenti in Parlamento, con ci� accettando la propria sudditanza nei confronti dei girotondi.

Con tutta la nostra sincerit� e benevolenza, possiamo soltanto dire che si vorrebbe che tali girotondi convincessero gli italiani, e sottolineo la parola "italiani". Non si pu� dimenticare che qualche anno fa � stato indetto un referendum con il quale si immaginava, in sostanza, di ridurre il numero di reti televisive private. Gli italiani si sono espressi in senso contrario e hanno votato a favore del mantenimento delle reti televisive private esistenti. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LP).

Qualora si dovesse tornare ad un voto popolare, se gli argomenti che voi avete indicato saranno sentiti, vincerete il referendum. Perch� allora tirare in continuazione la giacca del Presidente della Repubblica? Abbiate rispetto delle istituzioni! Noi non diciamo niente. Il Presidente far� quello che ritiene suo dovere costituzionale, ma smettetela di chiedere al Presidente della Repubblica di fare ci� che non dovrebbe fare. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LP).

La promulgazione delle leggi non si sostituisce al dissenso politico. Il dissenso politico lo esprimono gli elettori e prevale attraverso gli elettori. Lasciate in pace il Presidente della Repubblica. Ve lo chiediamo per il rispetto delle istituzioni che noi sentiamo. Lasciatelo in pace in questa materia; cominciate a ragionare e a chiedervi perch� una stragrande maggioranza di italiani nel 2001 ha votato questa maggioranza e perch� una stragrande maggioranza di parlamentari, nonostante gli insulti con i quali avete cercato di sommergerli, definendoli in tutti i modi disdicevoli possibili, ha tenuto e tiene fino in fondo il proprio posto con tranquillit�, convinta com弾ra e com定 che questo disegno di legge, pur modificabile e perfettibile come tutte le leggi, non � tale da impedire agli italiani di parlare. Basta leggere i giornali di oggi per capirlo. (Vivi applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LP. Molte congratulazioni).

*BORDON (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BORDON (Mar-DL-U). Signor Presidente, i motivi per non votare questa legge sono talmente evidente, cos� macroscopici e tante volte ricordati in questa Aula, che sembra quasi un esercizio retorico doverli nuovamente elencare. Forse, per�, pi� che registrare la nostra opinione, varr� la pena di metterne in fila qualche altra non riconducibile allo schieramento di centro-sinistra.

Il quotidiano "Avvenire" di domenica scorsa, in un lucido editoriale cos� scriveva: "Cos� come � la legge, minaccia di creare situazioni e generare problemi ben pi� seri di quelli che punta a regolare ed a risolvere". Ed ancora: "�dal rigido congelamento delle posizioni dominanti RAI e Mediaset, al ritorno a schemi e riti di sapore lottizzatorio nel governo della TV pubblica, dai riflessi iniqui sulla spartizione delle risorse pubblicitarie alle insidie per la tenace riserva di pluralismo rappresentata dalla carta stampata sono�" - prosegue "Avvenire" - "problemi di rilevanza assoluta, ma che si impongono all誕ttenzione dell弛pinione pubblica con forza ingigantita dalla perdurante condizione di conflitto di interessi del Presidente del Consiglio e grande editore Silvio Berlusconi".

Il presidente della Federazione degli editori, Luca Cordero di Montezemolo e, proprio ieri, il suo vice presidente, Carlo Perrone, mettevano in risalto che: "�sul medio e lungo periodo esistono forti preoccupazioni per i rischi di riduzione del pluralismo connessi alla "legge Gasparri", rischi riconducibili ai probabili effetti di quella legge sull置lteriore spinta alla concentrazione nel settore dei media e sulla riduzione dei margini di competitivit� della carta stampata in un modo che non ha nemmeno lontanamente eguali in Europa".

Il presidente dell�Antitrust, Tesauro, con una dichiarazione molto secca affermava: "questa legge non pone nessun ragionevole argine", anzi, - usando un termine che � stato utilizzato da un presidente emerito della Corte costituzionale, - � una legge di aperta ribellione al dettato della Corte che aveva dichiarato che nessuno pu� avere pi� di due reti nazionali con pubblicit� e nessuno una posizione dominante sul mercato televisivo".

Mario Segni e l弾x presidente del Senato, Carlo Scognamiglio, ancora ieri hanno fatto appello alle coscienze liberali di questo Paese dichiarando che, cito testualmente, non sono parole mie: "Si tratta di una legge infame ed i veri liberali che sono nella Casa delle libert� dovrebbero vergognarsi di votarla. Non � una questione di destra o di sinistra�" - continua Segni - "� ma � una questione di decenza e di senso dello Stato". Mario Segni ha inoltre sottolineato - del resto lo abbiano ricordato - come il Parlamento europeo si sia pi� volte e ripetutamente espresso contro le concentrazioni che mettono in pericolo il pluralismo e la Democrazia, deplorando che in Italia, in particolare, permanga una situazione di concentrazione del potere mediatico nelle mani del Presidente del Consiglio.

ネ dunque il problema ancora e tuttora irrisolto del drammatico conflitto di interessi in capo al Presidente del Consiglio! Utilizzo il termine "drammatico" perch� tale conflitto investe direttamente la qualit� del nostro ordinamento democratico.

D誕ltra parte � stato il Presidente della Repubblica, in quello che � l置nico messaggio sino ad oggi inviato alle Camere, a porre senza incertezza le suddette questioni.

Dice il Presidente della Repubblica: "la garanzia del pluralismo e dell段mparzialit� dell段nformazione costituisce strumento essenziale per la realizzazione di una democrazia compiuta". Parole che sembrano scolpite sulle pietre tanto � chiaro il valore costituente per qualsiasi democrazia, ma parole che, nello stesso tempo, se sollevate in un messaggio presidenziale, hanno un significato ben chiaro e cio� che oggi questo principio fondamentale non � interamente garantito nel nostro Paese (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e del senatore Zavoli).

Silvio Berlusconi aveva promesso di varare entro i primi 100 giorni una normativa sul conflitto di interessi, siamo arrivati quasi a 1000, varr� la pena di ricordagli che lo zero non conta se dopo la virgola. Forse per questo si vuole approvare la legge Gasparri, che non solo elimina il conflitto e mantiene gli interessi, ma che del conflitto di interessi � un vero e proprio monumento, qualcuno ha detto monumento.

ネ una controriforma che per i prossimi 10 anni peser� sul futuro della televisione e della carta stampata e dunque incider� sulla costruzione del consenso e quindi sulla qualit� della nostra democrazia.

Il sistema italiano ha una pesante e grave lacuna: manca di pluralismo ed ha delle evidenti posizioni dominanti. C定 un duopolio per di pi� imperfetto: da una parte il servizio pubblico e, dall誕ltra, un gigante privato, Mediaset, che ha in Publitalia e nella raccolta della pubblicit� il cuore del suo business, che riesce ad assorbire infatti pi� del 60 per cento della pubblicit� radiotelevisiva.

Il duopolio italiano, di per s� condannabile per mancato pluralismo e per la violazione delle elementari regole della concorrenza, diventa per� insopportabile quando si pensa che il Presidente del Consiglio, proprietario dell置nico gruppo concorrente visibilmente influenza, attraverso il Governo e l誕ttuale maggioranza, l誕ltro gruppo del duopolio. Il ripetuto invito del presidente Ciampi a promuovere dunque il pluralismo dell段nformazione � palesemente contraddetto da questo disegno di legge.

ネ la prima volta, come ha ricordato il presidente Elia, che con un solo atto legislativo si disattendono insieme la chiarissima parola del Presidente della Repubblica e sentenze innumerevoli della giurisprudenza della Corte costituzionale.

La Corte costituzionale, infatti, ha ripetutamente indicato i limiti e i paletti di una nuova legislazione. Il disegno di legge Gasparri sancisce l弛pposto e stabilisce che ognuno conserva quello che ha, anzi, che le posizioni dominanti vengono legalizzate e possono ulteriormente espandersi.

La legge Gasparri eccede soprattutto nel sistemare - mi dispiace di doverlo ripetere - gli interessi del Presidente del Consiglio, visto che gli regala tre cose: gli salva una rete televisiva; gli consente di aumentare la sua quota di pubblicit�; gli permette di comprare i suoi concorrenti. Non c定 che dire: proprio un bel regalo di Natale! (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

Qui, cari colleghi, non � in gioco qualcosa che appartiene ad una parte, qui � in gioco una cosa che appartiene a tutti; non � una battaglia di sinistra, n� di destra, n� di centro, � una battaglia democratica e liberale e basta e questo dovreste comprenderlo anche voi, perch� nella vita democratica qualche volta si � maggioranza, ma qualche altra volta si sta all弛pposizione. Quindi, � interesse di tutti che il pluralismo dell段nformazione sia al massimo livello di garanzia.

Se invece questa legge dovesse passare, uno spazio di diritto ci sarebbe sottratto; se questa legge dovesse passare, il pluralismo dell段nformazione, gi� limitato e ingessato, sarebbe ulteriormente ridotto; se questa legge dovesse passare, sempre di pi� verrebbe limitato il diritto degli autori, degli artisti e dei giornalisti non omologhi al potere del tempo di esprimersi; se questa legge dovesse passare, ad ognuno di noi ma anche di voi verrebbe tolta una parte della propria voce e della propria capacit� d弾spressione; se questa legge dovesse passare, tutti noi, ma anche voi, gradatamente, saremmo imbavagliati, costretti al silenzio.

"Non � mai troppo tardi" era il titolo di quell弾ditoriale dell但vvenire che ho gi� citato. Riportava l�"Avvenire": "Sarebbe importante se quello slogan - che era il titolo di una geniale trasmissione di servizio - diventasse la norma. Ma oggi" - aggiungeva sempre l�"Avvenire" - "mentre si va consolidando in tutta Europa una rivoluzionaria "stagione nuova" nel cruciale settore delle comunicazioni di massa" - era un invito rivolto a noi, senatore D丹nofrio - "sarebbe importante se quello slogan diventasse la norma di un ripensamento tanto lucido e spassionato quanto fulmineo circa la riforma di sistema che va sotto il nome di disegno di legge Gasparri. Non � mai troppo tardi", continuava l�"Avvenire". soprattutto se, come � evidente, al di l� delle nostre posizione partitiche e persino al di l� dei vincoli di schieramento e della nostra temporanea collocazione come forze di maggioranza e di opposizione abbiamo a cuore pi� in generale i fondamenti della democrazia liberale compiuta.

Ecco perch� vi chiedo - e lo chiedo a tutti - di non votare questa legge. Siamo stati eletti da chi ci ha scelto per le nostre idee e per il nostro programma politico, ma la Costituzione giustamente vuole che i parlamentari non abbiano vincoli di mandato. Rappresentiamo tutti gli italiani e sugli interessi fondamentali degli italiani non possono esserci limiti n� obblighi di partito. Oggi � uno di questi momenti: bocciamo questa legge e domani sar� un giorno migliore per il nostro Paese. (Vivi applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-Com e del senatore Betta. Molte congratulazioni).

NANIA (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

NANIA (AN). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, dopo sette anni di Governo di centro-sinistra, finalmente viene varata una legge di riassetto del sistema radiotelevisivo.

In due anni e mezzo di Governo, abbiamo riformato la scuola, abbiamo creato le condizioni per un rafforzamento della sicurezza interna, abbiamo modificato il codice della strada, garantendo pi� sicurezza alle nostre famiglie, e abbiamo approvato la legge sulle infrastrutture, avviando le grandi opere che servono per fare dell棚talia una democrazia come le altre. Abbiamo realizzato la legge sul lavoro, la cosiddetta legge Biagi, e registriamo con soddisfazione che in due anni si sono creati circa 800.000 posti di lavoro. Tra poco, saranno approvate la riforma dell弛rdinamento giudiziario e la legge sul conflitto di interessi e speriamo che con il voto di oggi il Parlamento approvi la legge per il riassetto del sistema radiotelevisivo.

Noi di Alleanza Nazionale, noi della Casa delle Libert� vogliamo ringraziare il ministro Gasparri, il quale si � impegnato fino in fondo per portare avanti un provvedimento che si � reso indispensabile soprattutto per il richiamo del Capo dello Stato che, nel luglio 2002, invi� un messaggio alle Camere, denunciando la necessit� di una legge per il riassetto della materia.

Ma prima del 2001 non governava la Casa delle Libert�. Sono trascorsi ben sette anni di Governo del centro-sinistra: sette anni senza mettere in cantiere una riforma robusta (come ha detto Gad Lerner), sette anni senza pensare ad una riforma complessiva che tocca i diritti di libert�. Il Presidente della Repubblica � dovuto intervenire, sollecitando dopo sette anni di ignavia e di chiacchiere�

 

PASSIGLI (DS-U). Per l弛struzionismo vostro!

 

NANIA (AN). �una legge complessiva che potesse rispondere a questi bisogni.

La Casa delle Libert� ha risposto all誕ppello. Il Capo dello Stato nel suo messaggio ha richiamato la necessit� di conferire un ruolo centrale al servizio pubblico, di trovare una coerente sistemazione - perch� prima non c弾ra - alla disciplina della tutela dei minori, di fissare un disciplina in relazione all段ntervenuto mutamento del Titolo V della Costituzione. Egli ha richiamato la necessit� di difendere il pluralismo e l段mparzialit� dell段nformazione e di garantire la par condicio attraverso una forte caratterizzazione dell段nteresse pubblico.

Ebbene, la legge di riassetto del sistema radiotelevisivo del ministro Gasparri ha messo in evidenza innanzitutto un fattore fondamentale, rivoluzionario, che � quello di definire di interesse pubblico anche l誕ttivit� delle emittenti private. Questo � un passaggio decisivo ai fini della tutela dell弛biettivit�, dell段mparzialit�, della correttezza e della completezza dell段nformazione, perch� le emittenti private non potranno pi� sostenere che, essendo private, possono regolarsi come meglio credono.

Sul terreno dell段nformazione le emittenti private svolgono un servizio pubblico. Questo consente alla Commissione di vigilanza di entrare nel merito, secondo un richiamo ed un suggerimento contenuto nello stesso messaggio del Capo dello Stato che metteva in evidenza questo ruolo nuovo, indispensabile della Commissione.

Inoltre, a garanzia della imparzialit� nella gestione del servizio pubblico RAI, � stato previsto un consiglio d誕mministrazione centrato non soltanto sulla rappresentanza dell弛pposizione ma, soprattutto, sul suo gradimento della nomina del presidente. Fino ad oggi sono stati i presidenti della Camera dei deputati e del Senato a nominare i componenti del consiglio di amministrazione della RAI. Con la legge della Casa delle Libert�, dando pi� spazio al pluralismo, alle formazioni politiche che rappresentano il pensiero dei cittadini, il nuovo consiglio d誕mministrazione sar� scelto con la collaborazione di tutte le forze presenti in Parlamento. Non solo, il presidente del consiglio d誕mministrazione dovr� essere eletto obbligatoriamente con i voti dell弛pposizione. Questo � un passaggio fondamentale di pluralismo e di libert�.

Inoltre, lo voglio dire con forza, � stata confermata una indicazione positiva del centro-sinistra circa la normativa sul sistema digitale. Il centro-sinistra ha dichiarato al mondo intero che entro il 2006 si sarebbe completato il passaggio al digitale. Lo ha affermato il centro-sinistra e non il centro-destra. Ebbene, siamo arrivati al punto che quando il centro-destra confermer� che entro il 2006 si passer� al digitale, l弛pposizione negher� anche questo. (Applausi del senatore Specchia). Tant定 che Rognoni, intervenendo nel dibattito alla Camera, ha dichiarato di avere sbagliato a suo tempo nell誕ffermare che entro il 2006 si sarebbe passati al digitale. Guardate invece come ha salutato l段ngresso al digitale nel 2006 l誕llora senatore del centro-sinistra Rognoni. Egli ha dichiarato: "Mi fa piacere dire che, dando il via alla sperimentazione del digitale terrestre e fissando la data del 2006 per il passaggio del sistema radiotelevisivo attuale al digitale, l棚talia si mette al passo con i tempi, supera i ritardi accumulati rispetto agli altri Paesi e avvia un processo di investimento e di sviluppo". Non soltanto ascoltiamo le solite parole del senatore Bordon, ma siamo arrivati anche al punto che, se il 2006 � una data fissata dal centro-sinistra, allora il passaggio � storico perch� si superano i ritardi accumulati, se invece il 2006 � indicato dal centro-destra, la scelta � comunque sbagliata, si fa un servizio a Berlusconi, si risponde ai suoi interessi e questo � ci� che ci preme. (Commenti dal Gruppo DS-U. Applausi dai Gruppi AN e FI).

Questa � la realt� di una situazione che rasenta il ridicolo, laddove - voglio stabilirlo con forza - la legge Gasparri, fissando il passaggio al digitale entro il 2006, non soltanto fa un誕ffermazione di principio, ma indica tempi e modalit�, indica esattamente chi ha il potere di controllo per verificare se tale passaggio si concretizzer� o meno.

Il tentativo del centro-sinistra di avvicinamento al digitale � fallito perch� alla fissazione della data di passaggio al sistema al 2006 non hanno fatto seguito disposizioni che stabilissero in concreto le modalit� del passaggio delle aziende e delle emittenti che operano nel settore al sistema digitale. Nella normativa in esame � detto chiaramente che, se entro il 31 dicembre 2003 sia la RAI che Mediaset non provvederanno ad entrare nel digitale aumentando l弛fferta dei canali televisivi, Rete 4 dovr� trasmettere sul satellite e Rai 3 perder� gran parte della propria pubblicit�.

In questo quadro � chiaro, quindi, che ponendo una sanzione si spinge all誕mmodernamento; inoltre, moltiplicando i canali almeno per quattro, si consente quella pluralit� dell弛fferta che rappresenta la garanzia della democrazia. Con questo concetto intendo concludere il mio intervento.

Certo, abbiamo davanti la realt� che abbiamo: per decenni "mamma RAI" non ha mai rappresentato la voce della destra, lottizzata com'era fra comunisti, socialisti e democristiani. Poi � subentrata l'emittenza privata, una seconda realt�. Qual � la differenza della risposta fra il centro-sinistra e il centro-destra? Noi diciamo che aumentando le possibilit� di accesso, aumentando i canali si difendono il pluralismo e la libert� arricchendo cos� la democrazia. Il centro-sinistra, invece, ha una proposta facile: fare fuori Mediaset e Berlusconi e la democrazia � garantita. (Commenti dai banchi della sinistra).

Questa � la differenza tra le nostre proposte e le mancate proposte nel concreto della parte avversaria. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC. Congratulazioni).

ANGIUS (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

ANGIUS (DS-U). Signor Presidente, colleghe e colleghi, non so trovare nuovi argomenti contro questa legge oltre quelli che molti miei colleghi del Gruppo e dell'opposizione hanno usato nel corso di questo lungo dibattito. Mi riferisco in particolare per quanto riguarda il nostro Gruppo, agli interventi dei colleghi Antonio Falomi e Paolo Brutti, solo per citarne due.

So trovare per� argomenti nuovi in difesa dell'Italia, del nostro Paese, del suo ordinamento democratico. Bartali avrebbe detto: "E' tutto sbagliato, � tutto da rifare".

Questa storia, cari colleghi, signor Ministro, non finir� qui e non finisce qui. (Commenti dai banchi della maggioranza). L'approvazione di questa legge, in realt�, a mio giudizio, chiama a raccolta le forze democratiche, tutte le espressioni pi� vive della cultura e dell'intellettualit� di questo nostro Paese. Non parlo solo dei movimenti, dei girotondi che voi tanto dileggiate: parlo di un movimento pi� profondo, fatto di coloro ai quali sta a cuore la vitalit� democratica del nostro Paese, la sua libera espressione artistica o giornalistica, il suo elevamento culturale, la sua crescita civile.

Non finir� qui. Voi certo ora avete il potere, la maggioranza per approvare questa legge, ma noi abbiamo qualcosa che voi non avete: una ricchezza, un patrimonio che deriva dal convincimento profondo di ci� in cui, in modo totalmente disinteressato, noi crediamo. Crediamo in ci� che facciamo e in ci� che diciamo e questa ricchezza voi non la possedete; � una ricchezza immensa con la quale dovete fare i conti.

In realt�, noi su questa legge abbiamo gi� detto tutto. ネ una legge illiberale e anticostituzionale: lo hanno dimostrato gli interventi di molti colleghi; mi riferisco a quelli di Villone, di Passigli, ma anche di Zanda e di altri.

Siamo stati inascoltati, siete andati avanti in questa vostra missione. Ho contato il numero delle vostre presenze: era dalla fiducia al Governo Berlusconi che non eravate cos� tanto presenti. Sar� un caso.

Peser� quello che � accaduto in quest'Aula e che accadr� tra poco. Certo gli interessi del Presidente del Consiglio sono stati tutelati, avete assolto alla vostra missione. Ma qual � il prezzo che paga l'Italia per questa vostra scelta? ネ un prezzo enorme, di caduta della credibilit� internazionale. L'Europa: Presidenza di turno dell'Unione Europea, state approvando voi, con i vostri voti, una legge rispetto alla quale gi� l'Unione Europea ci ha dato l'altol�, ma voi andate avanti.

Approvate una legge che dimostra che il conflitto di interessi c'era e c'�, per� lo risolvete: cancellate il conflitto e mantenete l'interesse, lo proteggete, lo garantite, lo tutelate con questa legge.

Infine, mancate un'occasione. Questa legge sanziona in realt� una concentrazione di poteri nell'informazione e nella comunicazione che non ha uguali in qualsiasi altro Paese al mondo; un potere politico, mediatico e di governo, tutto in uno: rischiamo di diventare una democrazia senza libert�.

Perch� si deve riformare il sistema radiotelevisivo? Certo, per adeguarsi alle nuove tecnologie; certo, per rispettare e garantire il pluralismo. Ma perch� non porsi l'obiettivo di pensare questo impressionante e fortissimo strumento di comunicazione per migliorare il Paese, farlo crescere nel suo sapere, nel suo modo di essere? Perch� non dare una ragione forte e alta, di profilo ideale e culturale, a questa riforma? Invece no, tutto nel senso aziendalistico della riforma; naturalmente la RAI � una grande azienda, Mediaset � una grande azienda, lo so bene, ma il carattere del prodotto che queste aziende realizzano � del tutto particolare. La stessa competizione tra pubblico e privato non pu� essere giocata, in un grande Paese che deve porsi grandi obiettivi, soltanto sulla lotta per l'audience. ネ molto importante, ma forse dovrebbe esservi qualcos'altro. ネ un occasione persa.

Signor Presidente, riceviamo a giorni alterni - capita a me e agli altri colleghi dell'opposizione - appelli al confronto, addirittura al dialogo; anche oggi il Presidente del Senato ce ne ha rivolto qualcuno. Noi ci confrontiamo in quest'Aula, ci misuriamo, abbiamo opinioni diverse. Bisogna essere per forza d'accordo con ci� che vogliono il Governo e la maggioranza?

Parliamoci chiaro: � stato dimostrato in quest'Aula che punti fondamentali del disegno di legge sono stati scritti sotto dettatura, signor Ministro, dello studio dell'avvocato Cesare Previti. Il sistema integrato delle comunicazioni � l'intero sistema commerciale delle comunicazioni cos� come disegnato, a partire dal 1988, dallo studio legale dell'onorevole Previti: questa � la verit�.

Vi scandalizzate se anche la Federazione della stampa ha espresso un parere preoccupato e contrario e vi scandalizzate se noi ritroviamo una distonia profonda, per non dire una disattesa totale, rispetto al messaggio, inviato alle Camere lo scorso anno dal Capo dello Stato, sul pluralismo e l'imparzialit� dell'informazione quale garanzia di una democrazia compiuta. Vi meravigliate se l'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni lancia un allarme su questa legge; vi meravigliate perch� l'Autorit� garante della concorrenza e del mercato dice che questa legge provoca gravi distorsioni; vi meravigliate se l'Unione Europea dice che questa legge colpisce il pluralismo dell'informazione. Ma in che mondo vivete?

Riducete la RAI ad uno spezzatino, la colpite nella raccolta pubblicitaria, fate finta che rimanga il duopolio che chiamate pluralismo, che � per� dominato dallo stesso, identico padrone. Pluralismo di che cosa? Di chi?

ネ un'occasione persa per una riforma del sistema radiotelevisivo di pi� alto impegno culturale, per fare ci� che bisognerebbe saper fare guardando all'Italia. La RAI � la pi� grande azienda culturale del nostro Paese, � un mezzo potente di informazione. L'abbiamo visto in questi decenni: con la televisione si pu� fare forte una democrazia, addirittura la si pu� far nascere, come quando in diretta televisiva fu trasmesso il crollo del regime sovietico e, un anno prima, il crollo del Muro di Berlino; un messaggio potente.

Noi stessi in quest'Aula abbiamo discusso a lungo dei bambini, di come proteggerli e tutelarli rispetto all'uso della televisione, di questo potente mezzo di comunicazione.

Adesso dir� qualcosa che forse sorprender� i colleghi, ma in cui credo fermamente. In Italia la diffusione dei quotidiani � tale per cui il nostro Paese occupa il trentatreesimo posto nel mondo: Croazia, Slovenia, Cina, Turchia e Malesia, per esempio, ci superano. Meno del 40 per cento della popolazione legge un quotidiano ogni giorno. La classifica mondiale della libert� di stampa - "Reporter senza frontiere" l檀a stilata - indica (e qui la ricchezza non sempre fa rima con libert� di stampa) che l棚talia � situata al cinquantatreesimo posto. Paesi come la Lituania, il Nicaragua e il Ghana sono avanti a noi. Siamo il Paese che legge meno libri in Europa, che ha il minor numero di laureati e diplomati rispetto alla popolazione. Siamo all置ltimo posto nell旦nione Europea per numero di ricercatori: ogni cento lavoratori, soltanto due.

Con questo voglio dire � (Commenti dai banchi della maggioranza) � Capisco che non si sta parlando di conti che interessano Mediaset e che quindi ci siano turbolenze nella maggioranza. Si parla dell棚talia e voi pensate agli affari vostri, ai conti vostri! (Applausi dal Gruppo DS-U).

Il punto sul quale intendo soffermarmi e sul quale speravo di avere un minimo di attenzione da parte della maggioranza (non dico di condivisione) � il seguente: sono convinto che abbiamo perso un弛ccasione. Pluralismo dell段nformazione vuol dire comunicazione; comunicazione vuol dire conoscenza e conoscenza vuol dire sapere. Benissimo, vi erano l弛ccasione e l弛pportunit� di pensare una riforma non sulla base di interessi particolaristici, ma sulla base degli interessi di tanti, per non dire di tutti.

Signor Presidente, di un grande Primo Ministro si � detto e si � scritto: "Si dimostr� profondamente rispettoso delle consuetudini e delle istituzioni liberali, come dell誕utorit� parlamentare e della libert� di stampa. Sostenne l段ndipendenza del sistema giudiziario, anche quando questo signific� accettare sconfitte politiche in tribunale. Lott� per uno Stato laico e per la tolleranza religiosa. Forte di un段mmensa popolarit� non soffoc� le opinioni divergenti". Era il grande Primo Ministro indiano Nehru. Quello era un grande Primo Ministro. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Com, Misto-SDI, Misto-AP-Udeur, Misto-RC e dei senatori Zavoli e Amato. Congratulazioni).

SCHIFANI (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

Senatore Asciutti stia tranquillo, perch� la vedo molto agitato.

 

SCHIFANI (FI). Signor Presidente, siamo abbastanza tranquilli anche perch�, grazie alla richiesta della diretta televisiva formulata dai Gruppi dell弛pposizione, in un Paese in cui, a quanto pare, non vi � diritto di parola, abbiamo la possibilit� di spiegare cosa dice questa legge. In tutti i comizi che abbiamo ascoltato da autorevoli esponenti dell弛pposizione si sono realizzati slogan e affermazioni, ma non si � detto nulla di veritiero e di sostanziale in ordine al contenuto di questo provvedimento. Colgo allora l弛ccasione per rivolgere un paio di domande ai colleghi dell弛pposizione.

Quando eravate maggioranza perch� non avete deciso di intervenire su questo argomento? Perch� non avete fatto voi la legge di riforma del sistema televisivo? (Applausi dal Gruppo FI). Perch� tacete all段ntero Paese che la sentenza della Corte costituzionale, ove dovesse essere applicata entro l誕nno, oscurerebbe Rete 4 ma anche Rai 3, pagata con i denari dei cittadini? Questo � amore della verit� e questo credo dovrebbe essere il rispetto di un principio di coerenza e di trasparenza nei confronti della gente.

Questo non lo avete detto e grazie alla diretta televisiva, signor Presidente, possiamo dirlo noi. Sono stati coniati i soliti slogan in cui si sostiene che si fanno leggi su misura, nell段nteresse di qualcuno, ma non si � spiegato il motivo. Questa � una legge che guarda in alto; che guarda all誕ttuale sistema non per ingessarlo, per garantire qualcuno, ma che punta su quella innovazione tecnologica della quale i precedenti Ministri delle comunicazioni dei Governi dell旦livo si sono riempiti la bocca. Ricordo quante volte il ministro Cardinale nei suoi interventi ha parlato del digitale e della innovazione tecnologica che avrebbe creato una rivoluzione del sistema delle telecomunicazioni. Lo avete dimenticato? Avete la memoria corta o avete cambiato idea solo perch� siete passati all弛pposizione?

Si tratta di una riforma che non vuole uccidere il duopolio, ma che nello stesso tempo vuole eliminarlo senza tarpare le ali ad alcuno, creando le condizioni perch� il duopolio diventi "tripolio", "quadripolio" e altro, cio� un mercato vero dove la competitivit� possa essere arricchita dall弾ntrata di nuovi soggetti.

Noi viviamo in questi mesi la realt� nuova, devo dire esaltante, del sistema Sky che � entrato in tutte le case. Gi� non vi � pi� questo duopolio; guardiamo a questa innovazione, colleghi del Senato, guardiamo alla possibilit� di innovare creando in un sistema del mercato italiano la presenza anche di uomini dell'impresa delle comunicazioni straniera, internazionale, che migliorino la competitivit� del sistema stesso.

Ecco la grande scommessa di questa legge: una scommessa che fissa dei tetti, checch� se ne dica; voi non lo avete detto perch� non avete il coraggio n� la volont� di dirlo: questa legge fissa un tetto del 20 per cento nella raccolta delle risorse pubblicitarie dell'intero Sistema integrato delle comunicazioni! (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN). Vi � un tetto del 20 per cento che non potete negare, ma che avete negato intervenendo in quest'Aula. Nessuno di voi ha avuto il coraggio o l'ardire di dire la verit� su questo argomento, perch� evidentemente la verit� sta stretta quando si deve fare demagogia su questi temi!

E allora con il digitale, signor Presidente, colleghi , avremo una rivoluzione in tutte le case: i canali quadruplicheranno, diventeranno cinque volte quelli esistenti. E pi� canali, pi� offerta, significa pi� comunicazione e pi� pluralismo della notizia: questo � un dato elementare al quale non possiamo sottrarci.

Nello stesso tempo la legge finanziaria ha previsto, per accompagnare questa grande rivoluzione, la possibilit� di incentivi per l'acquisto dei decoder. Nello stesso tempo sono state introdotte norme a garanzia del sistema editoriale, l� dove � previsto che chi oggi � titolare di una funzione editoriale pu� fare televisione, ma il contrario non � possibile. ネ la famosa norma asimmetrica: oggi chi � titolare di giornali pu� entrare nel sistema delle telecomunicazioni, ma chi possiede delle televisioni non pu� acquisire giornali. Questa � una norma di grande garanzia, della quale siamo orgogliosi, perch� ci sta a cuore la garanzia di tutto il sistema delle comunicazioni. (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN).

E poi, signor Presidente, ci voleva l'Ulivo, evidentemente, per disciplinare per legge la tutela dei minori nell'uso del mezzo televisivo? Ci volevamo noi? Bene, siamo orgogliosi di aver scritto in una legge come vanno garantiti i diritti dei minori nell'ambito delle telecomunicazioni: lo stiamo facendo noi! (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN). Ci voleva la casa delle Libert� per prevedere un presidente di garanzia per la RAI? Non avete avuto mai il coraggio di introdurre questa norma, perch� avevate paura di perdere Zaccaria, che � meglio dimenticare. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

La presidenza della RAI, del servizio pubblico televisivo, sar� affidata ad un soggetto il quale dovr� raccogliere il consenso dei due terzi delle forze politiche, quindi di maggioranza e di opposizione. Ecco la nostra risposta alle vostre calunnie, alle vostre affermazioni. Noi accettiamo l'idea che il Presidente debba essere super partes e debba essere espressione della stragrande maggioranza del Parlamento, a tutela ed a garanzia della trasparenza di quella che vuol essere la nostra politica e l'attivit� di questo Parlamento.

E allora, vede, signor Presidente, ci si confronta con una opposizione che ha un'idea del pluralismo malata di strabismo, perch� quando governa, attraverso la RAI di Zaccaria, ritiene di potersi macchiare - scusatemi se lo ripeto - di quello che � il pi� grave, il pi� imperdonabile atteggiamento della democrazia parlamentare e della comunicazione: l'uso del servizio pubblico in campagna elettorale contro gli avversare politici! ネ stato fatto da chi governava prima di noi. (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN). E da questi soggetti non accettiamo lezioni di garanzia del pluralismo. Dovete ancora far dimenticare al Paese cosa hanno fatto i vari Luttazzi, i vari Santoro, ed altri, nella campagna elettorale del 2001! (Proteste dal Gruppo DS-U).

 

PRESIDENTE. Senatore Nocco, � sempre lei!

 

SCHIFANI (FI). Avete un concetto della satira molto particolare, quella satira denigratoria che mai questa RAI n� le reti Mediaset, in passato ed oggi, hanno usato contro l'avversario politico, dando una lezione su quelle che devono essere veramente le funzioni di un sistema televisivo. Voi continuate ad utilizzare la satira nella terza rete RAI, da voi gestita, soltanto per offendere, per denigrare, per fare comizi senza contraddittorio: questo � il fatto grave che deve essere ricordato! (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN).

Sostenete che nelle trasmissioni di intrattenimento non devono esserci politici e quindi denunziate all弛pinione pubblica un uso della RAI distorto allorquando qualche esponente politico va in trasmissioni di intrattenimento, ma io ho una memoria non corta, ho una memoria media, come tanti di noi, e chiedo a me stesso e ai colleghi: ma chi era che cantava� (Commenti dai banchi dell弛pposizione. Richiami del Presidente).

 

PRESIDENTE. Senatori!

 

SCHIFANI (FI). �chi cantava a "Domenica In" con Gianni Morandi? Si chiamava Massimo D但lema. L誕vete o non l誕vete dimenticato?

La verit� � che l段ntegralismo di alcune forze del centro-sinistra probabilmente costringe i pochi moderati dell旦livo ad assumere queste posizioni; quell段ntegralismo che potrebbe portare� (Commenti dai banchi dell弛pposizione. Richiami del Presidente) �ad un fantomatico Governo in cui Ministro della giustizia potrebbe essere Di Pietro, e fioccherebbero le carcerazioni a fini estorsivi (Applausi dal Gruppo FI. Commenti dai banchi dell弛pposizione); Ministro del lavoro potrebbe essere Bertinotti, e ripiomberemmo nella politica delle trentacinque ore; Ministro dell段nterno potrebbe essere un certo onorevole Mantovani, che ha fatto entrare Ocalan in Italia e Ministro degli affari esteri potrebbe essere Diliberto, che inneggia alla purezza di Che Guevara. Questo ci aspetteremmo? Ebbene, noi intendiamo evitare e scongiurare questo pericolo, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi FI, UDC e AN).

 

CASTELLANI (Mar-DL-U). Basta!

 

SCHIFANI (FI). Si sostiene che viviamo in un Paese dove non vi � diritto di informazione. Signor Presidente, noi stiamo parlando in diretta televisiva davanti a milioni di italiani e la richiesta della diretta � stata fatta da esponenti dell'opposizione, i quali hanno potuto liberamente dire quello che pensavano (Commenti ironici dai banchi dell弛pposizione), fare la loro demagogia politica; e hanno potuto farlo perch� nel nostro Paese vi � libert� di parola, garantita da questo Governo e da questa maggioranza, della quale siamo fieri ed orgogliosi. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi FI, LP, UDC e AN. Molte congratulazioni. Reiterati commenti e proteste dai banchi dell弛pposizione).

FALOMI (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�. (Reiterate congratulazioni all段ndirizzo del senatore Schifani. Richiami del Presidente). Colleghi, non abbiamo ancora finito. Il senatore Falomi chiede la parola per un chiarimento tecnico. Vista l段mportanza della materia, credo che sia il caso di ascoltarlo e con una certa attenzione.

 

FALOMI (DS-U). Signor Presidente, intervengo brevissimamente per una richiesta di chiarimento al Governo su una parte del disegno di legge che stiamo per votare in via definitiva, cio� l誕rticolo 7, comma 13.

Si tratta di una norma che estende le provvidenze per l弾ditoria alle televisioni che trasmettono con canali tematici autorizzati via satellite. Questa estensione delle provvidenze per l弾ditoria comporta spese considerevoli, perch� si tratta di garantire riduzioni del 50 per cento delle spese elettriche, del 50 per cento delle spese per l誕ffitto del satellite, dell�80 per cento delle spese per l誕ffitto delle agenzie.

Il problema � che questa norma, almeno per come � scritta, sembra essere priva di copertura finanziaria. Allora, il chiarimento che chiedo al Governo � il seguente: o questa norma attinge a un fondo, che per� � predeterminato e quindi non ha problemi di copertura (e in questo caso deve essere chiaro all弛pinione pubblica che si diminuiscono le risorse a disposizione di tutti gli altri), oppure � priva di copertura. Vorrei un chiarimento al riguardo da parte del Governo.

PRESIDENTE . Senatore Falomi, lei sa che fa riferimento a una parte del provvedimento che non � stata modificata dalla Camera. Quindi, chiedo se il Governo intenda fare una precisazione al riguardo.

GASPARRI , ministro delle comunicazioni . S�, signor Presidente. ネ molto chiaro, perch� si tratta di ammettere a questi fondi, che sono gestiti dal Dipartimento dell弾ditoria, altri soggetti, cio� quelli indicati nella norma in questione; quindi non si prevede un allargamento della cifra, ma si attinge a quel fondo che ovviamente dovr� essere ripartito tra i soggetti che avevano diritto in precedenza e i nuovi soggetti. Pertanto, la cifra � immutata.

Colgo anche l弛ccasione, se la Presidenza me lo consente, per ringraziare tutti i senatori per il notevole lavoro svolto e per l誕pprofondito dibattito; il presidente Grillo, i componenti della Commissione trasporti e la Presidenza del Senato per questo sforzo importante a cui il Senato si accinge a dare un sigillo finale. (Applausi dai Gruppi AN,FI, LP, UDC e del senatore Carrara).

 

PAGANO (DS-U). La coperta � stretta e i fondi sono quelli, forse non l誕vete capito.

PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione finale.

 

BOCO (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolt�.

 

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, intervengo per chiedere che questa votazione venga effettuata mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Soltanto elettronico; dopo tanti voti segreti, mi sarei aspettato un voto segreto anche sulla votazione finale.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori � stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del disegno di legge nel suo complesso.

Ind�co pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno s�; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi FI, LP, UDC, AN e del senatore Carrara).

 

Forse aveva ragione il collega Angius: probabilmente abbiamo ottenuto proprio il record dei votanti quest弛ggi. Adesso lo confronter�, ma credo abbia indovinato.

 

CASTELLANI (Mar-DL-U). Passate alla cassa!